La Butega del Caffè (nuova edizione 2004)

 

 Rassegna Stampa

 
  il Comune di Ancona n. 2 / 2004 marzo - aprile

Cultura
Goldoni in vernacolo col "Teatro del Sorriso"

Momento emozionante per il Teatro del Sorriso, sabato 5 giugno. La compagnia amatoriale per la prima volta - e prima tra tutte le compagnie vernacolari - salirà
alla ribalta del massimo teatro cittadino offrendo al suo pubblico uno spettacolo divertente e di qualità a prezzi popolari. Si tratta de "La Butega del Caffè" di Carlo Goldoni, una delle tante tappe raggiunte dalla compagnia in anni e anni di attività, insieme a "L'imbriago", "Zizò de Palumbela", "Arsenico e vecchi merletti". Per il Teatro del Sorriso - sottolinea il regista Giampiero Piantadosi - rappresentare un lavoro così ambizioso significa celebrare l'avvenuta riapertura del Teatro delle Muse - un momento lungamente atteso e sognato, invitando tutti coloro che in tanti anni lo hanno seguito con simpatia ed affetto. Per informazioni, visitare il sito www.teatrodelsorriso.com

 

 
 


Corriere Adriatico Martedì 1 giugno 2004

Il vernacolo alle Muse

Il Teatro del Sorriso sabato con "La Butega del cafè"
di Simona Sessa

ANCONA - Il teatro popolare fa il suo ingresso trionfale alle Muse. La notizia è davvero importante: una ventata di novità sta per vivificare il celebre teatro dorico.
Il teatro del Sorriso, che non ha certo bisogno di presentazioni, sabato presenterà alle Muse "La Butega del cafè" di Carlo Goldoni. La regia e l'adattamento sono affidati a Giampiero Piantadosi. Lo spettacolo, inoltre, è patrocinato dalla II Circoscrizione del Comune di Ancona. L'evento rappresenta un'ulteriore sfida del teatro del Sorriso che si accinge a dare una nuova svolta alla realtà teatrale di casa nostra. Una scelta coraggiosa ed ambiziosa per questa compagnia amatoriale dorica che intende ridare lustro e dignità al vernacolo offrendo uno spettacolo di alta qualità a prezzi "popolari" (il costo per la platea e la I galleria è di 15 euro, nella II di 10 e nella III di 7). "Questo lavoro è il coronamento di un percorso durato sette anni da quando ci siamo costituiti - ha spiegato Piantadosi, presidente della compagnia del Sorriso e regista della Butega del Cafè, durante la presentazione dell'iniziativa -. Un iter che ci ha portati al magnifico teatro di Ancona -. La nostra è la prima compagnia amatoriale approdata alle Muse con l'intento di avvicinare un pubblico non habituè del teatro". Una partecipazione, quella della compagnia del Sorriso, che nasce "da una consapevolezza di avere un grosso seguito ad Ancona - afferma il regista - grazie a spettacoli quali Arsenico e vecchi merletti e L'Imbriago". La Butega del cafè è un lavoro che unisce la lingua italiana con il vernacolo. Tra i tanti personaggi in scena quelli di estrazione più popolare che utilizzano il vernacolo: "E' evidente una ricerca su questo linguaggio e ci siamo soffermati anche sui termini ormai aboliti", dice Piantadosi. Un tentativo riuscito, quindi, di riportare alla luce modi di dire dimenticati che daranno maggiormente risalto alla rappresentazione.

 

 
  Il Resto Del Carlino Martedì 1 Giugno 2004

TEATRO
Le compagnie non professioniste di scena alle Muse. Sabato prossimo il <<Sorriso>> porterà in scena <<La butéga del Caffè>>

Il palcoscenico accoglierà gli... amatori

Ancona - Il Teatro amatoriale entra alle Muse, dove la compagnia del Teatro del Sorriso sabato (ore 21) porterà in scena <<La butéga del Caffè>>. E' una trasposizione della commedia di Goldoni che però ha come ambientazione, non le calli veneziane ma i <<viguli>> di un'Ancona immaginaria del 1700. Un'accurata ricerca linguistica ha riportato alla ribalta il vernacolo come lingua parlata del popolo. Ed è proprio la lingua che crea il divario sociale tra gente comune e personaggi nobili in un intreccio che si sviluppa tra battibecchi in dialetto e in italiano. <<E' un appuntamento che va seguito - sottolinea il presidente del Gatt Fita Marche Mauro Pierfederici - perché oggi questa compagnia sta aprendo un varco importante: porta nella piazza al chiuso di Ancona, il teatro, i cittadini a un prezzo popolare. Le compagnie amatoriali attirano un pubblico popolare e appassionato, di cui il teatro come spazio fisico ha bisogno; solo nelle Marche sono quasi novanta. E' un patrimonio importante che va salvaguardato e fatto conoscere>>. L'avventura del <<Sorriso>> inizia nel 1997 proprio con questa commedia grazie alla quale vinse tre targhe d'argento (regia, scenografia e miglior attrice protagonista). <<Questo spettacolo - dice il regista Giampiero Piantadosi - è il coronamento di un sogno nato sette anni fa. E' un omaggio alle nostre radici anconetane e a quel pubblico che ci ha seguito con tanto affetto per tutti questi anni>>. Il presidente della seconda circoscrizione Stefano Foresi patrocina l'iniziativa, perché, dice <<la funzione del teatro amatoriale è portare il teatro a
tutti>>. I biglietti sono già disponibili in prevendita (info 071 52525).
Annalisa Serpilli

 

 
 

Il Messaggero Martedì 1 Giugno 2004

IL 5 GIUGNO
La Bùtega del Caffè alle Muse

ANCONA - Il teatro delle Muse di Ancona torna ad essere una piazza tra vicolo cittadini grazie alla compagnia del Teatro del Sorriso che il 5 giugno porta
in scena la goldoniana Butèga del Caffè. Giampiero Piantadosi ha adattato la commedia con cui la compagnia debuttò nel 1997 trasformando i campielli veneziani in scorci di una Ancona settecentesca. Un'Ancona popolata da piccolo borghesi e popolani che si incontreranno in questo emblematico Caffè. Oltre al regista Giampiero Piantadosi, gli interpreti sono Pierpaolo Ionna, Paolo Piccinini, Pierangelo "Stefano" Piantadosi, Fausta Ascoli, Mirco Scavuzzo, Francesco Ferrato, Matteo Pigliapoco, Maurizio Sabbatini, Rossana Re, Ettore Budano, Paola Pasquini, Alessandra Petinari, Andrea Toppi.
Inizio alle 21. Info 071.52525

 

 
  Corriere Proposte n. 6 Giugno 2004
Mensile di Cultura del Tempo Libero delle Marche

La "Butéga" del Caffè di C. Goldoni
adattamento e regia Giampiero Piantadosi

L'idea del Teatro del Sorriso di adattare commedie di Carlo Goldoni al vernacolo "anconitano", restituito al suo ruolo storico di lingua parlata dal popolo, in contrapposizione al linguaggio ricercato, pieno di preziosismi, usato dai nobili, trova forma in "La Butéga del Caffè", scritta e rappresentata per la prima volta nel 1751. Proprio questo divario lessicale accentua ed evidenzia le differenze sociali ed il diverso carattere dei protagonisti, aggiungendo vivacità ed immediatezza allo spettacolo. E consente di spostarne l'ambientazione dalla Venezia delle calli e campielli a quella Ancona dei tanti "viguli" e piazzette affacciati sul porto come doveva apparire alla fine del '700. Il "Caffè" diviene luogo di incontro e confronto tra personaggi buoni e cattivi, a comporre quel quadro fiducioso e disincantato che sintetizza la visione goldoniana del mondo, del suo momento storico, della classe sociale a cui apparteneva. Un mondo di piccoli borghesi e di popolani, alle prese con piccole virtù e piccoli vizi, sui quali domina la figura di don Marzio, vero e proprio "genio" della maldicenza, che proprio per questa sua eccezionalità assume contorno e significato universali. A lui si affiancano personaggi spiccatamente dorici, come Ersilia, Medeo e il biscazziere Pandolfo, Lisaura, ballerina maceratese, i pesaresi Leandro e Placida, poi Vittoria, Eugenio ed altri ancora.
Ancona, Teatro delle Muse, 5 giugno

 

 
  PIAZZA Giornale n. 22 del 2/06/2004
Edizione Ancona

Il Teatro del Sorriso alle Muse
"La Butega del caffè"

Quando si parla del "Teatro del Sorriso", qualsiasi aggettivo di presentazione appare più che superfluo, tante le rappresentazioni portate in scena in questi anni. Oltre alla "Butèga del Caffè" vera e propria opera prima nell'aprile del 1997, " l'Imbriago" ed " Arsenico e vecchi merletti", sono alcuni esempi di una produzione sempre gradita ad un pubblico numeroso e affezionato. Lo spettacolo in programma per sabato 5 Giugno 2004 al Teatro delle Muse con inizio fissato per le ore 21,00, rappresenta un motivo di orgoglio per il semplice fatto che, per la prima volta, una compagnia teatrale a livello amatoriale, sbarca nel massimo teatro cittadino. Un debutto a tutti gli effetti. L'intera commedia è ambientata ad Ancona e siamo alla fine del '700 con alcuni personaggi trasformati da veneziani in anconetani come ad esempio Don Marzio, vecchio e pettegolo gentiluomo, i coniugi Ersilia e Medeo proprietari del caffè sempre in lotta nel tentativo di rimediare le imbarazzanti situazioni create dallo stesso Don Marzio. Questa commedia scritta dal Goldoni e rappresentata per la prima volta nel 1751, si è prestata in modo particolare a tale trasposizione costantemente in bilico tra vernacolo e lingua italiana essendo tra le pochissime che assumono a protagonista un luogo e non una persona. Il Caffè diventa un piccolo emblematico microcosmo in cui si incontrano e si confrontano personaggi buoni e cattivi a comporre nel quadro fiducioso e disincantato, un insieme che sintetizza la visione goldoniana del mondo, del suo momento storico, della classe sociale a cui apparteneva. Borghesi e popolani alle prese con piccole e grandi virtù, senza dimenticare i vizi e le numerose dicerie dell'onnipresente Don Marzio. Un successo annunciato per il Teatro del Sorriso con la prevendita a prezzi più che accessibili; Platea e Galleria 15€, II Galleria 10€ mentre la III Galleria costa appena 7€. I tagliandi sono disponibli presso la biglietteria
del Teatro delle Muse in via della Loggia ad Ancona.

 
 

Ancona Nostra - El zito d'j ancunetani 17 giugno 2004
www.anconanostra.com

TEATRU
Un cumento de Pieru Romagnoli su "La Butega del Caffè",
liberu riadatamentu dela cumedia de Carlo Guldoni purtato in scena al Teatru dele Muse dala Cumpagnia Teatru del Zuriso

C'ène tante magnere per zzalvà 'l vernaculo ancunetà dal declino lento e inesurabile che pija a tuti i dialèti d'Itaglia man mà che la lengua uficiale e la televisió pija 'l posto del vernaculo: uno è fà finta che stu fenomeno nun esiste, e cuntinuà a fà i spetaculi in dialèto cul'ilusió che è la lengua che usamo tuti i giorni: el che vòle dì, tutu sumato, a pijà pj fundèli la gente. N'antro modo, invece, è venì a pàti cula lengua itagliana che urmai parla tuti, e capì che salvà 'l dialèto nun vòle dì salvà na lengua che tantu ntéle case nun ze parla più, ma invece vòle dì a salvà na tradizió, 'n modo de penzzà e de ragiunà, che invece nun è morti, è 'ncora vivi ecome! St'intruduzió c'è venuta ntéla zzoca dopu avé visto e' spetaculo teatrale "La Butega del Caffè", libero riadatamentu dela celebre cumedia de Carletu Guldoni, che a nialtri c'è parzzo 'n capulavoru d'inteligenza e de mudernità.. El dialèto nun ze parla più ntéle case urmai, guasi da nisciuna parte. E alora, perché, invece da cujunacce da soli cun puesie, cumedie e opere teatrali de sapore "pupulare", bòne solo pel fèstiva de Varà, nun vulèmo invece cercà de fà vive 'l vernaculo int'una magnera più muderna e inteligente, ciuè tacando inzieme dialèto e cultura? Su sta scumessa - na scumessa vinta! - se basa 'l lavoro dela Cumpagnia del Zuriso de Giampiero Piantadosi, andato in scena al Teatro dele Muse ala sera del zzabito 5 giugnu, che ciavémo avuto la furtuna de vède de perzzona e che cià fato capì che infinite ène le vie del vernaculo, basta solo avécce 'n po' de fantasia. Pe' na cumpagnia teatrale de diletanti, è stato 'n zzucesso strepitoso, cul publico del zzalòto bono d'Ancona che ala fine se spelàva le mà daj aplausi. Ma j aplausi, oltro che al'interpretazió pratigamente perfèta dj interpreti, nialtri li vulémo fà al'idea, che è n'idea guza, de fà na cumedia che è 'n classigo dela leteratura, metà in itagliano e metà in vernaculo, a segonda de chi stà a discóre. Le parti pupularesche è tradóte dal venezià in ancunetà (dó dialèti, varda 'n po', che cià tante robe in cumune!), mentre le batute recitate da perzzunagi che nun è del populo è in itaglià. Po' l'ambientazió in Ancona, mbè questo ce vuleva pogo... Ma per fenì, l'idea numbero unu è stata quelo d'usà 'l vernaculo nostro pe' n'opera classiga. E 'l matrimonio funziona che è 'n piacere. Brai, brai, brai! E' queste le iniziative che tiene in vita 'l vernaculo! E vel dìmo nialtri che su st'argumento penzzamo da sapé de cusa stàmo a discóre....