La Butéga del Caffé

 

 Rassegna Stampa

 
  Corriere Adriatico del 24/7/97

Torna «La butega»

ANCONA - Questa sera alle ore 21.15, la Compagnia «Teatro del Sorriso» di Ancona, con il patrocinio del Comune di Ancona, proporrà unareplica, a Piazza del Papa, della commedia La <<Butega>> del Caffè, adattamento anconetano di Giampiero Piantadosi dell'omonima commedia di C. Goldoni. Accettando l'invito del Consorzio Commercianti di Piazza del Papa e del Centro Storico di Ancona, che ha curato l'organizzazione dello spettacolo, viene riproposta questa versione migliorata e collaudata di un lavoro che fin dal suo debutto lo scorso maggio al Teatro Alfieri di Montemarciano ha sempre riscosso un enorme successo di pubblico e di critica. Suggestiva la scelta di Piazza del Papa. da sempre cuore storico della nostra città, certamente la sede «naturale» per un lavoro come questo proposto, dove grande importanza ha avuto la ricostruzione scenografica di una piazzetta dell'Ancona di fine '700. E' per qesto che il Teatro del Sorriso, attualmente impegnato in una tournée estiva nelle principali piazze delle Marche, ha momentaneamente sospeso gli impegni esterni per un nuovo, importante appuniamcnio con il «suo» pubblico, e con la «sua» città di Ancona. Il prezzo del biglietto è di lire 15.000, posto unico. I biglietti saranno disponibili a partire dalle ore 20.00 presso i botteghini allestiti a Piazza del Papa.

 

 
  Marche Domani - Cultura, pagina 19 del 24 maggio 1997
di Silvana Coricelli

"Teatro del Sorriso" con successo
LA "BUTEGA" DEL GOLDONI

Dai "campielli" alle "piazzette", sembra trovarsi a suo perfetto agio. Carlo Goldoni, in quest'Ancona fin de siècle che si dà, brulicante di vita, al porto. Balugina l'Ottocento sul mare. A ridosso, il quotidiano irretito nella ragnatela dei "viguli": "piccole virtù", "piccoli vizi", che si sgranano percorrendo l'eterna galleria di tipi umani di cui il caffè diviene l'emblematico microcosmo. Il luogo grande protagonista della pièce goldoniana, rendendo possibile quest'ambientazione "spostata", scenario di un'umanità dalla fisionomia universale: nella "Bufera"-del Caffè si incontrano e si scontrano "buoni" "cattivi" nella vivace schermaglia dei sentimenti che non hanno confini, quelli di sempre, "Il vernacolo è solo un accessorio, al pari di un costume: bisogna creare -dice Giampiero Piantadosi- un equilibrio tra tutti gli elementi scenici". L'esordiente regista parla della sua operazione di adattamento al dialetto anconetano della celeberrima commedia del Goldoni: una "lettura" insolita, che, proposta dal Teatro del Sorriso -in collaborazione con l'Associazione teatrale Primafila, il pubblico fitto dello Sperimentate, proprio in questi giorni, ha salutato. Un'indagine linguistica ponderata, che del vernacolo ha recuperato il ruolo storico servendosene per una briosa dialettica tra il linguaggio "nobile" e il parlato del popolo, quel tandem vivace su cui la commedia, godibilissima, poggia, "costantemente in bilico", come il regista spiega, tra dialetto e lingua italiana, un "divario lessicale" che dilata le differenze sociali, spingendo il contrapporsi delle classi. Accolta con entusiasmo, un'interpretazione sul solco della ricerca avviata lo scorso anno col "Campiello", prodotto, con gran successo, dalla compagnia La Cicala di Falconara. "L'esigenza -sottolinea il regista- di proseguire lungo un percorso iniziato. Ed era il pubblico che ci chiedeva questo impegno". Un gruppo di lavoro si forma e in questa città convoglia, puntando al "sorriso", la propria esperienza teatrale. Per Giampiero Piantadosi l' "avventura" della regia (assistente Valerla Tonti), riprendendo e sviluppando l'idea di trasporre in vernacolo l'opera del Goldoni, nel pieno rispetto dell'autore, riconsegnandone la propria peculiare visione del mondo. Ed ecco l'infido, esasperato pettegolezzo di Don Marzio (Domenico D'Imperio), universale profilo della maldicenza; ecco Ersilia (Fausta Ascoli), Medeo (Maurizio Sabbatini), Pandolfo (Francesco Ferrato), l'anconetanità che piglio e sortite del Barbiere (e Prima Guardia, Pierangelo "Stefano" Piantadosi: Seconda Guardia, Franco Morroni) accentuano, amplificata nell'enfatica gestualità del Locandiere (Paolo Piccinini) e del suo Cameriere (Gianluca Bucco). E poi Lisaura (Rossana Re), la ballerina col suo esilarante maceratese, quindi i pesaresi Leandro (Paolo Laglia) e Placida (Katia Tedesco), e, ancora, Eugenio (Mirco Mengarelli) e Vittoria (Clarissa Vecchioni). Un eteroclito quadro variegato dai linguaggi, abitato alla screziata folla dei tipi psicologi. Fedele a quell'umanità su cui si sarebbe soffermato l'occhio implacabile di Carlo Goldoni.

 

 
  A Chiaravalle c'è EstaTeatro

CHIARAVALLE - Torna «EstaTeatro» la tradizionale rassegna teatrale estiva allestita dall'assessorato alla Cultura del comune di Chiaravalle e dalla Compagnia Locale «Primafila» in collaborazione con il Gat Marche. La rassegna, giunta alla terza edizione, si arricchisce di contenuti e proposte, con quattro spettacoli di significativo spessore artistico e di vario genere. Si comincia domani sera con gli anconetani del teatro del Sorriso che mettono in scena, «La butega del cafè», brillante piece di vernacolo tratta dalla celebre commedia goldoniana, audacemente ed originalmente ambientata tra i vicoli della vecchia Ancona. Domenica 29 giugno saràcla volta dei giovani dei gruppi parrocchiali chiaravallesi che replicano «Jesus Christ», spettacolo basato sul fortunato musical di Webber Rice, proposto con successo ai chiaravallesi qualche mese fa quando in occasione della «prima» si potè assistere ad un'eccellente performance. Il 4 luglio «Estateatro» continua con «Spirito allegro», messo in scena dal gruppo teatrale «La Cicala» di Falconara, mentre l'8 luglio si chiuderà il sipario sulla terza edizione della manifestazione, con «Ciao musical», prodotto dal Laboratorio a Scena Aperta di Ostra. Tutti gli spettacoli si tengono in piazza Garibaldi, sotto il bei rosone e la stupenda facciata dell'Abazia Cistercense ed iniziano alle 21,30. L'ingresso costa 8.000 lire (6.000 i ridotti). Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere all'Informagiovani (tel. 071/7450671).

Gianluca Fenucci

 

 
  Applausi alla "butega del caffè"
Tutto esaurito per la commedia in vernacolo anconetano

ANCONA - Enorme successo ha ottenuto la "Butega del Caffè", col tutto esaurito allo "Sperimentale'". La compagnia "II teatro del sorriso" ha centrato in pieno lo scopo di far riscoprire ed avvicinare la gente al teatro amatoriale, sviluppando l'idea di adattare la commedia del Goldoni al dialetto anconetano. All'ottima riuscita ha molto contribuito la bravura degli attori, tutti abilissimi nelle caratterizzazioni dei personaggi, interpretando con naturalezza quelle scene di pettegolezzi, manie e capricci, gli uni servendosi di un linguaggio dotto (i nobili), gli altri usando motti giocosi del vernacolo anconetano (i popolani). Anche se i costumi e l'ideazione scenica ci riportano al '700, la freschezza dei dialoghi misti di discorsi in lingua e in anconetano ci presenta come attuali quei personaggi, facendo loro assumere contomi e significato universali. Su tutti giganteggia il personaggio di don Marzio (Domenico D'Imperio), "rè" della maldicenza, la cui tresca ispirazione comica riesce a superare la riprovazione moralistica, come nel finale, quando manifesta l'intenzione di trasferirsi a Falconara, dove c'è gente migliore. A lui si affiancano tutti personaggi tipicamente anconetani come Ersilia (Fausta Ascoli), popolana istintiva e sguaiata, ma generosa e onesta, moglie di Medeo (Maurizio Sabbatini) anch'egli tipico popolano pettegolo e semplice, ma succube della moglie, entrambi titolari della "Butega del Caffè". Bravo si è dimostrato, per naturalezza di recitazione e per mimica professionale, Francesco Ferrato (che si esibisce nei cabaret). Gli altri personaggi sono tutti di alto rango, ad eccezione di Lisaura (Rossana Rè), la ballerina dal pittoresco accento maceratese e dal fiero temperamento, che aspira all'ascesa sociale, sperando di sposare il conte Leandro (Paolo Lagiia). Di differenti caratteri risultano le due nobildonne: Vittoria (Clarissa Vecchioni), moglie trascurata di Eugenio (Mirco Mengarelli) e Placida (Katia Tedesco), la pesarese abbandonata dal marito, il come Leandro: tanto dolce e remissiva l'una, quanto forte e grintosa l'altra, che cerca di riportare a casa il consorte. Alla fine ogni litigio e contrasto finiscono per comporsi felicemente: il vizio viene punito e la virtù premiata. In ciò la volontà moralistica e didascalica dei Goldoni viene rispettata, anche se l'ispirazione comica nella "Butega del Caffè" prevale sempre.

Dina Marika Riccardini

 

 
  Il Resto del Carlino Martedì 13 maggio 1997

Adesso Carlo Goldoni parla anche in vernacolo

Adattare le commedie di Goldoni al dialetto anconetano. Con questo spirito il «Teatro del Sorriso» prosegue il lavoro avviato lo scorso anno. Così stasera e domani alle ore 21,15 al teatro Sperimentale andrà in scena La «Butega». del Caffè, una commedia che si presta a questa trasposizione essendo tra le pochissime che assumono a protagonista un luogo e non una persona. Il «Caffè» diventa un piccolo emblematico microcosmo, in cui si incontrano e si confrontano personagi buoni e cattivi, che compongono quel quadro che sintetizza la visione goldoniana del mondo. Un mondo di piccolo borghesi e di popolani, alle prese con piccole virtù e piccoli vizi, sui quali domina la figura teatralissima di Don Marzio al quale si affiancano personaggi spiccatamente anconetani, come Ersilia. Medeo e il biscazziere Pandolfo. Lisaura ballerina maceratese, i pesaresi Leandro e Placida, e tanti altri che compongono un abiente vario nel linguaggio e nel carattere dei protagonisti, ma proprio per questo, fedele a quel vivo spaccato di umanità descritto dal Goldoni. Sul palco, come dicevamo, la compagnia del «Teatro del Sorriso», che nasce dall'idea di un gruppo di attori anconetani che hanno pensato di convogliare nell'ambito citadino le esperienze maturate da ciascuno di loro in varie altre compagnie di teatro amatoriale della regione. Lo spettacolo che andrà in scena, ha già debuttato con grande successo il 9 aprile a Montemarciano.

 

 
  Corriere Adriatico Martedì 13 maggio 1997

La Butega del caffè allo Sperimentale

ANCONA - Atteso appuntamento per gli appassionati di vernacolo al Teatro Sperimentale. Questa sera e domani verrà portato in scena <<La Butega del caffè>>, spettacolo nato dalla collaborazione tra il Teatro del Sorriso di Ancona e la Compagnia Primafila di Chiaravalle. Il gruppo nasce dall'aggregazione di esperienze diverse che danno vita ad un progetto interessante. Sette mesi di preparazione per mettere in scena un lavoro che, al debutto all'Alfieri di Montemarciano, ha riscosso applausi convinti. La regia è di Giampiero Piantadosi che ne ha curato anche l'adattamento della commedia goldoniana. Ampio spazio è stato destinato a cinque allievi dei corsi C.E.T. organizzati da Primafila in collaborazione con il Comune di Chiaravalle. <<La Butega del Caffè - sostiene il regista -riprende e sviluppa l'idea di adattare opere di Goldoni al dialetto anconetano. Il vernacolo trova la sua naturale collocazione nel suo ruolo storico di lingua parlata dal popolo, contrapponendosi al linguaggio ricercato usato dai nobili. Nel pieno rispetto della commedia abbiamo spostato l'ambientazione dalla Venezia delle <<calli>> e dei <<campielli>> a quell'Ancona dei tanti <<viguli>> e <<piazzette>> affacciati sul porto come doveva apparire alla fine del '700.

g.l.f.

 

 
  Centro Marche 12/5/1997

Goldoni anconetano

La Butega del Caffè ad Ancona

ANCONA - Si esibirà martedì 13 mercoledì 14 maggio alle 21.15 al Teatro Sperimentale di Ancona, la compagnia "Teatro del Sorriso" con la "Butega del caffè", commedia che rappresenta scene in lingua miste a vernacolo. Dopo il successo ottenuto a Montemarciano dove ha registrato il tutto esaurito, il Teatro del Sorriso, in coproduzione con Primafila, Compagnia di Chiaravalle, torna allo Sperimentale. Si tratta di una compagnia giovane (opera da due anni) composta da giovani (dai 25 ai 40 anni) che si prefigge lo scopo di portare a teatro i ragazzi. A questo riguardo infatti gli organizzatori, animati da Franco Morroni, intendono istituire una scuola propedeutica di recitazione per giovani in età scolare, dalle superiori in su per far riscoprire il teatro amatoriale. Nella "Butega del caffè" l'intendimento di adattare la commedia del Goldoni al dialetto anconetano risulta una riuscita composizione di linguaggio ricercato, proprio di certa èlite, con la lingua parlata dal popolo (vernacolo), caratterizza le differenze sociali e il diverso temperamento dei protagonisti. L'ambientazione si sposta piacevolmente dalle "calli" e "campielli" di Venezia ai "viguli" e piazzette affacciati sul porto di Ancona, come doveva apparire alla fine del '700.

Dina Marika Riccardini

 

 
  Corriere Adriatico Lunedì 7 aprile 1997

La Butega del Caffè all'Alfieri

MONTEMARCIANO - AL teatro Alfieri, mercoledì alle 21.15, va in scena la commedia in vernacolo <<La Butga del caffè>>, con l'adattamento anconetano di Giampiero Piantadosi che ne è anche regista. Protagonisti sono Domenico D'Imperio nelle vesti di Don Marzio, Fausta Ascoli in quelle di Ersilia, Maurizio Sabbatini è Medeo, Mirco Mengarelli è Eugenio, Clarissa Vecchioni (Vittoria), Paolo Laglia (Leandro), Katia Tedesco (Placida), Francesco Ferrato (Pandolfo), Rossana Re (Lisaura), Fabio Coen (capo delle guardie), Paolo Piccinini (primo cameriere), Gianluca Bucco (secondo cameriere), Pierangelo Piantadosi (barbiere) e Andrea Pesarini (amico di Pandolfo). La Butega del caffè, proseguendo un lavoro avviato l'anno scorso col <<Campiello>>, riprende e sviluppa l'idea diu adattare commedie del Goldoni al dialetto anconetano. Il vernacolo trova ora la sua naturale e definitiva collocazione nel rispetto del suo ruolo storico di lingua parlata dal popolo contrapponendosi al linguaggio ricercato usato dai nobili. L'ambientazione si sposta dalla Venezia delle calli e campielli a quella Ancona di <<viguli>> e <<piazzete>> affacciati sul porto come doveva apparire alla fine del '700.

 

 
  Corriere Adriatico 21 Settembre 1998

Teatro, quando il vernacolo fa <<parlare>> anche Goldoni

De Giampiero Piantadosi presi dente del Teatro del Sorriso di Ancona riceviamo e pubblichiamo.

<<Siamo una compagnia anconetana di teatro amatoriale di recente formazione, costituitasi come associazione autonoma lo scorso Aprile 1997. Il nostro gruppo raccoglie elementi con esperienze diverse e significative maturate in altre compagnie marchigiane, accomunati dal desiderio di percorrere insieme nuove strade di crescita e di maturazione artistica, ma soprattutto uniti da un grande amore e da un profondo rispetto per la cultura e le tradizioni della nostra città di Ancona. Da tempo ci eravamo resi conto della profonda crisi di cui parla Mauro Paolinelli nell'articolo («Vernacolo in crisi», pubblicato il 14 Settembre, n.d.r. ) sul cui contenuto siamo perfettamente d'accordo, ed è stata questa la motivazione che ci ha spinto a fondare il Teatro del Sorriso, perché anche per noi il Teatro è "musica, luce, costume, scenario, movimento, recitazione, ritmo e non mera lettura di copioni sulla scena o sterile ricerca di battute scontate ad effetto assicurato", fini a se stesse e al di fuori da ogni contesto scenico drammaturgico. E' con queste premesse e in questa prospettiva che si inquadra il lavoro da noi prodotto lo scorso anno con grande successo di pubblico e di critica, a tutt'oggi replicato 15 volte (6 nella sola città di Ancona, e poi a Montemarciano, Chiaravalle, Falconara, Arcevia, Morro d'Alba, Angeli di Rosora, Jesi e Portorecanati) e vincitore di ben tre targhe d'argento (migliore attrice protagonista, migliore regia, migliore scenografia) nella sezione vernacolo della 1' edizione del Festival Regionale d'Arte Drammatica Le Muse, a Piazza del Papa di Ancona nell'estate 1997, organizzato dall'assessorato ai Beni e alle Attività Culturali del Comune di Ancona e dal Gat Marche con il patrocinio dell'Amat. Si tratta di una particolare e indovinata trasposizione anconetana della "Bottega del Caffè" di Carlo Goldoni che ci dispiace sia sfuggita a Paolinelli, visto che la "sua" proposta di tradurre Goldoni in anconetano era già stata anticipata da noi da circa due anni, e non ha potuto partecipare alla Rassegna Dialettale Teatrale Marchigiana di Varano per il semplice motivo che non abbiamo mai avuto risposta dal Comitato Manifestazioni Varanesi alla nostra richiesta di partecipazione inviata fin dallo scorso Giugno. Ma sicuramente, e per i motivi già esposti, non ci siamo accontentati di una pura e semplice traduzione del testo: ci siamo preoccupati soprattutto della sua successiva messa in scena, allo scopo di offrire finalmente al pubblico anconetano un "prodotto" valido e di qualità, convinti che il vernacolo non debba più essere offeso e degradato da guitti e istrioni vari, ma valorizzino e riscoperto nella sua funzione fondamentale di prezioso strumento con cui risalire alle radici più profonde e genuine della nostra storia e del nostro passato. Per questo, nel nostro adattamento, oltre alla ricostruzione scenografica molto accurata di uno scorcio di Ancona di fine '700, coi vicoli e le piazzette affacciati sul porto, abbiamo rispettato tre esigenze fondamentali: trasformare alcuni personaggi da veneziani ad anconetani, creando caratteri nuovi e vivacissimi (Ersilia, Medeo, Pandolfo, poi ancora il Bargello, il locandiere, il barbiere), ai quali si aggiunge il personaggio di Lisaura, ballerina maceratese con la sua parlata colorita e particolarissima; mantenere l'assoluta fedeltà al testo goldoniano per quegli allri personaggi, di estrazione nobile, caratterizzati da un linguaggio settecentesco ricercato e pieno di preziosismi, che nel contrasto crea effetti comici di grande suggestione; tagliare nel testo, ove possibile, tutti quei passaggi che potevano appesantire lo sviluppo della trama e delle azioni sceniche a scapito del ritmo sempre serrato e sostenuto. Ne è derivata una commedia gradevolissima, costantemente in bilico tra vernacolo e lingua italiana, che deve il suo successo alla novità dell'adattamento e alla fresca immediatezza del testo. Chiudiamo questo nostro intervento ringraziando per lo spazio e l'attenzione, contenti di poter dare il nostro contributo al dibattito nell'interesse di quanti nella nostra città, e sono più di quanti si creda, amano e seguono il Teatro. Da parte nostra ci impegniamo a proseguire sulla strada intrapresa, dando appuntamento a quanti ci hanno seguito fin qui con affetto e simpatia al nostro prossimo lavoro».