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Corriere Adriatico Martedì 20 marzo 2001
Il 7 e 8 aprile Il Teatro del Sorriso
con "L'Imbriago" allo Sperimentale
Ecco l'Ancona di Giangiacomi
ANCONA - Il 7
aprile alle 21.15 e l'8 alle 17.30 e alle 21.15,
allo Sperimentale andrà in scena "L'Imbriago",
spettacolo in vernacolo di Palermo Giangiacomi,
proposto dal Teatro del Sorriso, compagnia teatrale "dorica d.o.c.". Lo spettacolo, da tempo assente dalle
scene, seppur molto datato e vicino al secolo d'età, continua ad essere un
punto di riferimento ideale per il nostro teatro dialettale. E il Teatro del Sorriso ha scelto questo testo per
chiudere un cammino ideale iniziato con "La bottega del caffè" e proseguito poi con "Zizzò de Palombella". E' una sorta di ritorno alle
origini, dopo l'Ancona virtuale della fantasia, l'Ancona dolente della
sofferenza e della guerra, ecco adesso quella del ricordo, presente con
rimpianto nelle menti dei suoi figli. <<"L'Imbriago"-ha
voluto sottolineare l'assessore Antonio Luccarini, nel corso della conferenza stampa di
presentazione. È un mezzo importante per aiutare la città a recuperare la
sua identità. Un'esigenza che gli anconetani sentono sempre più forte, e lo
vediamo con la passione rinata per i luoghi storici, per i vicoli del
centro, che racchiudono secoli di vita vissuta. Le mostre a Palazzo
Camerata sono visitate da tantissima gente, il Museo
della città è meta frequentatissima di tanti cittadini. E venendo a Giangiacomi, straordinario cantore dell'anconetanità, il dialetto è stato fino ad oggi la forma
superficiale con cui gli anconetani avevano sostituito la memoria, oggi
attraverso il vernacolo recuperano le loro radici.
Il dialetto, è << la lingua cinguettata dai morti >>, diceva Franco Scataglini, un
linguaggio che ha due facce, quella servile, usata per lo sberleffo e
quella di lingua morta, sacra per entrare in contatto con la profondità
della nostra realtà. E "L'Imbriago"
è un gradevolissimo collage di macchiette, è un'Ancona del tempo passato,
dipinta attraverso la filosofia spicciola del quotidiano >>.
Informazioni e prevendita presso l'agenzia Carousel,
tel. 071/36761.
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Il Resto Del Carlino Martedì 20 Marzo 2001
LA STORICA COMMEDIA IN VERNACOLO ALLO SPERIMENTALE
Torna <<L'Imbriago>>
Un vero <<classico>> tra
battute entrate nel gergo comune
Ancona - Uno scrigno
di ricordi che si apre, a svelare una storia imbevuta delle suggestioni di Ancona perduta, ma pronta a rivivere in scena
sull'onda lunga della nostalgia, del recupero d'un'identità di cui il tempo
ha sfocato i contorni. E' un ritorno alla grande quello che il Teatro del
Sorriso ha messo in piedi per <<L'Imbriago>>
di Palermo Giangiacomi, storica commedia (prima
rappresentazione 1909) che in due atti traboccanti di arguzie
e battute entrate ormai nel gergo comune, celebra il vernacolo dorico,
riportandolo alla sua autentica dimensione popolare e culturale. Dopo trent'anni di assenza dalle
scene, sabato 7 (ore 21.15) e domenica 8 aprile (17.30; 21.15) allo
Sperimentale torna questo <<Classico>> con Giampiero Piantadosi alla regia e Francesco Ferrato nel ruolo del
protagonista l'ubriacone Zebibbo Paccalossi. Un'occasione per <<riscoprire storia
e identità di Ancona - spiega l'assessore alla
cultura Luccarini -. Il vernacolo è sempre stato
nel cuore degli anconetani. Un dialetto sospeso tra due
estremi: la lingua "servile", del popolo minuto, e quella
"colta" di Scataglini, capace di
trasformarla quasi in una lingua morta, come il latino>>. Dopo
la <<Bottega del Caffè>> e <<Zizò de Palumbela>> per
il <<Sorriso>> si preannuncia un trionfo annunciato. <<E' il punto d'arrivo di un cammino iniziato 4 anni fa - dice
Piantadosi -. Era inevitabile
"scontrarci" con "L'Imbriago",
che ci porta all'origine della produzione vernacolare anconetana>>.
Raimondo Montesi
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Il Messaggero Martedì 20 Marzo 2001
Il 7 e 8 aprile va in scena allo Sperimentale. L'ultima interpretazione
di Mario Fuligna fu nell'89
CHI SI RIVEDE, ZEBIBO
Torna sulle scene
<<L'Imbriago>> di Giangiacomi
Torna in teatro un
classico della letteratura vernacolare
anconetana, "L'Imbriago" di Palermo Giangiacomi, una commedia in due atti, tutta in
dialetto, la cui prima rappresentazione risale al luglio del 1909. Un appuntamento da non perdere con un'interpretazione dal
taglio più moderno. L'opera infatti manca
dalle scene locali da tempo ma non da circa trent'anni
come riferito ieri durante la conferenza stampa di presentazione. Al 1989, infatti risale, ad esempio, l'ultima interpretazione al
Festival di Varano, almeno per quanto riguardai l mitico Mario Fuligna che fu memorabile Zibibbo Paccalossi.
A riportare alla luce il testo è stato il Teatro del Sorriso, che ha al suo
attivo tra l'altro "Zizò de Palumbela", con la collaborazione degli
assessorati alla Cultura e alle politiche giovanili. <<Gli anconetani
- ha precisato l'assessore Luccarini - hanno
sempre dimostrato di avere una vera passione per il vernacolo. Il centro
storico ha anche un vicolo dedicato al poeta Giangiacomi.
Il dialetto - ha aggiunto - è una memoria di cui tutti abbiamo
bisogno>>. Lo spettacolo andrà in scena presso il teatro Sperimentale
il 7 aprile dalle 21.15 per replicare il giorno successivo alle 17.30 e
alle 21.15. <<Era inevitabile - ha commentato Giampiero Piantadosi, direttore del Teatro del Sorriso e regista
della commedia - che prima o poi ci confrontassimo
anche con un opera come questa. E' il primo vero e proprio lavoro in
dialetto anconetano scritto da un grande storico locale. E' un piccolo
gioiello dalle battute divertenti, spumeggianti e ricco di modi di dire che sono entrati anche nel linguaggio comune della
gente. Per trovare il personaggio più adatto - ha aggiunto - c'è voluto più
di un anno perché doveva rappresentare l'essenza voluta da Giangiacomi>>. Il ruolo di Zibibbo Paccalossi, l'imbriago, sarà
interpretato dall'attore Francesco Ferrato, <<Il protagonista è straordinario - commenta Piantadosi
- è una figura comica che ricorda Arlecchino e Pulcinella, una vera
maschera della parte animalesca dell'umanità che ognuno cerca di
rimuovere>>. I biglietti (20.000 intero e 15.000
ridotto) si potranno acquistare in prevendita presso l'agenzia di viaggi Carousel in viale della Vittoria 52, o al numero
071/36761.
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Il Messaggero Mercoledì 21 Marzo 2001
La riedizione della più popolare farsa in dialetto anconetano riporta alla
memoria colui che ne fu l'ultimo interprete.
Fuligna,
caro Zebibo de nialtri
Debuttò nel ‘41.
Ferito in guerra, fu sulle scene con Cedroni nel ‘47
Di
Maurizio Sabbatini - Celebrò il suo trionfo in
piazza del Papa. Cittadino benemerito poco prima di morire.
ANCONA - Con "L'Imbriago", che il
Teatro del Sorriso ripropone il 7 e l'8 aprile
allo Sperimentale, con il patrocinio degli assessorati alla cultura e alle
Politiche giovanili del Comune , non torna soltanto in scena, per la 153°
volta, la mitica farsa anconetana di Palermo Giangiacomi.
La prima rappresentazione nel 1909, interprete Silvano Petrucci.
Ma torna pure in mente quel fenomeno di mario Fuligna che, con Ugo Cedroni, ne è
stato il massimo interprete. Addirittura, Mario, l'ultimo
vero interprete, l'8 settembre del 1989 al Festival di Varano, della nostra
commedia più popolare. Storico, memorabile e
sempre formidabile, il nostro grande Mario, nei panni di "Zebibo Paccalossi", il
protagonista principale. Ma lui chi era veramente nella vita ? Nato il 18 gennaio del 1921, al Montirozzo
da Nazareno, maresciallo di pubblica sicurezza di Ostra in servizio nella nostra Polizia ferroviaria e da
Amalia Corinaldesi, casalinga, nata a Ponticelli
di Senigallia e morta troppo giovane. Così Mario studia, anche il latino,
pure ai "Salesiani" e poi va a soldato. Nel '43 la guerra in
Grecia dove viene ferito al braccio sinistro con
conseguente menomazione di due dita. Fatto prigioniero dai tedeschi viene portato a Dusseldorf ma
lo salva la bella calligrafia in virtù della quale viene destinato in
ufficio. Sposato con due figli, Fabio e Ambra. Il lavoro
all'archivio in Prefettura, e alle Licenze edilizie, fino al '70.
Ma, proprio per quella ferita di guerra, ha usufruito di dieci anni di
scivolamento oltre ad una piccola pensione di invalidità.
Anche rappresentante di commercio, Mario, pregiatissimo donatore di sangue
per trent'anni, e nella corale
Bellini ma è, ovviamente, il teatro la sua grande passione,
irresistibile fin da quand'era piccolo, con quell'affabilissimo
carattere. Nel '34 in
lingua e poi in vernacolo dal 1941. Nel '47 con la compagnia
<<Garibaldi>> di Ugo Cedroni, altro
nostro fenomenale poeta dialettale, divenuta poi <<Città di
Ancona>> dal '48 al '57. Quella del <<Teatro
Sperimentale>>, diretta da aldo Buatti dal '74 al '90 e poi in quella teatrale di
Varano fino alla morte avvenuta il 3 luglio del
1991, all'ospedale di Torrette per un tumore al polmone a 70 anni. Mario Fuligna riposa a Tavernelle ma con lui si ricordano sempre i suoi grandi cavalli di
battaglia tra le tante mirabili interpretazioni: Tre foie
d'edera, con Ugo Cedroli, L'unore,
con la Regina Servadio, La stima, Gerani rosci, Don Cesare, Vigolo cego, Lu e Lia. E Zebibo l'imbriago ? Dentro al fiasco sembrava
vino rosso ma lui ci metteva coca cola. Ma un
giorno le suore del nostro ospedale psichiatrico, pensando di fargli cosa
gradita, gli ci misero il vino per davvero e lui stentò a portare a termine
la farsa. Ma un <<Imbriago>>
così vero, disse la gente ignara, in cinquant'anni
non si era mai visto. Di Mario Fuligna, ai tempi
del sindaco Monina, se ne ricorda anche la grande
interpretazione applaudita a scena aperta da una piazza del Papa strapiena.
Poi il Comune, il 5 maggio del 1991 proprio due mesi prima della scomparsa,
lo ha fatto cittadino benemerito. Grande ed immortale
benemerito, Mario Fuligna con Ugo Cedroli, della nostra più autentica cultura anconetana,
altro che imbriaghi.
Francesco Ferrato,il nuovo Imbriago
<<Mario?
Un grande, ma non lo copierò>>
di Marina Verdenelli
ANCONA – “L’Imbriago” di
Palermo Giangiacomi torna in teatro con un nuovo
interprete. Capelli lunghi e arricciati, sguardo
birichino e lineamenti perfetti al ruolo recitato. Sarà così il
nuovo Zebibo Paccalossi,
l'ubriacone suonato, dalla battuta sempre pronta in quell'inconfondibile
dialetto anconetano. A debuttare nei panni di questo storico personaggio è
Francesco Ferrato, 30 anni, operaio e con una passione per il palcoscenico
che coltiva da 5 anni. <<L'idea di riproporre
questa commedia - racconta Francesco - è nata per caso, parlando un giorno
con Giampiero (direttore del Teatro del Sorriso ndr)
che è un mio caro amico. Lui mi chiese: facciamo l'Imbriago
di Giangiacomi? E io
dissi: sì facciamolo. Da piccolino avevo visto questa commedia e ne rimasi colpito. A casa poi i miei genitori parlavano
spesso di Zebibo, soprattutto mia madre che oggi
purtroppo non c'è più. Se ho accettato il ruolo è per lei , alla quale dedico l'intero
spettacolo>>. Il neo attore non nasconde le prime difficoltà per una
commedia interpretata fino ad ora da grandi personaggi locali. <<Come
prima cosa - spiega Francesco - sono andato a vedere la cassetta del mitico
Fuligna. Subito mi sono
detto che non ce l'avrei mai fatta a fare una cosa così come lui. Fuligna è favoloso. Poi mi sono messo a tavolino con
Giampiero e abbiamo creato il mio Zebibo>>.
Cosa ne è nato ? <<L'ho voluto fare senza
tempo - dice Francesco - per dare continuità al personaggio e mantenerlo
sempre vivo e attuale. In scena infatti è vestito
normalmente mentre tutta la scenografia si rifà al 1900 con una particolare
veduta di Ancona che tutti riconosceranno. E' stato difficile prepararlo
nella giusta maniera - spiega l'attore - soprattutto con il linguaggio. Zebibo fa lunghi monologhi in
vernacolo, non si ferma mai. Ci abbiamo
lavorato un intero anno lasciando tutte le battute più classiche. Fuligna è stato preso solo come punto di riferimento e
non ho voluto copiare il suo personaggio. Nella scena ci sarà una panchina,
un lampione e una fontana con cui Zebibo parla
spesso, scambiandola per un suo amico>>. Qual è la battuta più tipica ? <<Quando dice "io dal canto mio me
so imbriagato n'a volta sola", cosa molto
difficile da credere>>. Ti ritrovi in questa figura ?. <<Nel nostro piccolo - confessa Francesco -
siamo tutti un pò Zebibo>>.
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MARCHE Domani 2 aprile 2001
Dopo trent'anni
di assenza dalla scena , debutto ad Ancona il 7
aprile
TORNA L'IMBRIAGO CON IL SORRISO
"L'Imbriago" di Palermo Giangiacomi,
commedia in vernacolo anconitano in due atti, viene riproposto dal Teatro del Sorriso dopo trent'anni d'assenza dalla scena. Il debutto avverrà
sabato 7 aprile alle 21.15 al Teatro Sperimentale. Si replica domenica 8 con un doppio spettacolo, alle 17.30 e alle
21.15. La brilante commedia, rappresentata nel
1909 per la prima volta, costituisce ancora oggi un punto di riferimento
per il nostro teatro vernacolare, ed è una delle
opere in dialetto più apprezzate dal pubblico,
tanto che alcune battute dell'estroso Zibibbo, il protagonista interpretato
da Francesco Ferrato, sono entrate nel linguaggio quotidiano. "Gli
anconetani - ha spiegato l'assessore dorico alla cultura Antonio Luccarini alla conferenza stampa di presentazione -
hanno sempre dimostrato verso il vernacolo grande amore e passione, più
ancora che per la storia di Ancona". La regia
dello spettacolo è curata da Giampiero Piantadosi:
"Con il testo di Giangiacomi - ha spiegato -
si chiude quel cammino ideale iniziato con "La bottega del Cafè",
trasposizione anconetana della commedia di goldoni,
e proseguito con "Zizò de Palumbèla", basato su una storia vera della
Resistenza. Tutto nell'ottica di valorizzare il
vernacolo, che non è solo un campionario di battute facili e scontate, ma è
un mezzo per riscoprire le tradizioni e la storia della nostra città. Per
questo "L'Imbriago" sarà l'occasione di
proporre ai giovani un'opera di cui hanno sentito parlare senza mai
vederla, e di ripresentare ai meno giovani un testo classico, nel tentativo
di ricordare insieme come eravamo". E il cappello del protagonista, lasciato volutamente sul
palcoscenico al termine dello spettacolo, rappresenta proprio la continuità
col passato, ha il significato di qualcosa che arriva fino a noi,
attraverso il tempo e gli avvenimenti.
Alessandro
Ricciotti
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Il Resto del Carlino Venerdì 6 aprile 2001
TEATRO domani e domenica
allo sperimentale in scena il <<Classico>> di Palermo Giangiacomi
Risate in vernacolo con il ritorno dell’ <<Imbriago>>
ANCONA - Una due
giorni dedicata all'autentico vernacolo anconetano. Quello dell'<<Imbriago>> di Palermo Giangiacomi,
che dopo anni di assenza dalle scene torna a
deliziare il pubblico nell'allestimento del <<Teatro del
Sorriso>>, con la regia di Giampiero Piantadosi.
Domani (ore 21.15= e domenica (ore 17.30 e 21.15)
il Teatro Sperimentale accoglierà la rappresentazione di questo
<<classico>> del nostro dialetto capace di raccontare come
poche altre opere l'<<anconetanità>>,
simboleggiata da Zibibbo Paccalossi, l'<<Imbriago>> del titolo, sorta di
<<Zanni>> cinquecentesco, il popolano perennemente affamato e
schiavo dei propri bisogni più immediati. Ad interpretare Zibibbo sarà
Francesco Ferrato, una <<maschera>> perfetta per questo ruolo
con cui in passato si sono cimentati i grandi attori del nostro vernacolo.
Una commedia a forte tasso <<etilico>>,
dominata da questo simpatico ubriacone i cui discorsi, apparentemente
sproloqui dettati dai fiumi dell'alcool, celano verità spesso scomode per i
<<sobri>>. Un testo semplice e arguto, capace
di divertire giovani e anziani, facendo rivivere un'Ancona ormai perduta.
I biglietti per lo spettacolo di domani sono già esauriti, a dimostrazione
di quanto gli anconetani siano legati a quest'opera. Informazioni e prevendita: 071/36761
Raimondo Montesi
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Il
Messaggero Lunedì 9 aprile 2001
Giovani, meno giovani e nostalgici alla messa in scena del classico di
Palermo Giangiacomi firmata da Piantadosi.
VECCHIO IMBRIAGO CI FAI RIDERE ANCORA
Un
immortale Zebibo ha strappato applausi allo
"Sperimentale"
Di Alfredo B. Cartocci
Gran bel debutto, stracolmo di luci e velato da qualche
piccola, inevitabile ombra, quello de "L'Imbriago",
l'altra sera allo Sperimentale. Cornice di pubblico da grande occasione, con giovani, meno giovani e
"nostalgici" che hanno riso dall'inizio alla fine e forse anche
oltre. Sarebbe ingeneroso e non corretto, per chi ha vissuto
l'"epopea" tra il 1970 ed il '90, fra le più grandi per l'opera
di Palermo Giangiacomi, guardare il lavoro messo
in scena da Piantadosi facendosi suggestionare da
riferimenti ed "equazioni" che non hanno senso, ora che non
recitano più i Fuligna, i Sul
pizi ed i Giampieri. Innanzitutto
un sospiro di sollievo, in un momento particolare del nostro vernacolo, nel
quale, esclusi i soliti due o tre autori, ci si rivolge in maniera
"strana" a culture e a memorie che non appartengono al nostro
humus, traducendole, sic et sempliciter
(!), nel nostro idioma: il coraggio di aver ripreso in mano un piccolo
gioiello dell'umorismo tutto anconitano, uno
scrigno inesauribile di battute, ammiccamenti ed anche d'impavido anticonformismo,
scritto in un momento storico abbastanza pericoloso nel satireggiare
l'"ordine costituito" (erano passati solo pochi anni dalla strage
di Bava Beccarsi…) Piantadosi & co. hanno costruito nel primo atto una bella e
suggestiva messa in scena, essenziale, scarna, con vago sapore cartolinesco di fondo. Il problema dei problemi, nel
dipanare la semplice trama de "L'Imbriago",
è sempre stato, e sarà sempre, quello dell'interprete principale, che è
come il perno della giostra attorno cui ruotano,
vorticosamente o con ritmi alterni o, peggio, con cadenze stonate, tutti i
personaggi che gli fanno corona. E' lui che detta i tempi, che impone le cadenze, che è riferimento costante e non
alternativo all'intera azione scenica. Francesco Ferrato è stato bravamente
e sorprendentemente all'altezza, lasciandosi solo trascinare talvolta da
eccessivi ammiccamenti al pubblico, che fanno
tanto teatro platino o da "Parlamento de Ruzante",
ma che risultano alla fine, un po' stucchevoli e scontati, da una certa
"aggressività" interpretativa, laddove sarebbe stata sicuramente
più opportuna una ricerca di complicità sorniona ed ammiccante e, lui è
solo "attore", da un eccessivo "pendolare", un andare
"a londe" frastornante nel corso del
primo atto. Un ottimo attore, comunque, dotato di
grande "senso" teatrale. Ci piacerebbe, per concludere,
che mettesse al suo personaggio solo un poco più di ironia, di amabilità,
di sorridente compiacimento. Bella la scena, del secondo atto, con lo
scranno pretoriale immanente e quasi minaccioso sul povero Zebibo (perché "Zibibbo" nella pubblicità ?);
ottimi e bravi gli altri interpreti, con punte significative
per lo stesso regista-attore Giampiero Piantadosi,
nel ruolo del tronfio e sconclusionato brigadiere Disiroppa,
per Maurizio Sabbatini, sicuramente migliore nel
"ciacio" Camperio
che nell'anonimo pizzardone e per Pietro Carpera,
avvocato della difesa, al quale umilmente consigliamo di rendere ancor più
"trombone" il personaggio forse più bello e ricco di non sense dell'intera commedia. Ottimo
alle luci Renzo Raffaelli, "vecchia
volpe" del teatro anconitano, come perfetta
è stata la scelta dei costumi da parte di Paola Pasquini.
Spiritosa, fantasiosa ed incalzante la regia, con qualche
aggiunta al testo, talvolta evitabile.
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Corriere
Adriatico Venerdì 20 aprile 2001
La famosa farsa anconetana di Giangiacomi
"L'IMBRIAGO" in scena oggi
e domani all'Alfieri
Grande attesa,
questo fine settimana, per "L'Imbriago"
al teatro Alfieri di Montemarciano. Due gli
appuntamenti: stasera e domani alle 21. La compagnia "Teatro del
Sorriso" ha dovuto "cedere" alle numerose richieste e
aggiungere alla iniziale data di domani anche
questa di stasera. Il teatro Alfieri ospita la famosa farsa anconetana di
Palermo Giangiacomi nell'interpretazione
dell'attore Francesco Ferrato, il nuovo Zebibo Paccalossi, l'ubriacone suonato, dalla battuta sempre
pronta. L'idea di riproporre questa commedia è
nata quasi per caso proprio da Francesco Ferrato e da Giampiero Piantadosi, direttore della compagnia. Non può non
tornare in mente però quel fenomeno di Mario Fuligna che, con Ugo Cedroli
è stato il massimo interprete dell'Imbriago.
<<Fuligna è stato preso come punto di
riferimento - spiega l'attore Francesco Ferrato - soprattutto con il
linguaggio e mantenerlo sempre vivo ed attuale>>.
Informazioni e prevendita tel. 071/9198808 e domani
presso il teatro Alfieri dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 21.
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Corriere Adriatico Venerdì 27 aprile 2001
Nella storica struttura continuano le
iniziative di grande successo
L'ultimo libro di Massimo Raffaeli
stasera all'Alfieri di Montemarciano
Il
Teatro Alfieri di Montemarciano continua a registrare il "tutto esaurito" in una
stagione che si sta
rivelando davvero eccezionale. Venerdì e sabato scorsi è stata la
volta de "L'imbriago" riproposto dalla compagnia "Teatro
del sorriso" nell'interpretazione dell'attore Francesco Ferrato, il nuovo Zebibo Paccalossi, l'ubriacone suonato, dalla battuta sempre pronta nell'inconfondibile dialetto anconetano. L'idea
di riproporre questa commedia è
nata quasi per caso proprio da Francesco Ferrato e da Giampiero Piantadosi,
direttore della Compagnia, idea che si è poi trasformata
in un successo meritatissimo. Domenica invece hanno calcato le scene i piccoligrandi
artisti della corale "Vita Nuova" di San Cassiano insieme agli amici della Compagnia Marchigiana di operetta per bambini del
Centro musicale Anspi "Zona Musica" di
Ancona in collaborazione con il coro voci bianche
"Piccolo Coro Anspi" di Ancona: quasi
cento bambini che hanno recitato e cantato nell'operetta "Una
storia da raccontare: ... per un soldo di cacio", diretti da Laura e Beatrice Petrocchi
e Carla Cardella. "A
teatro con mamma e papà" potrebbe essere lo slogan della
manifestazione, dato che all'Alfieri hanno trascorso un divertente
pomeriggio domenicale numerose famiglie. Altri
due gli appuntamenti di rilievo: stasera alle ore 21 sarà presentato, in anteprima assoluta, il nuovo libro di Massimo Raffaeli, "Questa Siepe - Scrittori nelle
Marche", edito da "II lavoro editoriale" e mercoledì
due maggio, sempre alle ore 21, l'attesissimo
concerto di musica jazz "Voci Libere", organizzato in
collaborazione con Amnesty InternationaI-Gruppo Jesi: ad
esibirsi saranno Roy Paci, Gianni Gebbia e Francesco Cusa per sostenere la campagna contro la tortura di Amnesty International.
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La Prima delle Marche Maggio
2001
IL TEATRO DEL SORRISO OTTIENE UN GRANDE SUCCESSO
Potenza Picena
(MC), aprile 2001
La rassegna teatrale
di Potenza Picena ha portato alla ribalta il
Teatro del Sorriso, una compagnia di Ancona che
può a buon diritto inserirsi nel ristretto novero delle formazioni
amatoriali ad elevata caratura artistica. Sotto la regia
di Giampiero Piantadosi, ha messo in scena un
valido testo in vernacolo dai contenuti drammatici, anche se non mancano
divertenti gags. "Zizo'
de Palumbela" di Fanzini
è ambientato nell'estate del 1944, quando Ancona viveva momenti febbrili in attesa della liberazione. Zizo'(Maurizio
Sabbatini), in uno slancio di generosità, si
consegna ai tedeschi per sal- vare
un amico. In un attimo sublime, riscatta una vita di espedienti,
ai margini della legalità. Il testo esce dal cli-
ché tradizionale e spesso banale delle opere in verna- colo e per la sua carica drammatica può fare
presa anche su un pubblico più vasto, oltre i confini regionali. Piantadosi & Co. sono molto bravi e ne hanno dato
una riprova allo Sperimentale di Ancona, dove
hanno proposto "L'imbriago",
divertentissima pièce in dialetto anconetano, scritta da Palermo Giangiacomi nel lontanissimo 1909. Zebibbo
Paccalosssi (Francesco Ferrato), schiavo del
vizio del bere, ricorda lo Zanni cinquecentesco. Numerose e sempre garbate
le sue gags, valorizzate dalla
prorompente vis comica di Ferrato.
Walter Cortella
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Il Resto del Carlino Martedì 29 maggio 2001
LORO PICENO RASSEGNA TEATRALE
Tanti applausi per i gruppi Vince
il «Teatro del Sorriso»
LORO
PICENO — Grande successo ha ottenuto la sesta edizione
della rassegna teatrale per gruppi amatoriali «Premio Castrum Lauri», ormai punto di riferimento regionale
per gli appassionati del genere. La manifestazione si è chiusa con l'esibizione fuori concorso della locale compagnia «Gli
Amici del Teatro», che ha messo in scena la replica di «No, le calze no!» di Eraldo Forti per la regia dello stesso autore e con
la consegna dei premi. La giuria, di cui facevano parte gli enti
organizzatori — Comune e compagnia teatrale di Loro
Piceno e Gat Marche — ha assegnato i seguènti premi: miglior allestimento al «Teatro del Sorriso» di Ancona con la commedia «L'imbriago» di Palermo Giacomini;
migliore attore protagonista a Francesco Ferrato della stessa compagnia;
migliore caratterista a Loredana Forti della compagnia «II Morello»
di Montelparo. Da menzionare anche l'esibizione fuori concorso del gruppo «Marchigianando»,
una sorta di rappresentativa regionale delle compagnie che fanno capo al Gat Marche, che ha presentato lo spettacolo offerto ai
nostri corregionali in Argentina, il quale da vita ad un'armonica contestualità dei principali dialetti della nostra
regione.
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Corriere Adriatico Giovedì 7 giugno 2001
"L'Imbriago" a
teatro
Ritoma, a grande richiesta di
pubblico, la commedia brillante in vernacolo anconetano "L'imbriago". Domenica, al Teatro Sperimentale (alle
21-15), il Teatro del Sorriso replica la grande opera
di Palermo Giangiacomi, già messa in scena allo
stesso Sperimentale e al Teatro Alfieri di Montemarciano.
La regia è di Giampiero Piandadosi.
Lo spettacolo di domenica è legato anche alla solidarietà in quanto sarà a
sostegno dell'Ambalt (Associazione marchigiana
bambini affetti da leucemie e tumori) a favore della quale il Teatro del
Sorriso intende anche dedicare i prossimi spettacoli in programma per la
stagione estiva. La versione de "L'imbriago"
proposta dal Teatro del Sorriso ha partecipato alla sesta edizione della
Rassegna "Castrum Lauri" di Loro
Piceno, a maggio, dove sì è aggiudicata la targa d'argento per il miglior
allestimento e la targa d'argento al miglior attore protagonista, Francesco
Ferrato.Ciò a conferma e testimonianza di come la irresistibile e inarrivabile "vis" comica
di un testo di inizio secolo del grande Palermo Giangiacomi,
mirabilmente messa in scena dal Teatro del Sorriso, possa varcare i confini
della città di Ancona ed essere anche apprezzata da un pubblico non
prettamente anconetano.
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Il Resto Del Carlino Sabato 9 giugno 2001
Il vernacolo «alcolico»
ANCONA — Torna il grande classico del vernacolo anconitano.
Domani sera (ore 21.15) allo Sperimentale andrà
in scena «L'imbriago», di
Palermo Giangiacomi, con l'allestimento del
Teatro del Sorriso e la regia di Giampiero Piantadosi.
La commedia, che vede Francesco Ferrato nel ruolo del protagonista Zebibo Paccalossi, viene replicata a grande richiesta dopo lo straordinario
successo ottenuto ad aprile ad Ancona e Montemarciano.
Lo spettacolo sarà a sostegno dell'Ambalt
(associazione marchigiana bambini affetti da leucemia o tumore). Info e
prevendite: Agenzia Carousel, 071/36761.
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Il Resto del Carlino
Domenica 10 giugno 2001
Allo Sperimentate
oggi torna "L'imbriago" di Giangiacomi
ANCONA - "L'imbriago", l'opera dialettale più famosa di
Palermo Giangiacomi, torna questa sera (ore
21.15) sul palcoscenico dello Sperimentale nell'allestimento del Teatro del Sorriso per la regia di Giampiero Piantadosi. Si tratta di una replica (a sostegno dell'Ambalt, associazione marchigiana bambini affetti da
leucemie) dopo i successi del 7 e 8 aprile sempre allo Sperimentale, e del
20 e 21 aprile al teatro Alfieri di Montemarciano.
Tra l'altro "L'imbriago" ha partecipato un mese fa alla sesta edizione della
rassegna "Castrum Lauri" di Loro Piceno
vincendo la targa d'argento per il miglior allestimento e la targa
d'argento per il miglior attore protagonista, Francesco Ferrato nel ruolo
storico di Zebibo Paccalossi.
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Il Messaggero Giovedì 23 agosto 2001
GIORNO E NOTTE ESTATE
A Varano cena rustica e poi via al
Festival del dialetto
ANCONA - Prende il
via stasera a Varano il 27° Festival del Dialetto. Con compagnie
esordienti, commedie inedite e divertentissime, l'appuntamento di fine
estate col vernacolo è quest'anno più atteso che
mai. La rassegna andrà avanti a ritmi serrati per ben undici serate.
Spetterà alla giuria popolare il compito di decretare la compagnia
migliore. Stasera, dopo la tradizionale cena rustica con le migliori
specialità locali preparate a mano dalle esperte
cuoche varanesi, alle 21 si terrà la
proclamazione dei vincitori del 15° premio Varano. Il concorso riguarda la
poesia, la prosa e il teatro in vernacolo anconetano. Alle 21.30, sarà di
scena, per la prima volta a Varano, la compagnia "Teatro del
Sorriso" di Ancona con "L'imbriago" di Palermo Giangiacomi
con la regia di Giampiero Piantadosi .Questa
celebre farsa, diventata ormai manuale di citazioni e aneddoti, offrirà
un'occasione per poter rivivere le atmosfere di un'Ancona d'altri tempi. La
commedia è quella che sicuramente meglio rappresenta la tradizione letteraria
anconetana. Le aspettative del pubblico sono allo
zenit. Per poter raggiungere Varano con facilità,
il Comune ha istituito il servizio gratuito di bus navetta che ogni dieci
minuti parte dallo stadio del Conero e arriva
alla piazzetta delle feste. Tra i tradizionali appuntamenti del festival ricordiamo lo stand mostra del Rosso Cenero
doc, i giochi a premi della ruota e la 15° mostra
di pittura "Tra poesia e colore", organizzata dall'artista
Lanfranco Santini.
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Corriere Adriatico Giovedì 23 agosto 2001
Inaugura L'Imbriago,
in scena con la compagnia "del Sorriso"
Il teatro parla in vernacolo
A Varano si apre il
XXVII Festival del Dialetto
Prende il via
stasera a Varano, dalle 19. il 27° Festival del
Dialetto. In programma la tradizionale cena rustica con le migliori
specialità locali preparate a mano dalle esperte
cuoche varanesi. Ospiti, il sindaco di ancona e le autorità cittadine. La festa andrà avanti
ininterrottamente per undici giorni. Per consentire al pubblico di raggiungere Varano con facilità, il Comune di Ancona ha
istituito il servizio gratuito di bus navetta che ogni 10 minuti parte
dallo stadio Del Conero fino alla piazzetta delle
feste. E' comunque allestito appena fuori paese un
grande parcheggio per chi volesse avventurarsi in auto fino a Varano. A
fine cena, alle 21, ci sarà la proclamazione dei vincitori del 15° Premio
Varano, concorso di poesia prosa e testo teatrale in vernacolo anconetano,
che quest'anno ha visto una partecipazione
straordinaria di poeti e scrittori esordienti. La premiazione avverrà nella
serata conclusiva della manifestazione, il 2 settembre. Alle 21.30 sarà di
scena per la prima volta a Varano, la Compagnia "Teatro del Sorriso" di Ancona con "L'Imbriago"
di Palermo Giangiacomi, con Francesco Ferrato nel
ruolo di Zibibbo per la regia di Giampiero Piantadosi.
Grande attesa tra il pubblico per il ritorno del
vero best-seller della nostra letteratura vernacolare,
la più importante e divertente commedia che meglio rappresenta la
tradizione letteraria anconetana. La riproposizione
di questa celebre farsa, diventata ormai manuale di citazioni e aneddoti,
sarà un modo per poter riammirare, attraverso i minimi dettagli e le
immagini evocative di un'Ancona d'altri tempi. Il Comitato organizzatore
Manifestazioni varanesi, ed il suo presidente
Gilberto Lucesoli, da parte loro rinnovano
l'invito agli anconetani e gli appassionati del dialetto, a seguire la Rassegna teatrale, quest'anno particolarmente
ricca di splendide commedie, e a partecipare alla votazione popolare
che decreterà la migliore compagnia marchigiana del 2001. Tra i
tradizionali appuntamenti del Festival ricordiamo oltre allo stand mostra del Rosso Conero doc e ai giochi a premi della ruota, la 15° Collettiva
di pittura degli artisti anconetani "Tra poesia e colore",
organizzata da Lanfranco Santini, le cui opere potranno essere anch'esse
votate dal pubblico. Un mix di arti popolari segna
l'appuntamento di fine estate fra i più attesi. La Rassegna teatrale
proseguirà domani con la commedia in dialetto pesarese
"Un ospedel tutt
da rida" della compagnia "Teatro delle
Rose" esordiente a Varano.
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Corriere Adriatico Sabato 25 agosto 2001
I vincitori del Premio Varano.
Inaugurata la collettiva di pittura
L'IMBRIAGO FA SBALLARE IL FESTIVAL DEL DIALETTO
Quasi 3.500
spettatori per la "prima" serata di spettacoli nella frazione. E il vincitore sarà incoronato dal voto della gente.
Si è alzato il
sipario sul 27° Festival del Dialetto di Varano. La serata inaugurale come
di consueto ha avuto inizio con la proclamazione dei vincitori del 15° Premio Varano, concorso di poesia, prosa e testo
teatrale in vernacolo anconetano. Un'apertura in grande
stile, con quasi tremila e cinquecento spettatori accorsi nella
frazione per la serata inaugurale di quello che è ormai incontestabilmente
l'evento culturale dell'estate anconetana. Una folla
richiamata certo anche dallo spettacolo scelto per la prima del Festival, quell'Imbriago di Palermo Giangiacomi
messo in scena dalla compagnia Teatro del Sorriso che da sempre occupa un
posto d'onore nel cuore degli appassionati del vernacolo. Un testo che mancava da tempo al Festival e che dunque era
particolarmente atteso dagli habitué. A
riempire la frazione è stata poi la consapevolezza di trovare anche
prelibatezze gastronomiche messe in tavola dalle ottime cuoche varanesi. Se a tutto aggiungiamo la
splendida serata estiva ecco che il successo è garantito.
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| Il
Messaggero Sabato 25 Agosto 2001 |
Grande successo per il festival del Dialetto, alla serata
inaugurale c'erano 3000 persone
Varano fa il tutto esaurito
di Solieda Ruvolo
ANCONA - In un'era
in cui si parla tanto di globalizzazione,
le antiche radici non vengono dimenticate. La
serata inaugurale del Festival del Dialetto a Varano ha visto più di 3000 persone che gremivano la piazzetta delle
feste. Accalcati in coda per la cena rustica,
arrampicati sulla collinetta adiacente alla ricerca di un buon posto per vedere lo spettacolo, gli spettatori al Festival
restarono più che entusiasti. Già dalle 7 di sera, una lunga coda per assicurarsi il posto numerato a sedere tagliava in due la piazzetta. Gli stands
gastronomici sono stati letteralmente presi d'assalto
per assaporare le prelibatezze marchigiane della cucina rustica. Nel giro di un'ora, la cucina, gestita dalle cuoche varanesi, ha esaurito un quintale di gnocchi con la papera fatti a
mano, 120 kg
di tagliatelle al ragù, 55 polli e 40 conigli, il
tutto accompagnato da verdicchio e rosso conero.
II menù varierà per ogni serata stoccafisso all'anconitana,
pappardelle alla lepre, penne alla varanese, e
fagioli con le cotiche tra i piatti più quotati. Dopo la cena rustica ha avuto inizio la proclamazione dei vincitori del 15 Premio Varano,
concorso di poesia, prosa e testo teatrale in vernacolo
anconetano. La compagnia
"Teatro del sorriso" di Ancona,
protagonista della serata. si è esibila nella commedia "L'imbriago"
di Palermo Giangiacomi, applauditissima dal
pubblico. "Le autorità hanno capito un
po' tardi l'importanza di tale manifestazione - commenta Mauro Paolinelli uno degli
organizzatori -. Il Comune patrocina da diversi anni la rassegna, ma ci attendiamo maggior sostegno da parte della regione". Presente alla serata inaugurale anche il Sindaco Fabio Sturani, che ha ribadito il
rilievo regionale assunto dalla rassegna grazie alla partecipazione sempre
più numerosa di compagnie provenienti da tutte le Marche. "Il Festival di Varano - spiega il Sindaco - è
un appuntamento fisso di fine estate, non solo per Ancona,
ma per l'intera regione. Le commedie rappresentate
rispecchiano la nostra storia e il nostro passato". Non sono mancati gli elogi nei confronti del Festival e degli
organizzatori, primo tra tutti del suo presidente Gilberto Lucesoli. Quest'ultimo però si lamenta: "Non
so riusciremo ad andare avanti cosi - spiega Lucesoli
-. Mancano i volontari per tenere in piedi la manifestazione e le
sovvenzioni non bastano a far fronte a tutte le spese organizzative. La piazzetta delle feste,
inoltre, non riesce ad accogliere il pubblico numeroso come dovrebbe. Per evitare problemi per la sicurezza, l'area della piazzetta di Varano andrebbe allargata, per renderla più ricettiva e capiente". "La sempre più numerosa affluenza di pubblico - continua Paolinelli
- dimostra il bisogno di avere al più presto una stagione teatrale degna del capoluogo di regione e spazi per le compagnie amatoriali costrette a riunirsi per le prove nelle sale di qualche generosa parrocchia di città"
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Il Resto del Carlino Sabato 25 Agosto 2001
Varano, successo per il festival del dialetto
IMPAZZA IL VERNACOLO
ANCONA - Ancora
«consigli» su come trascorrere questo sabato
d'agosto. A Varano prosegue con grande successo il Festival del
dialetto anconetano. Giovedì alla serata di apertura i visitatori sono
stati oltre 3.000. Pur di partecipare alla serata il pubblico ha gremito persino le colline adiacenti alla piazza delle feste,
che ospita il festival. Presi d'assalto
anche gli stand gastronomici che com'è consuetudine allietano chi arriva a
Varano per assistere agli spettacoli. Applauditissimo il primo appuntamento della rassegna,
«L'imbriago», messo in scena dal Teatro del Sorriso con
Francesco Ferrato nei
panni del protagonista.
Questa sera (ore 21) tocca alla compagnia teatrale
«Cretarola» di Porto S.Elpidio.
che allestirà «Una mano a poker» di Fabio Bertarelli (regia
di Graziano Cimadamore).
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Lunedì 3 settembre 2001
Al Festival del dialetto vince «II Focolare» di Villa Musone
ANCONA
— La compagnia "II Focolare" di Villa Musone ha vinto la rassegna marchigiana di teatro dialettale nell'ambito del 27 Festival del Dialetto di Varano: 2° il "Teatro delle Rose" di Pesaro, 3° "II Cassero" di Treia. Grande stacco di voti tra la prima e la seconda classificata. Non è la prima volta che a
Varano la giuria popolare decreta il premio alla compagnia lorelana.
Non poteva essere diversamente visti gli applausi
ricevuti dal gruppo teatrale "Il Focolare". A consegnare i premi il sindaco Sturani
assieme ai rappresentanti degli sponsors ufficiali del Festival: Banca di Ancona,
Coal Crai, Tenda
Dorica, Garbini, Fratelli Lucesole e Cantori, la giuria popolare presieduta da Gilberlo Lucesoli, Mauro Paolinelli e Alfonso Napolitano, ha
così votato: I ° classificato con voti 9.31 la commedia "Se pole sape' chi e' culù" di A. De
Benedetti e Paolo Torrisi della compagnia "II Focolare" di Villa Musone: 2° classificato con voti 8.66 la
commedia "Un ospedel tutt
da rida" di Guido Lucchini della compagnia "Teatro delle Rose" di Pesaro: 3° classificato con voti 8.43 la
commedia "Lu scallalettu"
di Edoardo Scarpetta, della compagnia
"II Cassero" di Troia; 4° "Lu
Miraculu" di Alba
Piatti della compagnia "San Gincsio";
5° "L'imbriago"
di Palermo Giangiacomi, della compagnia
"Teatro del Sorriso" di Ancona;
6° "Lu cunsulente"
di Wladimiro Bonifazi del gruppo teatrale "Sipario Aperto" di Porto Sant'Elpidio;
7° "Una mano a poker" di Fabio Bertarelli della compagnia "Cretarola" di Porto Sant'Elpidio. Gli altri tre
gruppi in gara (le compagnie "Varano" e "Puntoeacapo"
di Ancona e "La Piccola Ribalta"
di Pesaro) non hanno rappresentato il loro lavoro a causa del maltempo. Sono poi stati premiati: migliore
regia Paolo Torrisi, della compagnia "Il Focolare"; migliore attore protagonista Francesco Ferrato, della
compagnia "Teatro del Sorriso"; migliore attrice protagonista Alba
Piatti, della compagnia "San Ginesio"; migliore
attore non protagonista Paolo Moretti,della compagnia "II
Cassero" di Treia; migliore attrice non proiagonista Mariangela Ambrosini,
della compagnia "Teatro delle Rose" di
Pesaro; premio attrice giovane a Mery Nucci, della compagnia
"II Focolare"; premio speciale a Paolo Malaspina della compagnia "La Cretarola"di
Porto Sant'Elpidio.
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Il Resto del Carlino Mercoledì 5 Settembre 2001
OPINIONI Mario Panzini critica lo spettacolo in scena con la regia di
Giampiero Piantadosi
<<Tutta falsata questa versione dell'Imbriago>>
ANCONA - <<L'Imbriago>> secondo Piantadosi. Può sembrare una parafrasi evangelica, intesa,
come annuncio di cose mirabili, ma non lo è. Mi immagino
Giampiero Piantadosi, attore e regista della
Compagnia <<Teatro del Sorriso>> solerte manipolatore ed
adattatore di testi teatrali a suo uso e consumo, che dopo una notte
insonne al mattino decide di rappresentare <<L'Imbriago>>
di Palermo Giangiacomi. Ho assistito sia alla
prima del 7 aprile 2001 al Teatro Sperimentale sia alla ripresa del 23
agosto u.s. a Varano, ed ho avuto la prova provata dello scempio subito dal
capolavoro del nostro teatro vernacolare e dal
nostro Vernacolo, del che si sono accorti anche numerosi non addetti ai
lavori, che durante le recite se ne sono andati con espressioni irripetibili. I fatti. Piantadosi
ha mutato l'oste Besciga in una
ostessa (ponendole in bocca frasi incredibili, mai scritte dall'Auotre); ha mutato il turista inglese in turista
scozzese (con tanto di gonnellino, perché ciò gli ha consentito di fare
dire a Zebibo un paio di battutacce, mai scritte
da Giangiacomi); ha mutato il Pretore in Pretore-donna (all'epoca la donna non aveva accesso
alla Magistratura) facendone, da personaggio serio e equilibrato, un
personaggio ridicolo (con parrucca a riccioloni, che non usava affatto, e
posto in cima ad una cattedra simile al Sacello del Milite Ignoto), e ponendogli
in bocca non solo battute idiote ma parole scurrili (mai scritte
dall'Autore); ha posto sullo stesso banco il Pubblico Ministero e
l'Avvocato Difensore (collocazione tassativamente esclusa anche all'epoca);
ha posto a lato dell'imputato un solo carabiniere (per Legge, erano e sono
due); infine, ha introdotto nel testo voci e locuzioni che nulla hanno a
che vedere, con il nostro Idioma. Il personaggio protagonista (Zebibo, con una b e non due come scrive in manifesti e
locandine Piantadosi) è stato totalmente,
gravemente falsato. Egli non è (pur ubriaco e affetto da etilismo) né un
epilettico (l'interprete Ferrato dall'inizio alla fine non ha fatto altro
che saltare dal un punto all'altro del palcoscenico, che scrollarsi, che
gridare sguaiatamente; e non basta, perché in tal modo ha recitato anche da
imputato-detenuto come se in prigione gli fosse stato consentito di
ubriacarsi) né tantomeno un violento-aggressivo;
è per conto, come volle Giangiacomi e come è stato interpretato da Silvano Petrucci,
da Ugo Cedroli, da Rinaldo Mancinelli,
e da Mario Fuligna, per citare i maggiori, un
ubriaco-filosofo, pacato, mite, riflessivo (pur se a modo suo), un
rivoluzionario a parole non nei fatti, un degustatore della parola sottile
ed efficace (oltre che del vino) e non grossolano urlatore. Francesco
Ferrato, che stimo grande attore, ha rappresentato al meglio lo Zebibo che gli è stato imposto. Idem Fausta Ascoli, una
grande attrice, sacrificata in ruoli inventati di
sana pianta direttamente per lei ed infiorati di inopportune volgarità e
oscenità (un'ottima altra attrice della Compagnia, Patrizia Falcioni, non
ha recitato: perché l'adattatore Piantadosi non
le ha assegnato il ruolo di Nespola, lo spazzino?). Il Brigadiere Disiroppa, fortissima macchietta creata da Giangiacomi, grazie all'interpretazione di Piantadosi è sembrata quasi
assente dalla scena. Senza infamia e senza lode gli altri
interpreti, fatta eccezione per Maurizio Sabbatini,
eccezionale nel ruolo del teste balbuziente Cmaperio Campi. Concludo con due riflessioni.
Questa versione de L'imbriago (quanti conoscono
il suo vero testo, specie i giovani?) è stata a verrà
proposta anche fuori ancona con il risultato della divulgazione di un testo
falsato, di un protagonista falsato, di un Vernacolo falsato. Essa è stata
proposta al Festival di Varano, in serata
inaugurale, previa visione del Teatro Sperimentale da parte del Sig. Alfonso Napolitano
(direttore artistico di esso) e da parte del Sig.
Gilberto Lucesoli (presidente del Comitato
organizzatore di esso); trascurando il giudizio del Lucesoli,
assolutamente incompetente di tutti gli aspetti del Vernacolo Anconitano, fa assai riflettere la decisione del Napolitano, di portare sulla scena un aborto della più
viva e celebre creatura teatrale anconitana di Giangiacomi.
Mario Panzini
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Il Resto del Carlino Sabato 8 Settembre 2001
OPINIONI Giampiero Piantadosi replica alle critiche di Panzini sull'ultima versione de <<L'Imbriago>>
<<Compito del
regista è adattare i testi ai
tempi>>
ANCONA – Rispondo
alla lettera di Mario Panzini, pubblicata
mercoledì sul <<Carlino>>. Credo che a nessuno siano
sfuggite la virulenza dei toni e la cavillosità
delle argomentazioni addotte nel criticare a distanza di quattro mesi dal
debutto, la versione de "L'imbriago" da
me curata per il Teatro del Sorriso. Appare evidente il disegno presuntuoso
di stroncare un lavoro che dallo scorso aprile è stato rappresentato ben
tredici volte, ha vinto dei premi alle Rassegne di Loro Piceno e Varano, è
stato visto da qualcosa come 9.200 spettatori, è stato ammesso alla fase
finale del Festival regionale <<Le Muse>> e sin dalla sua prima
rappresentazione, oggetto di un lusinghiero servizio del
TG3, è stato ovunque apertamente applaudito ed apprezzato. La mia
probabile colpa è aver declinato la proposta
fattami nel frattempo da Panzini di mettere in
scena il suo ultimo lavoro <<I sposi più brùti
di Ancona>>, una farsa non in linea con i progetti futuri della
Compagnia che dirigo, e non del tutto convincente da un punto di vista
scenico e teatrale (al contrario di quanto accade invece con il suo
precedente <<Zizò de Palumbela>>,
da noi portato sulle scene la scorsa stagione teatrale).
Non sempre la sincerità e l'onestà intellettuale vengono apprezzate e
spesso si preferisce ad esse una più ipocrita ma consolante adulazione. E'
bastato così questo mio rifiuto, peraltro espresso in modi e forme
piuttosto riguardosi, a modificare radicalmente le valutazioni del Panzini sul lavoro in generale, e su di me in
particolare, turbando a tal punto la sua serenità di giudizio da utilizzare
la critica teatrale come compenso di profonde frustrazioni personali.
Ricordo ai lettori che fu lo stesso Panzini invitato alla prima del 7 aprile de "L'imbriago" al Teatro Sperimentale, a raggiungerci
nei camerini per tessere i più ampi elogi alla presenza di tutta la Compagnia, a riprova
dall'ottimo risultato ottenuto con un lavoro faticoso e impegnativo frutto
della scelta difficile e coraggiosa di riproporre alla città di Ancona un
testo sicuramente datato, ma sempre vivo ed attuale anche se
necessariamente riadattato per renderlo più adeguato alla nostra epoca e
più rispondente ai gusti moderni. Un testo radicato nella memoria di molti,
sentito nominare e mai visto da moltissimi altri, assente inspiegabilmente
da lunghi anni dalle scene. Sorvolo volutamente per
mancanza di spazio su certe affermazioni di Panzini
ora grossolanamente errate, ora apertamente ridicole. Ma non posso tacere il fatto che i dettagli giuridici elencati con
tanta puntigliosa pedanteria non hanno impedito a 9.199 persone di ridere,
divertirsi ed applaudire lo stesso. Probabilmente il solerte avv. Panzini, l'unico a guardarsi lo spettacolo con un
codice di procedura penale in mano, ha confuso una semplice
rappresentazione teatrale con il processo di appello
al mostro di Firenze. Lo immagino ricorrere alla Superma Corte di Cassazione e chiedere
l'annullamento del processo Paccalossi per
evidente vizio di forma. Invece di spendere il suo prezioso tempo nella
minuziosa esegesi dei Sacri testi alla ricerca delle virgole fuori posto,
sarebbe ora che questo convinto difensore dell'ortodossia vernacolare accettasse l'idea che il compito di un
regista è proprio quello di adattare il testo di una commedia ai luoghi, ai
tempi, alle circostanze, ai mutevoli gusti del pubblico, alle esigenze
sceniche, e alle capacità degli attori che quella commedia dovranno interpretare. Forse capirebbe finalmente che
all'alba del 2001 non viviamo più ai tempi del carro di Tespi,
e smetterebbe magari anche di definirmi un "capocomico". Ma temo che ciò non accadrà mai. Panzini,
autore di rime e sonetti, storico, studioso, profondo conoscitore del
vernacolo, è riuscito a dimostrare che la pretesa di scrivere opere per il
teatro è puramente velleitaria quando, come nel suo caso, manca l'umiltà di
ammettere la propria scarsa dimestichezza con esso,
e la poca conoscenza persino delle sue regole più elementari. Arrivando quasi sempre in maniera offensiva, a considerare gli
"addetti ai lavori" che il teatro vivono e praticano da anni, dei
poveri imbecilli se qualcuno si permette di esprimere un'opinione diversa
dalla sua. Il che, francamente, rende inutile ogni ulteriore
tentativo di dialogo.
Giampiero Piantadosi
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Corriere Adriatico Mercoledì 19 gennaio 2005
"Teatro del Sorriso", nobile pensiero
Dal teatro dialettale alla visita in carcere
L'attore Francesco
Ferrato, interprete di Zebibo Paccalossi,
lo stralunato protagonista de "L'Imbriago"
di Palermo Giangiacomi, varcherà i cancelli della
casa circondariale di Montacuto su convocazione della direzione del carcere. Stessa sorte toccherà a
tutti gli altri componenti della compagnia del
Teatro del Sorriso, di cui Ferrato fa parte, che hanno recentemente
riproposto con successo quel lavoro sulle scene anconetane: Giampiero Piantadosi, regista, Maurizio Sabbatini,
Mirco Sacavuzzo, Fausta Beatrice Ascoli,
Pierangelo Piantadosi, Pierpaolo Ionna, Marco Agostinelli e
Ettore Budano. Ma gli appassionati di vernacolo,
gli amici e i numerosi sostenitori di questo apprezzato
gruppo teatrale non tremino: non si tratterà affatto di un provvedimento
giudiziario, ma, al contrario, di una meritevole iniziativa di elevato
impegno umano e sociale. Sabato prossimo, infatti, "L'Imbriago" verrà
rappresentato all'interno del carcere di Montacuto
per i detenuti e il personale carcerario, con l'intento di creare un
momento di svago comune, a testimonianza di come sia importante essere
vicini a tutti, anche a chi sta scontando una pena detentiva all'interno di
una struttura carceraria. La manifestazione rientra in una serie di
progetti di solidarietà dei quali questa Compagnia
teatrale si è fatta promotrice.
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Il Resto del Carlino Sabato 22 gennaio 2005
VERNACOLO
L'attore Francesco
Ferrato, interprete di Zebibo Paccalossi,
lo stralunato protagonista de "L'Imbriago",
e i colleghi della Compagnia Teatro del Sorriso oggi varcheranno i cancelli
del carcere di Montacuto per proporre il
capolavoro in vernacolo di Palermo Giangiacomi.
Ferrato, Giampiero Piantadosi, regista, Maurizio Sabbatini, Mirco Sacavuzzo,
Fausta Beatrice Ascoli, Pierangelo Piantadosi,
Pierpaolo Ionna, Marco Agostinelli
e Ettore Budano sono i
protagonisti di questa bella iniziativa sociale, che porterà qualche
momento di spensieratezza ai detenuti ed al personale carcerario.
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Il Messaggero Sabato 21 agosto 2010
Giorno & Notte ESTATE
VARANO
Sarà il mitico Imbriago
ad alzare il sipario sul Festival del Dialetto
di Franca Santinelli
Teatro del Sorriso
giovedì 26 in
scena a grande richiesta
ANCONA – Torna L’Imbriago di Palermo Giangiacomi al festival del dialetto di
Varano. E con il maggior testo mai scritto in
vernacolo anconetano, si aprirà giovedì 26 il 36° festival con risate a
crepapelle e con successo garantito. Già lo scorso anno L’Imbriago aveva chiuso la rassegna con il botto,
richiamando un foltissimo pubblico e quest’anno è
stato riproposto a grande richiesta. “Ci hanno
invitato gli organizzatori – spiega Giampiero Piantadosi,
regista del Teatro del Sorriso di Ancona – per il
successo avuto e la richiesta delle persone”. E
così Zebibo Paccalossi,
alias l’imbriago, sarà protagonista assoluto
della memoria popolare, alle prese con gli atteggiamenti, i modi di dire e
di fare e la lingua che si modifica nel tempo, ma ricorda sempre le
origini. Indimenticabile quando il personaggio era
interpretato da Mario Fuligna, oltre 20
anni fa, “era lui”, l’imbriago. La
rappresentazione attuale è stata criticata perché c’è una donna nel ruolo
del Pretore; ai tempi di Giangiacomi, infatti, i
giudici potevano essere solo uomini. Sul palco Francesco Ferrato (Zebibo), Sergio Armani
(Besciga), Mirco Scavuzzo
(Nespola), Pierangelo Piantadosi, fratello
di Giampiero (un passante), Tommaso Filippini (lo scozzese), Alessandro
Sordoni (pizzardone),
Giampiero Piantadosi (brigadiere), Gianluca
Piantadosi, figlio di Giampiero
(carabiniere), Pierpaolo Ionna (avvocato),
Ettore Budano (Camperio
Campi), Orietta De Grandis (pretore). La
farsa in due quadri era stata scritta nel 1909 circa da Giangiacomi,
(Ancona 1877-1939, fu scrittore e direttore della Biblioteca comunale) e
nel 1909 è stata rappresentata per la prima volta
con Silvano Petrucci. Replicato
più volte nel corso degli anni, L’Imbriago era
stato messo in scena a Varano nel 1989, interpretato da Mario Fuligna che poi scomparve due anni dopo. Morto l’attore,
per anni nessuno si confrontò più con quel personaggio, fino al 2001 quando Piantadosi lo
riportò sulla scena, “mi sembrava un peccato che la commedia non venisse
più riproposta – dice il regista – si tratta di un classico del teatro
dialettale anconetano”. E così con coraggio, gli
anconetani e non, potranno riassaporare umori e sapori di quel mondo che va
scomparendo ma che rimane una parte delle tradizioni della città. Ingresso
libero,
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Corriere Adriatico Domenica 22 agosto 2010
Varano torna la capitale del dialetto
IL FESTIVAL – L’Imbriago torna in scena a Varano al Festival del
dialetto
Roberto
Senigalliesi
ANCONA –
Una vera e propria kermesse del vernacolo marchigiano. Dove
gli idiomi di diverse zone delle Marche si sposeranno in un crogiolo di
slang, sensazioni, spettacolo e buona cucina. Una manifestazione, il
Festival del dialetto di Varano, oramai collaudata e consolidata nel tempo,
quella che prenderà il via giovedì prossimo per concludersi
domenica 5 settembre. Una grande rassegna
diventata, nel tempo, la più importante passerella dialettale a livello
marchigiano, meta ambita da tante compagnie dialettali che aspettano con
ansia la “chiamata” del direttore artistico Orietta De Grandis.
Perché solo il fatto di superare le selezioni, di poter calcare il palco
della piccola frazione del Conero, diventa motivo
di orgoglio per chi si dedica al teatro vernacolare con passione amatoriale ma anche con
estrema professionalità. Saranno 11 serate, tutte da vivere e da gustare
(in ogni senso) che vedrà la piccola piazzetta di Varano, sempre troppo
stretta ed incapace di contenere gli oltre mille spettatori per sera (con
punte sui 2.000) diventare un palcoscenico importante e di prestigio. Otto
le compagnie in gara, con tre serate fuori concorso, compresa quella inaugurale in cui la Compagnia “Teatro
del Sorriso” di Ancona riproporrà il celebre “L’Imbriago”
di Palermo Giangiacomi, in dialetto anconetano,
vera e propria pietra miliare nella storia del vernacolo della città, per
la regia di Giampiero Piantadosi. Serate piene di allegria e comicità, di gente entusiasta che salirà a
Varano, a giusto titolo ribattezzato dall’Amministrazione comunale di
Ancona “paese dei dialetti”, armata di tanta voglia di divertirsi e di
assaggiare le prelibate pietanze delle cuoche varanesi,
visto che prima dello spettacolo c’è l’altrettanta gustosa cena. Parallelamente
ci sarà il concorso di poesia e prosa dialettale, curato dal poeta Fabio
Serpilli. Il Festival ha origini antiche e semplici, legate alla voglia
della gente del posto di creare qualcosa di originale.
L’idea iniziale venne sviluppata dall’allora
parroco don Celso Battaglini e trovò terreno
fertile in tutti i varanesi.
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Corriere Adriatico Giovedì 26 agosto 2010
ANCONA ●
RIVIERA del CONERO
Parte il Festival del Dialetto a Varano
Stasera c’è L’Imbriago
Ancona
Scatta
stasera l’edizione numero 36 del Festival del
Dialetto di Varano: partenza in grandissimo stile con la rappresentazione
de “L’Imbriago” di Palermo Giangiacomi.
La più importante rassegna del teatro comico dialettale marchigiana vedrà
quindi un bagno di folla per la replica numero 51 dal 2001. Il regista Piantadosi ci scherza su: “Tranquilli, non abbiamo nessuna intenzione di metterla nel cassetto, visto che è
continuamente richiesta e continueremo a portarla sulle scene”. La Compagnia del
Sorriso ha ripreso il capolavoro 9 anni fa, dopo che l’ultima
rappresentazione risaliva al 1989, quando Zebibo Paccalossi era il grande Mario Fuligna.
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Il Messaggero Giovedì 26 agosto 2010
SCATTA IL FESTIVAL DEL DIALETTO
Varano, L’Imbriago
fa gli onori di casa
Fuori concorso il classico di Giangiacomi
ANCONA
– Con L’Imbriago di Palermo Giangiacomi
si apre stasera il 36° festival del Dialetto di Varano. Alle 21,15 il teatro del Sorriso di Ancona diretto da
Giampiero Piantadosi riproporrà la farsa dopo il
successo dello scorso anno. Con qualche modifica, alcuni
attori sono cambiati, come Tiberio Fiori che impersonava il ruolo di Besciga, sostituito da Sergio Armani. Questo, a
seguito dei malumori di Fiori (miglior attore caratterista 2009 per Il fantasma di Arturo)
per i verdetti della giuria e altri aspetti della rassegna. Reciteranno
anche Francesco Ferrato, nel
ruolo dell’imbriago, Pierangelo, Giampiero e Luca
Piantadosi, Mirco Scavuzzo,
Tommaso Filippini, Alessandro Sordoni, Pierpaolo Ionna, Ettore Budano e Orietta De Grandis.
La festa delle tradizioni linguistiche inizia alle 16,15
con la premiazione dei poeti del Concorso dialettale a San Venanzio,
prosegue alle 18 con l’inaugurazione delle mostre dei pittori e del Rosso Conero; alle 250,45 premiazione del Concorso poesia
dialettale marchigiana e premio al personaggio d’Ancona. Domani la prima
compagnia in concorso, la
Cretarola di Porto Sant’Elpidio che porterà in scena Con tutto il bene che ti voglio di Luciano Longhi, adattamento
dialettale di Cretarola, regia di Paolo Malaspina,
alle 21,15. Ingresso libero, solo chi cena ha il
posto a sedere prenotato.
Fr. Sant.
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Il Messaggero Sabato 28 agosto 2010
FESTIVAL DEL DIALETTO
L’imbriago
parla un po’ “ITALIANO”, ma Varano ride lo stesso
Comicità irresistibile
Il classico di Giangiacomi con “licenze” e modernizzato
Varano di
Ancona
E L’Imbriago
ha fatto il pieno. Circa 2000 persone, assiepate dappertutto, hanno
partecipato, giovedì, alla prima serata del 36° festival del Dialetto di
Varano, tra risate a crepapelle e nuove luminarie. Lunghe code per cenare e
i posti a sedere esauriti alle 21, quando la farsa è iniziata alle 22,15 con un’ora di ritardo dopo le premiazioni del
concorso dialettale marchigiano vinto da Luca Talevi di Ancona con Randagio,
poesia scelta all’unanimità dalla giuria. Domenica Vernassa, ligure trapiantata
ad Ancona da 23 anni, ha cantato la sua canzone, incisa in un Cd, con Samuele Garofoli
alla tromba, dedicata a Umbertì,
l’ultimo re di Ancona e la prima persona che ha conosciuto quando ha messo
piede per la prima volta in città. A Umbertì piaceva “el vì” come all’imbriago di
Palermo Giangiacomi. Commedia
del 1909 messa in scena da Giampiero
Piantadosi che ha diretto il Teatro
del Sorriso con Francesco
Ferrato nel ruolo di Zebibo. In arte
si può fare tutto, cambiare le cose a piacimento e magari divertire di più.
Ma si è mai visto un imbriago
d’Ancona con la barba? (si intendono i veri
ubriaconi di una volta). E una pretoressa
“isterica”, personaggio assolutamente irreale? Tra un “due” al posto di
“do”, un “da solo” al posto di “da per me”, questo
imbriago parlava anche italiano. Sarà l’effetto
dei tempi, ora che tutti parlano la lingua italiana? E poi Zebibo conosceva anche Nureyev,
quando il noto ballerino è nato nel 1938; quando si dice un imbriago “aggiornarto” ai tempi
di oggi e pure più colto. Tantissime risate per Ettore Budano
che impersonava Camperio Campi “el ciacio”, ma in conclusione si ha l’impressione di un Imbriago spettacolarizzato,
con l’accento sul “ridicolo” per far divertire di più. Alla gente è piaciuto
lo stesso. Ma il tempo che non tornerà, come certi personaggi di Ancona, realmente esistiti, con quei modi di dire e
di fare (come è giusto che sia, perché la vita cambia e si rinnova), lascia
la nostalgia parzialmente insoddisfatta. Stasera alle 21,15
Chi è più lesti… se la guadagna di
Gabriele Mancini, che dirige la
compagnia La
Nuova di Belmonte
Piceno. Domani Birb e Gagiott… tel domellacenteott! Di La
Piccola Ribalta di Pesaro.
Bus navetta dal Del Conero.
Fr. Sant.
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