L'Imbriago

Rassegna Stampa

 

 

Grande successo per il festival del Dialetto, alla serata inaugurale c'erano 3000 persone

Varano fa il tutto esaurito

di Solieda Ruvolo

ANCONA - In un'era in cui si parla tanto di globalizzazione, le antiche radici non vengono dimenticate. La serata inaugurale del Festival del Dialetto a Varano ha visto più di 3000 persone che gremivano la piazzetta delle feste. Accalcati in coda per la cena rustica, arrampicati sulla collinetta adiacente alla ricerca di un buon posto per vedere lo spettacolo, gli spettatori al Festival restarono più che entusiasti. Già dalle 7 di sera, una lunga coda per assicurarsi il posto numerato a sedere tagliava in due la piazzetta. Gli stands gastronomici sono stati letteralmente presi d'assalto per assaporare le prelibatezze marchigiane della cucina rustica. Nel giro di un'ora, la cucina, gestita dalle cuoche varanesi, ha esaurito un quintale di gnocchi con la papera fatti a mano, 120 kg di tagliatelle al ragù, 55 polli e 40 conigli, il tutto accompagnato da verdicchio e rosso conero. II menù varierà per ogni serata stoccafisso all'anconitana, pappardelle alla lepre, penne alla varanese, e fagioli con le cotiche tra i piatti più quotati. Dopo la cena rustica ha avuto inizio la proclamazione dei vincitori del 15 Premio Varano, concorso di poesia, prosa e testo teatrale in vernacolo anconetano. La compagnia "Teatro del sorriso" di Ancona, protagonista della serata. si è esibila nella commedia "L'imbriago" di Palermo Giangiacomi, applauditissima dal pubblico. "Le autorità hanno capito un po' tardi l'importanza di tale manifestazione - commenta Mauro Paolinelli uno degli organizzatori -. Il Comune patrocina da diversi anni la rassegna, ma ci attendiamo maggior sostegno da parte della regione". Presente alla serata inaugurale anche il Sindaco Fabio Sturani, che ha ribadito il rilievo regionale assunto dalla rassegna grazie alla partecipazione sempre più numerosa di compagnie provenienti da tutte le Marche. "Il Festival di Varano - spiega il Sindaco - è un appuntamento fisso di fine estate, non solo per Ancona, ma per l'intera regione. Le commedie rappresentate rispecchiano la nostra storia e il nostro passato". Non sono mancati gli elogi nei confronti del Festival e degli organizzatori, primo tra tutti del suo presidente Gilberto Lucesoli. Quest'ultimo però si lamenta: "Non so riusciremo ad andare avanti cosi - spiega Lucesoli -. Mancano i volontari per tenere in piedi la manifestazione e le sovvenzioni non bastano a far fronte a tutte le spese organizzative. La piazzetta delle feste, inoltre, non riesce ad accogliere il pubblico numeroso come dovrebbe. Per evitare problemi per la sicurezza, l'area della piazzetta di Varano andrebbe allargata, per renderla più ricettiva e capiente". "La sempre più numerosa affluenza di pubblico - continua Paolinelli - dimostra il bisogno di avere al più presto una stagione teatrale degna del capoluogo di regione e spazi per le compagnie amatoriali costrette a riunirsi per le prove nelle sale di qualche generosa parrocchia di città"

 

 

 

Corriere Adriatico Martedì 20 marzo 2001

Il 7 e 8 aprile Il Teatro del Sorriso con "L'Imbriago" allo Sperimentale

Ecco l'Ancona di Giangiacomi

ANCONA - Il 7 aprile alle 21.15 e l'8 alle 17.30 e alle 21.15, allo Sperimentale andrà in scena "L'Imbriago", spettacolo in vernacolo di Palermo Giangiacomi, proposto dal Teatro del Sorriso, compagnia teatrale "dorica d.o.c.". Lo spettacolo, da tempo assente dalle scene, seppur molto datato e vicino al secolo d'età, continua ad essere un punto di riferimento ideale per il nostro teatro dialettale. E il Teatro del Sorriso ha scelto questo testo per chiudere un cammino ideale iniziato con "La bottega del caffè" e proseguito poi con "Zizzò de Palombella". E' una sorta di ritorno alle origini, dopo l'Ancona virtuale della fantasia, l'Ancona dolente della sofferenza e della guerra, ecco adesso quella del ricordo, presente con rimpianto nelle menti dei suoi figli. <<"L'Imbriago"-ha voluto sottolineare l'assessore Antonio Luccarini, nel corso della conferenza stampa di presentazione. È un mezzo importante per aiutare la città a recuperare la sua identità. Un'esigenza che gli anconetani sentono sempre più forte, e lo vediamo con la passione rinata per i luoghi storici, per i vicoli del centro, che racchiudono secoli di vita vissuta. Le mostre a Palazzo Camerata sono visitate da tantissima gente, il Museo della città è meta frequentatissima di tanti cittadini. E venendo a Giangiacomi, straordinario cantore dell'anconetanità, il dialetto è stato fino ad oggi la forma superficiale con cui gli anconetani avevano sostituito la memoria, oggi attraverso il vernacolo recuperano le loro radici. Il dialetto, è << la lingua cinguettata dai morti >>, diceva Franco Scataglini, un linguaggio che ha due facce, quella servile, usata per lo sberleffo e quella di lingua morta, sacra per entrare in contatto con la profondità della nostra realtà. E "L'Imbriago" è un gradevolissimo collage di macchiette, è un'Ancona del tempo passato, dipinta attraverso la filosofia spicciola del quotidiano >>. Informazioni e prevendita presso l'agenzia Carousel, tel. 071/36761.

 

 

Il Resto Del Carlino Martedì 20 Marzo 2001

LA STORICA COMMEDIA IN VERNACOLO ALLO SPERIMENTALE

Torna <<L'Imbriago>>

Un vero <<classico>> tra battute entrate nel gergo comune

Ancona - Uno scrigno di ricordi che si apre, a svelare una storia imbevuta delle suggestioni di Ancona perduta, ma pronta a rivivere in scena sull'onda lunga della nostalgia, del recupero d'un'identità di cui il tempo ha sfocato i contorni. E' un ritorno alla grande quello che il Teatro del Sorriso ha messo in piedi per <<L'Imbriago>> di Palermo Giangiacomi, storica commedia (prima rappresentazione 1909) che in due atti traboccanti di arguzie e battute entrate ormai nel gergo comune, celebra il vernacolo dorico, riportandolo alla sua autentica dimensione popolare e culturale. Dopo trent'anni di assenza dalle scene, sabato 7 (ore 21.15) e domenica 8 aprile (17.30; 21.15) allo Sperimentale torna questo <<Classico>> con Giampiero Piantadosi alla regia e Francesco Ferrato nel ruolo del protagonista l'ubriacone Zebibbo Paccalossi. Un'occasione per <<riscoprire storia e identità di Ancona - spiega l'assessore alla cultura Luccarini -. Il vernacolo è sempre stato nel cuore degli anconetani. Un dialetto sospeso tra due estremi: la lingua "servile", del popolo minuto, e quella "colta" di Scataglini, capace di trasformarla quasi in una lingua morta, come il latino>>. Dopo la <<Bottega del Caffè>> e <<Zizò de Palumbela>> per il <<Sorriso>> si preannuncia un trionfo annunciato. <<E' il punto d'arrivo di un cammino iniziato 4 anni fa - dice Piantadosi -. Era inevitabile "scontrarci" con "L'Imbriago", che ci porta all'origine della produzione vernacolare anconetana>>.

Raimondo Montesi

 

 

Il Messaggero Martedì 20 Marzo 2001

Il 7 e 8 aprile va in scena allo Sperimentale. L'ultima interpretazione di Mario Fuligna fu nell'89

CHI SI RIVEDE, ZEBIBO

Torna sulle scene <<L'Imbriago>> di Giangiacomi

Torna in teatro un classico della letteratura vernacolare anconetana, "L'Imbriago" di Palermo Giangiacomi, una commedia in due atti, tutta in dialetto, la cui prima rappresentazione risale al luglio del 1909. Un appuntamento da non perdere con un'interpretazione dal taglio più moderno. L'opera infatti manca dalle scene locali da tempo ma non da circa trent'anni come riferito ieri durante la conferenza stampa di presentazione. Al 1989, infatti risale, ad esempio, l'ultima interpretazione al Festival di Varano, almeno per quanto riguardai l mitico Mario Fuligna che fu memorabile Zibibbo Paccalossi. A riportare alla luce il testo è stato il Teatro del Sorriso, che ha al suo attivo tra l'altro "Zizò de Palumbela", con la collaborazione degli assessorati alla Cultura e alle politiche giovanili. <<Gli anconetani - ha precisato l'assessore Luccarini - hanno sempre dimostrato di avere una vera passione per il vernacolo. Il centro storico ha anche un vicolo dedicato al poeta Giangiacomi.
Il dialetto - ha aggiunto - è una memoria di cui tutti abbiamo bisogno>>. Lo spettacolo andrà in scena presso il teatro Sperimentale il 7 aprile dalle 21.15 per replicare il giorno successivo alle 17.30 e alle 21.15. <<Era inevitabile - ha commentato Giampiero Piantadosi, direttore del Teatro del Sorriso e regista della commedia - che prima o poi ci confrontassimo anche con un opera come questa. E' il primo vero e proprio lavoro in dialetto anconetano scritto da un grande storico locale. E' un piccolo gioiello dalle battute divertenti, spumeggianti e ricco di modi di dire che sono entrati anche nel linguaggio comune della gente. Per trovare il personaggio più adatto - ha aggiunto - c'è voluto più di un anno perché doveva rappresentare l'essenza voluta da Giangiacomi>>. Il ruolo di Zibibbo Paccalossi, l'imbriago, sarà interpretato dall'attore Francesco Ferrato, <<Il protagonista è straordinario - commenta Piantadosi - è una figura comica che ricorda Arlecchino e Pulcinella, una vera maschera della parte animalesca dell'umanità che ognuno cerca di rimuovere>>. I biglietti (20.000 intero e 15.000 ridotto) si potranno acquistare in prevendita presso l'agenzia di viaggi Carousel in viale della Vittoria 52, o al numero 071/36761.

 

 

Il Messaggero Mercoledì 21 Marzo 2001

La riedizione della più popolare farsa in dialetto anconetano riporta alla memoria colui che ne fu l'ultimo interprete.

Fuligna, caro Zebibo de nialtri

Debuttò nel ‘41. Ferito in guerra, fu sulle scene con Cedroni nel ‘47

Di Maurizio Sabbatini - Celebrò il suo trionfo in piazza del Papa. Cittadino benemerito poco prima di morire.
ANCONA - Con "L'Imbriago", che il Teatro del Sorriso ripropone il 7 e l'8 aprile allo Sperimentale, con il patrocinio degli assessorati alla cultura e alle Politiche giovanili del Comune , non torna soltanto in scena, per la 153° volta, la mitica farsa anconetana di Palermo Giangiacomi. La prima rappresentazione nel 1909, interprete Silvano Petrucci. Ma torna pure in mente quel fenomeno di mario Fuligna che, con Ugo Cedroni, ne è stato il massimo interprete. Addirittura, Mario, l'ultimo vero interprete, l'8 settembre del 1989 al Festival di Varano, della nostra commedia più popolare. Storico, memorabile e sempre formidabile, il nostro grande Mario, nei panni di "Zebibo Paccalossi", il protagonista principale. Ma lui chi era veramente nella vita ? Nato il 18 gennaio del 1921, al Montirozzo da Nazareno, maresciallo di pubblica sicurezza di Ostra in servizio nella nostra Polizia ferroviaria e da Amalia Corinaldesi, casalinga, nata a Ponticelli di Senigallia e morta troppo giovane. Così Mario studia, anche il latino, pure ai "Salesiani" e poi va a soldato. Nel '43 la guerra in Grecia dove viene ferito al braccio sinistro con conseguente menomazione di due dita. Fatto prigioniero dai tedeschi viene portato a Dusseldorf ma lo salva la bella calligrafia in virtù della quale viene destinato in ufficio. Sposato con due figli, Fabio e Ambra. Il lavoro all'archivio in Prefettura, e alle Licenze edilizie, fino al '70. Ma, proprio per quella ferita di guerra, ha usufruito di dieci anni di scivolamento oltre ad una piccola pensione di invalidità. Anche rappresentante di commercio, Mario, pregiatissimo donatore di sangue per trent'anni, e nella corale Bellini ma è, ovviamente, il teatro la sua grande passione, irresistibile fin da quand'era piccolo, con quell'affabilissimo carattere. Nel '34 in lingua e poi in vernacolo dal 1941. Nel '47 con la compagnia <<Garibaldi>> di Ugo Cedroni, altro nostro fenomenale poeta dialettale, divenuta poi <<Città di Ancona>> dal '48 al '57. Quella del <<Teatro Sperimentale>>, diretta da aldo Buatti dal '74 al '90 e poi in quella teatrale di Varano fino alla morte avvenuta il 3 luglio del 1991, all'ospedale di Torrette per un tumore al polmone a 70 anni. Mario Fuligna riposa a Tavernelle ma con lui si ricordano sempre i suoi grandi cavalli di battaglia tra le tante mirabili interpretazioni: Tre foie d'edera, con Ugo Cedroli, L'unore, con la Regina Servadio, La stima, Gerani rosci, Don Cesare, Vigolo cego, Lu e Lia. E Zebibo l'imbriago ? Dentro al fiasco sembrava vino rosso ma lui ci metteva coca cola. Ma un giorno le suore del nostro ospedale psichiatrico, pensando di fargli cosa gradita, gli ci misero il vino per davvero e lui stentò a portare a termine la farsa. Ma un <<Imbriago>> così vero, disse la gente ignara, in cinquant'anni non si era mai visto. Di Mario Fuligna, ai tempi del sindaco Monina, se ne ricorda anche la grande interpretazione applaudita a scena aperta da una piazza del Papa strapiena. Poi il Comune, il 5 maggio del 1991 proprio due mesi prima della scomparsa, lo ha fatto cittadino benemerito. Grande ed immortale benemerito, Mario Fuligna con Ugo Cedroli, della nostra più autentica cultura anconetana, altro che imbriaghi.

 

Francesco Ferrato,il nuovo Imbriago

<<Mario? Un grande, ma non lo copierò>>

di Marina Verdenelli

ANCONA – “L’Imbriago” di Palermo Giangiacomi torna in teatro con un nuovo interprete. Capelli lunghi e arricciati, sguardo birichino e lineamenti perfetti al ruolo recitato. Sarà così il nuovo Zebibo Paccalossi, l'ubriacone suonato, dalla battuta sempre pronta in quell'inconfondibile dialetto anconetano. A debuttare nei panni di questo storico personaggio è Francesco Ferrato, 30 anni, operaio e con una passione per il palcoscenico che coltiva da 5 anni. <<L'idea di riproporre questa commedia - racconta Francesco - è nata per caso, parlando un giorno con Giampiero (direttore del Teatro del Sorriso ndr) che è un mio caro amico. Lui mi chiese: facciamo l'Imbriago di Giangiacomi? E io dissi: sì facciamolo. Da piccolino avevo visto questa commedia e ne rimasi colpito. A casa poi i miei genitori parlavano spesso di Zebibo, soprattutto mia madre che oggi purtroppo non c'è più. Se ho accettato il ruolo è per lei , alla quale dedico l'intero spettacolo>>. Il neo attore non nasconde le prime difficoltà per una commedia interpretata fino ad ora da grandi personaggi locali. <<Come prima cosa - spiega Francesco - sono andato a vedere la cassetta del mitico Fuligna. Subito mi sono detto che non ce l'avrei mai fatta a fare una cosa così come lui. Fuligna è favoloso. Poi mi sono messo a tavolino con Giampiero e abbiamo creato il mio Zebibo>>. Cosa ne è nato ? <<L'ho voluto fare senza tempo - dice Francesco - per dare continuità al personaggio e mantenerlo sempre vivo e attuale. In scena infatti è vestito normalmente mentre tutta la scenografia si rifà al 1900 con una particolare veduta di Ancona che tutti riconosceranno. E' stato difficile prepararlo nella giusta maniera - spiega l'attore - soprattutto con il linguaggio. Zebibo fa lunghi monologhi in vernacolo, non si ferma mai. Ci abbiamo lavorato un intero anno lasciando tutte le battute più classiche. Fuligna è stato preso solo come punto di riferimento e non ho voluto copiare il suo personaggio. Nella scena ci sarà una panchina, un lampione e una fontana con cui Zebibo parla spesso, scambiandola per un suo amico>>. Qual è la battuta più tipica ? <<Quando dice "io dal canto mio me so imbriagato n'a volta sola", cosa molto difficile da credere>>. Ti ritrovi in questa figura ?. <<Nel nostro piccolo - confessa Francesco - siamo tutti un Zebibo>>.

 

 

MARCHE Domani 2 aprile 2001

Dopo trent'anni di assenza dalla scena , debutto ad Ancona il 7 aprile

TORNA L'IMBRIAGO CON IL SORRISO

"L'Imbriago" di Palermo Giangiacomi, commedia in vernacolo anconitano in due atti, viene riproposto dal Teatro del Sorriso dopo trent'anni d'assenza dalla scena. Il debutto avverrà sabato 7 aprile alle 21.15 al Teatro Sperimentale. Si replica domenica 8 con un doppio spettacolo, alle 17.30 e alle 21.15. La brilante commedia, rappresentata nel 1909 per la prima volta, costituisce ancora oggi un punto di riferimento per il nostro teatro vernacolare, ed è una delle opere in dialetto più apprezzate dal pubblico, tanto che alcune battute dell'estroso Zibibbo, il protagonista interpretato da Francesco Ferrato, sono entrate nel linguaggio quotidiano. "Gli anconetani - ha spiegato l'assessore dorico alla cultura Antonio Luccarini alla conferenza stampa di presentazione - hanno sempre dimostrato verso il vernacolo grande amore e passione, più ancora che per la storia di Ancona". La regia dello spettacolo è curata da Giampiero Piantadosi: "Con il testo di Giangiacomi - ha spiegato - si chiude quel cammino ideale iniziato con "La bottega del Cafè", trasposizione anconetana della commedia di goldoni, e proseguito con "Zizò de Palumbèla", basato su una storia vera della Resistenza. Tutto nell'ottica di valorizzare il vernacolo, che non è solo un campionario di battute facili e scontate, ma è un mezzo per riscoprire le tradizioni e la storia della nostra città. Per questo "L'Imbriago" sarà l'occasione di proporre ai giovani un'opera di cui hanno sentito parlare senza mai vederla, e di ripresentare ai meno giovani un testo classico, nel tentativo di ricordare insieme come eravamo". E il cappello del protagonista, lasciato volutamente sul palcoscenico al termine dello spettacolo, rappresenta proprio la continuità col passato, ha il significato di qualcosa che arriva fino a noi, attraverso il tempo e gli avvenimenti.

Alessandro Ricciotti

 

 

Il Resto del Carlino Venerdì 6 aprile 2001

TEATRO domani e domenica allo sperimentale in scena il <<Classico>> di Palermo Giangiacomi

Risate in vernacolo con il ritorno dell’ <<Imbriago>>

ANCONA - Una due giorni dedicata all'autentico vernacolo anconetano. Quello dell'<<Imbriago>> di Palermo Giangiacomi, che dopo anni di assenza dalle scene torna a deliziare il pubblico nell'allestimento del <<Teatro del Sorriso>>, con la regia di Giampiero Piantadosi. Domani (ore 21.15= e domenica (ore 17.30 e 21.15) il Teatro Sperimentale accoglierà la rappresentazione di questo <<classico>> del nostro dialetto capace di raccontare come poche altre opere l'<<anconetanità>>, simboleggiata da Zibibbo Paccalossi, l'<<Imbriago>> del titolo, sorta di <<Zanni>> cinquecentesco, il popolano perennemente affamato e schiavo dei propri bisogni più immediati. Ad interpretare Zibibbo sarà Francesco Ferrato, una <<maschera>> perfetta per questo ruolo con cui in passato si sono cimentati i grandi attori del nostro vernacolo. Una commedia a forte tasso <<etilico>>, dominata da questo simpatico ubriacone i cui discorsi, apparentemente sproloqui dettati dai fiumi dell'alcool, celano verità spesso scomode per i <<sobri>>. Un testo semplice e arguto, capace di divertire giovani e anziani, facendo rivivere un'Ancona ormai perduta. I biglietti per lo spettacolo di domani sono già esauriti, a dimostrazione di quanto gli anconetani siano legati a quest'opera. Informazioni e prevendita: 071/36761

Raimondo Montesi

 

 

Il Messaggero Lunedì 9 aprile 2001

Giovani, meno giovani e nostalgici alla messa in scena del classico di Palermo Giangiacomi firmata da Pi
antadosi.

VECCHIO IMBRIAGO CI FAI RIDERE ANCORA

Un immortale Zebibo ha strappato applausi allo "Sperimentale"


Di Alfredo B. Cartocci


Gran bel debutto, stracolmo di luci e velato da qualche piccola, inevitabile ombra, quello de "L'Imbriago", l'altra sera allo Sperimentale. Cornice di pubblico da grande occasione, con giovani, meno giovani e "nostalgici" che hanno riso dall'inizio alla fine e forse anche oltre. Sarebbe ingeneroso e non corretto, per chi ha vissuto l'"epopea" tra il 1970 ed il '90, fra le più grandi per l'opera di Palermo Giangiacomi, guardare il lavoro messo in scena da Piantadosi facendosi suggestionare da riferimenti ed "equazioni" che non hanno senso, ora che non recitano più i Fuligna, i Sul pizi ed i Giampieri. Innanzitutto un sospiro di sollievo, in un momento particolare del nostro vernacolo, nel quale, esclusi i soliti due o tre autori, ci si rivolge in maniera "strana" a culture e a memorie che non appartengono al nostro humus, traducendole, sic et sempliciter (!), nel nostro idioma: il coraggio di aver ripreso in mano un piccolo gioiello dell'umorismo tutto anconitano, uno scrigno inesauribile di battute, ammiccamenti ed anche d'impavido anticonformismo, scritto in un momento storico abbastanza pericoloso nel satireggiare l'"ordine costituito" (erano passati solo pochi anni dalla strage di Bava Beccarsi…) Piantadosi & co. hanno costruito nel primo atto una bella e suggestiva messa in scena, essenziale, scarna, con vago sapore cartolinesco di fondo. Il problema dei problemi, nel dipanare la semplice trama de "L'Imbriago", è sempre stato, e sarà sempre, quello dell'interprete principale, che è come il perno della giostra attorno cui ruotano, vorticosamente o con ritmi alterni o, peggio, con cadenze stonate, tutti i personaggi che gli fanno corona. E' lui che detta i tempi, che impone le cadenze, che è riferimento costante e non alternativo all'intera azione scenica. Francesco Ferrato è stato bravamente e sorprendentemente all'altezza, lasciandosi solo trascinare talvolta da eccessivi ammiccamenti al pubblico, che fanno tanto teatro platino o da "Parlamento de Ruzante", ma che risultano alla fine, un po' stucchevoli e scontati, da una certa "aggressività" interpretativa, laddove sarebbe stata sicuramente più opportuna una ricerca di complicità sorniona ed ammiccante e, lui è solo "attore", da un eccessivo "pendolare", un andare "a londe" frastornante nel corso del primo atto. Un ottimo attore, comunque, dotato di grande "senso" teatrale. Ci piacerebbe, per concludere, che mettesse al suo personaggio solo un poco più di ironia, di amabilità, di sorridente compiacimento. Bella la scena, del secondo atto, con lo scranno pretoriale immanente e quasi minaccioso sul povero Zebibo (perché "Zibibbo" nella pubblicità ?); ottimi e bravi gli altri interpreti, con punte significative per lo stesso regista-attore Giampiero Piantadosi, nel ruolo del tronfio e sconclusionato brigadiere Disiroppa, per Maurizio Sabbatini, sicuramente migliore nel "ciacio" Camperio che nell'anonimo pizzardone e per Pietro Carpera, avvocato della difesa, al quale umilmente consigliamo di rendere ancor più "trombone" il personaggio forse più bello e ricco di non sense dell'intera commedia. Ottimo alle luci Renzo Raffaelli, "vecchia volpe" del teatro anconitano, come perfetta è stata la scelta dei costumi da parte di Paola Pasquini. Spiritosa, fantasiosa ed incalzante la regia, con qualche aggiunta al testo, talvolta evitabile.

 

 

Corriere Adriatico  Venerdì 20 aprile 2001


La famosa farsa anconetana di Giangiacomi

"L'IMBRIAGO" in scena oggi e domani all'Alfieri

Grande attesa, questo fine settimana, per "L'Imbriago" al teatro Alfieri di Montemarciano. Due gli appuntamenti: stasera e domani alle 21. La compagnia "Teatro del Sorriso" ha dovuto "cedere" alle numerose richieste e aggiungere alla iniziale data di domani anche questa di stasera. Il teatro Alfieri ospita la famosa farsa anconetana di Palermo Giangiacomi nell'interpretazione dell'attore Francesco Ferrato, il nuovo Zebibo Paccalossi, l'ubriacone suonato, dalla battuta sempre pronta. L'idea di riproporre questa commedia è nata quasi per caso proprio da Francesco Ferrato e da Giampiero Piantadosi, direttore della compagnia. Non può non tornare in mente però quel fenomeno di Mario Fuligna che, con Ugo Cedroli è stato il massimo interprete dell'Imbriago. <<Fuligna è stato preso come punto di riferimento - spiega l'attore Francesco Ferrato - soprattutto con il linguaggio e mantenerlo sempre vivo ed attuale>>.
Informazioni e prevendita tel. 071/9198808 e domani presso il teatro Alfieri dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 21.


Corriere Adriatico Venerdì 27 aprile 2001

Nella storica struttura continuano le iniziative di grande successo

L'ultimo libro di Massimo Raffaeli stasera all'Alfieri di Montemarciano

Il Teatro Alfieri di Montemarciano continua a registrare il "tutto esaurito" in una stagione che si sta rivelando davvero eccezionale. Venerdì e sabato scorsi è stata la volta de "L'imbriago" riproposto dalla compagnia "Teatro del sorriso" nell'interpretazione dell'attore Francesco Ferrato, il nuovo Zebibo Paccalossi, l'ubriacone suonato, dalla battuta sempre pronta nell'inconfondibile dialetto anconetano. L'idea di riproporre questa commedia è nata quasi per caso proprio da Francesco Ferrato e da Giampiero Piantadosi, direttore della Compagnia, idea che si è poi trasformata in un successo meritatissimo. Domenica invece hanno calcato le scene i piccoligrandi artisti della corale "Vita Nuova" di San Cassiano insieme agli amici della Compagnia Marchigiana di operetta per bambini del Centro musicale Anspi "Zona Musica" di Ancona in collaborazione con il coro voci bianche "Piccolo Coro Anspi" di Ancona: quasi cento bambini che hanno recitato e cantato nell'operetta "Una storia da raccontare: ... per un soldo di cacio", diretti da Laura e Beatrice Petrocchi e Carla Cardella. "A teatro con mamma e papà" potrebbe essere lo slogan della manifestazione, dato che all'Alfieri hanno trascorso un divertente pomeriggio domenicale numerose famiglie. Altri due gli appuntamenti di rilievo: stasera alle ore 21 sarà presentato, in anteprima assoluta, il nuovo libro di Massimo Raffaeli, "Questa Siepe - Scrittori nelle Marche", edito da "II lavoro editoriale" e mercoledì due maggio, sempre alle ore 21, l'attesissimo concerto di musica jazz "Voci Libere", organizzato in collaborazione con Amnesty InternationaI-Gruppo Jesi: ad esibirsi saranno Roy Paci, Gianni Gebbia e Francesco Cusa per sostenere la campagna contro la tortura di Amnesty International.

 

 

La Prima delle Marche Maggio 2001

IL TEATRO DEL SORRISO OTTIENE UN GRANDE SUCCESSO

Potenza Picena (MC), aprile 2001 

La rassegna teatrale di Potenza Picena ha portato alla ribalta il Teatro del Sorriso, una compagnia di Ancona che può a buon diritto inserirsi nel ristretto novero delle formazioni amatoriali ad elevata caratura artistica. Sotto la regia di Giampiero Piantadosi, ha messo in scena un valido testo in vernacolo dai contenuti drammatici, anche se non mancano divertenti gags. "Zizo' de Palumbela" di Fanzini è ambientato nell'estate del 1944, quando Ancona viveva momenti febbrili in attesa della liberazione. Zizo'(Maurizio Sabbatini), in uno slancio di generosità, si consegna ai tedeschi per sal- vare un amico. In un attimo sublime, riscatta una vita di espedienti, ai margini della legalità. Il testo esce dal cli- ché tradizionale e spesso banale delle opere in verna- colo e per la sua carica drammatica può fare presa anche su un pubblico più vasto, oltre i confini regionali. Piantadosi & Co. sono molto bravi e ne hanno dato una riprova allo Sperimentale di Ancona, dove hanno proposto "L'imbriago", divertentissima pièce in dialetto anconetano, scritta da Palermo Giangiacomi nel lontanissimo 1909. Zebibbo Paccalosssi (Francesco Ferrato), schiavo del vizio del bere, ricorda lo Zanni cinquecentesco. Numerose e sempre garbate le sue gags, valorizzate dalla prorompente vis comica di Ferrato.

Walter Cortella

 

 

Il Resto del Carlino Martedì 29 maggio 2001

LORO PICENO RASSEGNA TEATRALE

Tanti applausi per i gruppi Vince il «Teatro del Sorriso»

LORO PICENO — Grande successo ha ottenuto la sesta edi­zione della rassegna teatrale per gruppi amatoriali «Premio Castrum Lauri», ormai punto di riferimento regionale per gli appassionati del genere. La manifestazione si è chiusa con l'esibizione fuori concorso della locale compagnia «Gli Ami­ci del Teatro», che ha messo in scena la replica di «No, le calze no!» di Eraldo Forti per la regia dello stesso autore e con la consegna dei premi. La giuria, di cui facevano parte gli enti organizzatori — Comune e compagnia teatrale di Lo­ro Piceno e Gat Marche — ha assegnato i seguènti premi: miglior allestimento al «Teatro del Sorriso» di Ancona con la commedia «L'imbriago» di Palermo Giacomini; migliore attore protagonista a Francesco Ferrato della stessa compa­gnia; migliore caratterista a Loredana Forti della compagnia «II Morello» di Montelparo. Da menzionare anche l'esibizio­ne fuori concorso del gruppo «Marchigianando», una sorta di rappresentativa regionale delle compagnie che fanno capo al Gat Marche, che ha presentato lo spettacolo offerto ai no­stri corregionali in Argentina, il quale da vita ad un'armonica contestualità dei principali dialetti della nostra regione.

 

 

 

Corriere Adriatico Giovedì 7 giugno 2001

"L'Imbriago" a teatro

Ritoma, a grande richiesta di pubblico, la commedia brillante in vernacolo anconetano "L'imbriago". Domenica, al Teatro Sperimentale (alle 21-15), il Teatro del Sorriso replica la grande opera di Palermo Giangiacomi, già messa in scena allo stesso Sperimentale e al Teatro Alfieri di Montemarciano. La regia è di Giampiero Piandadosi. Lo spettacolo di domenica è legato anche alla solidarietà in quanto sarà a sostegno dell'Ambalt (Associazione marchigiana bambini affetti da leucemie e tumori) a favore della quale il Teatro del Sorriso intende anche dedicare i prossimi spettacoli in programma per la stagione estiva. La versione de "L'imbriago" proposta dal Teatro del Sorriso ha partecipato alla sesta edizione della Rassegna "Castrum Lauri" di Loro Piceno, a maggio, dove sì è aggiudicata la targa d'argento per il miglior allestimento e la targa d'argento al miglior attore protagonista, Francesco Ferrato.Ciò a conferma e testimonianza di come la irresistibile e inarrivabile "vis" comica di un testo di inizio secolo del grande Palermo Giangiacomi, mirabilmente messa in scena dal Teatro del Sorriso, possa varcare i confini della città di Ancona ed essere anche apprezzata da un pubblico non prettamente anconetano.



Il Resto Del Carlino Sabato 9 giugno 2001

Il vernacolo «alcolico»

ANCONA — Torna il grande classico del ver­nacolo anconitano. Domani sera (ore 21.15) al­lo Sperimentale andrà in scena «L'imbriago», di Palermo Giangiacomi, con l'allestimento del Teatro del Sorriso e la regia di Giampiero Piantadosi. La commedia, che vede Francesco Ferrato nel ruolo del protagonista Zebibo Paccalossi, viene replicata a grande richiesta dopo lo straordinario successo ottenuto ad aprile ad Ancona e Montemarciano. Lo spettacolo sarà a sostegno dell'Ambalt (associazione marchigiana bambini affetti da leucemia o tumore). Info e prevendite: Agenzia Carousel, 071/36761.

 

 

Il Resto del Carlino Domenica 10 giugno 2001

Allo Sperimentate oggi torna "L'imbriago" di Giangiacomi

ANCONA - "L'imbriago", l'opera dialettale più famosa di Palermo Giangiacomi, torna questa sera (ore 21.15) sul palcoscenico dello Sperimentale nell'allestimento del Teatro del Sorriso per la regia di Giampiero Piantadosi. Si tratta di una replica (a sostegno dell'Ambalt, associazione marchigiana bambini affetti da leucemie) dopo i successi del 7 e 8 aprile sempre allo Sperimentale, e del 20 e 21 aprile al teatro Alfieri di Montemarciano. Tra l'altro "L'imbriago" ha partecipato un mese fa alla sesta edizione della rassegna "Castrum Lauri" di Loro Piceno vincendo la targa d'argento per il miglior allestimento e la targa d'argento per il miglior attore protagonista, Francesco Ferrato nel ruolo storico di Zebibo Paccalossi.

 

 

Il Messaggero Giovedì 23 agosto 2001

GIORNO E NOTTE ESTATE 

A Varano cena rustica e poi via al Festival del dialetto

ANCONA - Prende il via stasera a Varano il 27° Festival del Dialetto. Con compagnie esordienti, commedie inedite e divertentissime, l'appuntamento di fine estate col vernacolo è quest'anno più atteso che mai. La rassegna andrà avanti a ritmi serrati per ben undici serate. Spetterà alla giuria popolare il compito di decretare la compagnia migliore. Stasera, dopo la tradizionale cena rustica con le migliori specialità locali preparate a mano dalle esperte cuoche varanesi, alle 21 si terrà la proclamazione dei vincitori del 15° premio Varano. Il concorso riguarda la poesia, la prosa e il teatro in vernacolo anconetano. Alle 21.30, sarà di scena, per la prima volta a Varano, la compagnia "Teatro del Sorriso" di Ancona con "L'imbriago" di Palermo Giangiacomi con la regia di Giampiero Piantadosi .Questa celebre farsa, diventata ormai manuale di citazioni e aneddoti, offrirà un'occasione per poter rivivere le atmosfere di un'Ancona d'altri tempi. La commedia è quella che sicuramente meglio rappresenta la tradizione letteraria anconetana. Le aspettative del pubblico sono allo zenit. Per poter raggiungere Varano con facilità, il Comune ha istituito il servizio gratuito di bus navetta che ogni dieci minuti parte dallo stadio del Conero e arriva alla piazzetta delle feste. Tra i tradizionali appuntamenti del festival ricordiamo lo stand mostra del Rosso Cenero doc, i giochi a premi della ruota e la 15° mostra di pittura "Tra poesia e colore", organizzata dall'artista Lanfranco Santini.

 

 

Corriere Adriatico Giovedì 23 agosto 2001

Inaugura L'Imbriago, in scena con la compagnia "del Sorriso"

Il teatro parla in vernacolo

A Varano si apre il XXVII Festival del Dialetto

Prende il via stasera a Varano, dalle 19. il 27° Festival del Dialetto. In programma la tradizionale cena rustica con le migliori specialità locali preparate a mano dalle esperte cuoche varanesi. Ospiti, il sindaco di ancona e le autorità cittadine. La festa andrà avanti ininterrottamente per undici giorni. Per consentire al pubblico di raggiungere Varano con facilità, il Comune di Ancona ha istituito il servizio gratuito di bus navetta che ogni 10 minuti parte dallo stadio Del Conero fino alla piazzetta delle feste. E' comunque allestito appena fuori paese un grande parcheggio per chi volesse avventurarsi in auto fino a Varano. A fine cena, alle 21, ci sarà la proclamazione dei vincitori del 15° Premio Varano, concorso di poesia prosa e testo teatrale in vernacolo anconetano, che quest'anno ha visto una partecipazione straordinaria di poeti e scrittori esordienti. La premiazione avverrà nella serata conclusiva della manifestazione, il 2 settembre. Alle 21.30 sarà di scena per la prima volta a Varano, la Compagnia "Teatro del Sorriso" di Ancona con "L'Imbriago" di Palermo Giangiacomi, con Francesco Ferrato nel ruolo di Zibibbo per la regia di Giampiero Piantadosi. Grande attesa tra il pubblico per il ritorno del vero best-seller della nostra letteratura vernacolare, la più importante e divertente commedia che meglio rappresenta la tradizione letteraria anconetana. La riproposizione di questa celebre farsa, diventata ormai manuale di citazioni e aneddoti, sarà un modo per poter riammirare, attraverso i minimi dettagli e le immagini evocative di un'Ancona d'altri tempi. Il Comitato organizzatore Manifestazioni varanesi, ed il suo presidente Gilberto Lucesoli, da parte loro rinnovano l'invito agli anconetani e gli appassionati del dialetto, a seguire la Rassegna teatrale, quest'anno particolarmente ricca di splendide commedie, e a partecipare alla votazione popolare che decreterà la migliore compagnia marchigiana del 2001. Tra i tradizionali appuntamenti del Festival ricordiamo oltre allo stand mostra del Rosso Conero doc e ai giochi a premi della ruota, la 15° Collettiva di pittura degli artisti anconetani "Tra poesia e colore", organizzata da Lanfranco Santini, le cui opere potranno essere anch'esse votate dal pubblico. Un mix di arti popolari segna l'appuntamento di fine estate fra i più attesi. La Rassegna teatrale proseguirà domani con la commedia in dialetto pesarese "Un ospedel tutt da rida" della compagnia "Teatro delle Rose" esordiente a Varano.

 

 

Corriere Adriatico Sabato 25 agosto 2001

I vincitori del Premio Varano. Inaugurata la collettiva di pittura

L'IMBRIAGO FA SBALLARE IL FESTIVAL DEL DIALETTO

Quasi 3.500 spettatori per la "prima" serata di spettacoli nella frazione. E il vincitore sarà incoronato dal voto della gente.

Si è alzato il sipario sul 27° Festival del Dialetto di Varano. La serata inaugurale come di consueto ha avuto inizio con la proclamazione dei vincitori del 15° Premio Varano, concorso di poesia, prosa e testo teatrale in vernacolo anconetano. Un'apertura in grande stile, con quasi tremila e cinquecento spettatori accorsi nella frazione per la serata inaugurale di quello che è ormai incontestabilmente l'evento culturale dell'estate anconetana. Una folla richiamata certo anche dallo spettacolo scelto per la prima del Festival, quell'Imbriago di Palermo Giangiacomi messo in scena dalla compagnia Teatro del Sorriso che da sempre occupa un posto d'onore nel cuore degli appassionati del vernacolo. Un testo che mancava da tempo al Festival e che dunque era particolarmente atteso dagli habitué. A riempire la frazione è stata poi la consapevolezza di trovare anche prelibatezze gastronomiche messe in tavola dalle ottime cuoche varanesi. Se a tutto aggiungiamo la splendida serata estiva ecco che il successo è garantito.

 

 

Il Messaggero Sabato 25 Agosto 2001

 Il Resto del Carlino Sabato 25 Agosto 2001

Varano, successo per il festival del dialetto

IMPAZZA IL VERNACOLO

ANCONA - Ancora «consigli» su come trascorrere questo sabato d'agosto.  A Varano prosegue con grande successo il Festival del dialetto anconetano. Giovedì alla serata di apertura i visitatori sono stati oltre 3.000. Pur di partecipare alla serata il pubblico ha gremito persino le colline adiacenti alla piazza delle feste, che ospita il festival. Presi d'assalto anche gli stand gastronomici che com'è consuetudine allietano chi arriva a Varano per assistere agli spettacoli. Applauditissimo il primo appuntamento della rassegna, «L'imbriago», messo in scena dal Teatro del Sorriso con Francesco Ferrato nei panni del protagonista. Questa sera (ore 21) tocca alla compagnia teatrale «Cretarola» di Porto S.Elpidio. che allestirà «Una mano a poker» di Fabio Bertarelli (regia di Graziano Cimadamore).

 

 

Lunedì 3 settembre 2001

Al Festival del dialetto vince «II Focolare» di Villa Musone

ANCONA — La compagnia "II Focolare" di Villa Musone ha vinto la rassegna marchigiana di teatro dialettale nell'ambito del 27 Festival del Dialetto di Varano: 2° il "Teatro delle Rose" di Pesaro, 3° "II Cassero" di Treia. Grande stacco di voti tra la prima e la seconda classificata. Non è la prima volta che a Varano la giuria popolare decreta il premio alla compagnia lorelana. Non poteva essere diversamente visti gli applausi ricevuti dal gruppo teatrale "Il Focolare". A consegnare i premi il sindaco Sturani assieme ai rappresentanti degli sponsors ufficiali del Festival: Banca di Ancona, Coal Crai, Tenda Dorica, Garbini, Fratelli Lucesole e Cantori, la giuria popolare presieduta da Gilberlo Lucesoli, Mauro Paolinelli e Alfonso Napolitano, ha così votato: I ° classificato con voti 9.31 la commedia "Se pole sape' chi e' culù" di A. De Benedetti e Paolo Torrisi della compagnia "II Focolare" di Villa Musone: 2° classificato con voti 8.66 la commedia "Un ospedel tutt da rida" di Guido Lucchini della compagnia "Teatro delle Rose" di Pesaro: 3° classificato con voti 8.43 la commedia "Lu scallalettu" di Edoardo Scarpetta, della compagnia "II Cassero" di Troia; 4° "Lu Miraculu" di Alba Piatti della compagnia "San Gincsio"; 5° "L'imbriago" di Palermo Giangiacomi, della compagnia "Teatro del Sorriso" di Ancona; 6° "Lu cunsulente" di Wladimiro Bonifazi del gruppo teatrale "Sipario Aperto" di Porto Sant'Elpidio; 7° "Una mano a poker" di Fabio Bertarelli della compagnia "Cretarola" di Porto Sant'Elpidio. Gli altri tre gruppi in gara (le compagnie "Varano" e "Puntoeacapo" di Ancona e "La Piccola Ribalta" di Pesaro) non hanno rappresentato il loro lavoro a causa del maltempo. Sono poi stati premiati: migliore regia Paolo Torrisi, della compagnia "Il Focolare"; migliore attore protagonista Francesco Ferrato, della compagnia "Teatro del Sorriso"; migliore attrice protagonista Alba Piatti, della compagnia "San Ginesio"; migliore attore non protagonista Paolo Moretti,della compagnia "II Cassero" di Treia; migliore attrice non proiagonista Mariangela Ambrosini, della compagnia "Teatro delle Rose" di Pesaro; premio attrice giovane a Mery Nucci, della compagnia "II Focolare"; premio speciale a Paolo Malaspina della compagnia "La Cretarola"di Porto Sant'Elpidio.

 

 

 

Il Resto del Carlino Mercoledì 5 Settembre 2001

 

OPINIONI  Mario Panzini critica lo spettacolo in scena con la regia di Giampiero Piantadosi


<<Tutta falsata questa versione dell'Imbriago>>


ANCONA - <<L'Imbriago>> secondo Piantadosi. Può sembrare una parafrasi evangelica, intesa, come annuncio di cose mirabili, ma non lo è. Mi immagino Giampiero Piantadosi, attore e regista della Compagnia <<Teatro del Sorriso>> solerte manipolatore ed adattatore di testi teatrali a suo uso e consumo, che dopo una notte insonne al mattino decide di rappresentare <<L'Imbriago>> di Palermo Giangiacomi. Ho assistito sia alla prima del 7 aprile 2001 al Teatro Sperimentale sia alla ripresa del 23 agosto u.s. a Varano, ed ho avuto la prova provata dello scempio subito dal capolavoro del nostro teatro vernacolare e dal nostro Vernacolo, del che si sono accorti anche numerosi non addetti ai lavori, che durante le recite se ne sono andati con espressioni irripetibili. I fatti. Piantadosi ha mutato l'oste Besciga in una ostessa (ponendole in bocca frasi incredibili, mai scritte dall'Auotre); ha mutato il turista inglese in turista scozzese (con tanto di gonnellino, perché ciò gli ha consentito di fare dire a Zebibo un paio di battutacce, mai scritte da Giangiacomi); ha mutato il Pretore in Pretore-donna (all'epoca la donna non aveva accesso alla Magistratura) facendone, da personaggio serio e equilibrato, un personaggio ridicolo (con parrucca a riccioloni, che non usava affatto, e posto in cima ad una cattedra simile al Sacello del Milite Ignoto), e ponendogli in bocca non solo battute idiote ma parole scurrili (mai scritte dall'Autore); ha posto sullo stesso banco il Pubblico Ministero e l'Avvocato Difensore (collocazione tassativamente esclusa anche all'epoca); ha posto a lato dell'imputato un solo carabiniere (per Legge, erano e sono due); infine, ha introdotto nel testo voci e locuzioni che nulla hanno a che vedere, con il nostro Idioma. Il personaggio protagonista (Zebibo, con una b e non due come scrive in manifesti e locandine Piantadosi) è stato totalmente, gravemente falsato. Egli non è (pur ubriaco e affetto da etilismo) né un epilettico (l'interprete Ferrato dall'inizio alla fine non ha fatto altro che saltare dal un punto all'altro del palcoscenico, che scrollarsi, che gridare sguaiatamente; e non basta, perché in tal modo ha recitato anche da imputato-detenuto come se in prigione gli fosse stato consentito di ubriacarsi) né tantomeno un violento-aggressivo; è per conto, come volle Giangiacomi e come è stato interpretato da Silvano Petrucci, da Ugo Cedroli, da Rinaldo Mancinelli, e da Mario Fuligna, per citare i maggiori, un ubriaco-filosofo, pacato, mite, riflessivo (pur se a modo suo), un rivoluzionario a parole non nei fatti, un degustatore della parola sottile ed efficace (oltre che del vino) e non grossolano urlatore. Francesco Ferrato, che stimo grande attore, ha rappresentato al meglio lo Zebibo che gli è stato imposto. Idem Fausta Ascoli, una grande attrice, sacrificata in ruoli inventati di sana pianta direttamente per lei ed infiorati di inopportune volgarità e oscenità (un'ottima altra attrice della Compagnia, Patrizia Falcioni, non ha recitato: perché l'adattatore Piantadosi non le ha assegnato il ruolo di Nespola, lo spazzino?). Il Brigadiere Disiroppa, fortissima macchietta creata da Giangiacomi, grazie all'interpretazione di Piantadosi è sembrata quasi assente dalla scena. Senza infamia e senza lode gli altri interpreti, fatta eccezione per Maurizio Sabbatini, eccezionale nel ruolo del teste balbuziente Cmaperio Campi. Concludo con due riflessioni. Questa versione de L'imbriago (quanti conoscono il suo vero testo, specie i giovani?) è stata a verrà proposta anche fuori ancona con il risultato della divulgazione di un testo falsato, di un protagonista falsato, di un Vernacolo falsato. Essa è stata proposta al Festival di Varano, in serata inaugurale, previa visione del Teatro Sperimentale da parte del Sig. Alfonso Napolitano (direttore artistico di esso) e da parte del Sig. Gilberto Lucesoli (presidente del Comitato organizzatore di esso); trascurando il giudizio del Lucesoli, assolutamente incompetente di tutti gli aspetti del Vernacolo Anconitano, fa assai riflettere la decisione del Napolitano, di portare sulla scena un aborto della più viva e celebre creatura teatrale anconitana di Giangiacomi.

Mario Panzini 

 

 

 

Il Resto del Carlino Sabato 8 Settembre 2001

OPINIONI Giampiero Piantadosi replica alle critiche di Panzini sull'ultima versione de <<L'Imbriago>>

<<Compito del regista è
adattare i testi ai tempi>>

ANCONA – Rispondo alla lettera di Mario Panzini, pubblicata mercoledì sul <<Carlino>>. Credo che a nessuno siano sfuggite la virulenza dei toni e la cavillosità delle argomentazioni addotte nel criticare a distanza di quattro mesi dal debutto, la versione de "L'imbriago" da me curata per il Teatro del Sorriso. Appare evidente il disegno presuntuoso di stroncare un lavoro che dallo scorso aprile è stato rappresentato ben tredici volte, ha vinto dei premi alle Rassegne di Loro Piceno e Varano, è stato visto da qualcosa come 9.200 spettatori, è stato ammesso alla fase finale del Festival regionale <<Le Muse>> e sin dalla sua prima rappresentazione, oggetto di un lusinghiero servizio del TG3, è stato ovunque apertamente applaudito ed apprezzato. La mia probabile colpa è aver declinato la proposta fattami nel frattempo da Panzini di mettere in scena il suo ultimo lavoro <<I sposi più brùti di Ancona>>, una farsa non in linea con i progetti futuri della Compagnia che dirigo, e non del tutto convincente da un punto di vista scenico e teatrale (al contrario di quanto accade invece con il suo precedente <<Zizò de Palumbela>>, da noi portato sulle scene la scorsa stagione teatrale).
Non sempre la sincerità e l'onestà intellettuale vengono apprezzate e spesso si preferisce ad esse una più ipocrita ma consolante adulazione. E' bastato così questo mio rifiuto, peraltro espresso in modi e forme piuttosto riguardosi, a modificare radicalmente le valutazioni del Panzini sul lavoro in generale, e su di me in particolare, turbando a tal punto la sua serenità di giudizio da utilizzare la critica teatrale come compenso di profonde frustrazioni personali.
Ricordo ai lettori che fu lo stesso Panzini invitato alla prima del 7 aprile de "L'imbriago" al Teatro Sperimentale, a raggiungerci nei camerini per tessere i più ampi elogi alla presenza di tutta la Compagnia, a riprova dall'ottimo risultato ottenuto con un lavoro faticoso e impegnativo frutto della scelta difficile e coraggiosa di riproporre alla città di Ancona un testo sicuramente datato, ma sempre vivo ed attuale anche se necessariamente riadattato per renderlo più adeguato alla nostra epoca e più rispondente ai gusti moderni. Un testo radicato nella memoria di molti, sentito nominare e mai visto da moltissimi altri, assente inspiegabilmente da lunghi anni dalle scene. Sorvolo volutamente per mancanza di spazio su certe affermazioni di Panzini ora grossolanamente errate, ora apertamente ridicole. Ma non posso tacere il fatto che i dettagli giuridici elencati con tanta puntigliosa pedanteria non hanno impedito a 9.199 persone di ridere, divertirsi ed applaudire lo stesso. Probabilmente il solerte avv. Panzini, l'unico a guardarsi lo spettacolo con un codice di procedura penale in mano, ha confuso una semplice rappresentazione teatrale con il processo di appello al mostro di Firenze. Lo immagino ricorrere alla Superma Corte di Cassazione e chiedere l'annullamento del processo Paccalossi per evidente vizio di forma. Invece di spendere il suo prezioso tempo nella minuziosa esegesi dei Sacri testi alla ricerca delle virgole fuori posto, sarebbe ora che questo convinto difensore dell'ortodossia vernacolare accettasse l'idea che il compito di un regista è proprio quello di adattare il testo di una commedia ai luoghi, ai tempi, alle circostanze, ai mutevoli gusti del pubblico, alle esigenze sceniche, e alle capacità degli attori che quella commedia dovranno interpretare. Forse capirebbe finalmente che all'alba del 2001 non viviamo più ai tempi del carro di Tespi, e smetterebbe magari anche di definirmi un "capocomico". Ma temo che ciò non accadrà mai. Panzini, autore di rime e sonetti, storico, studioso, profondo conoscitore del vernacolo, è riuscito a dimostrare che la pretesa di scrivere opere per il teatro è puramente velleitaria quando, come nel suo caso, manca l'umiltà di ammettere la propria scarsa dimestichezza con esso, e la poca conoscenza persino delle sue regole più elementari. Arrivando quasi sempre in maniera offensiva, a considerare gli "addetti ai lavori" che il teatro vivono e praticano da anni, dei poveri imbecilli se qualcuno si permette di esprimere un'opinione diversa dalla sua. Il che, francamente, rende inutile ogni ulteriore tentativo di dialogo.

Giampiero Piantadosi

 

 

Corriere Adriatico Mercoledì 19 gennaio 2005

"Teatro del Sorriso", nobile pensiero

Dal teatro dialettale alla visita in carcere

L'attore Francesco Ferrato, interprete di Zebibo Paccalossi, lo stralunato protagonista de "L'Imbriago" di Palermo Giangiacomi, varcherà i cancelli della casa circondariale di Montacuto su convocazione della direzione del carcere. Stessa sorte toccherà a tutti gli altri componenti della compagnia del Teatro del Sorriso, di cui Ferrato fa parte, che hanno recentemente riproposto con successo quel lavoro sulle scene anconetane: Giampiero Piantadosi, regista, Maurizio Sabbatini, Mirco Sacavuzzo, Fausta Beatrice Ascoli, Pierangelo Piantadosi, Pierpaolo Ionna, Marco Agostinelli e Ettore Budano. Ma gli appassionati di vernacolo, gli amici e i numerosi sostenitori di questo apprezzato gruppo teatrale non tremino: non si tratterà affatto di un provvedimento giudiziario, ma, al contrario, di una meritevole iniziativa di elevato impegno umano e sociale. Sabato prossimo, infatti, "L'Imbriago" verrà rappresentato all'interno del carcere di Montacuto per i detenuti e il personale carcerario, con l'intento di creare un momento di svago comune, a testimonianza di come sia importante essere vicini a tutti, anche a chi sta scontando una pena detentiva all'interno di una struttura carceraria. La manifestazione rientra in una serie di progetti di solidarietà dei quali questa Compagnia teatrale si è fatta promotrice.

 

 

Il Resto del Carlino Sabato 22 gennaio 2005

VERNACOLO

L'attore Francesco Ferrato, interprete di Zebibo Paccalossi, lo stralunato protagonista de "L'Imbriago", e i colleghi della Compagnia Teatro del Sorriso oggi varcheranno i cancelli del carcere di Montacuto per proporre il capolavoro in vernacolo di Palermo Giangiacomi. Ferrato, Giampiero Piantadosi, regista, Maurizio Sabbatini, Mirco Sacavuzzo, Fausta Beatrice Ascoli, Pierangelo Piantadosi, Pierpaolo Ionna, Marco Agostinelli e Ettore Budano sono i protagonisti di questa bella iniziativa sociale, che porterà qualche momento di spensieratezza ai detenuti ed al personale carcerario.

 

 

Il Messaggero Sabato 21 agosto 2010
Giorno & Notte ESTATE

 

VARANO

Sarà il mitico Imbriago ad alzare il sipario sul Festival del Dialetto

di Franca Santinelli

 

Teatro del Sorriso giovedì 26 in scena a grande richiesta

 

ANCONA – Torna L’Imbriago di Palermo Giangiacomi al festival del dialetto di Varano. E con il maggior testo mai scritto in vernacolo anconetano, si aprirà giovedì 26 il 36° festival con risate a crepapelle e con successo garantito. Già lo scorso anno L’Imbriago aveva chiuso la rassegna con il botto, richiamando un foltissimo pubblico e quest’anno è stato riproposto a grande richiesta. “Ci hanno invitato gli organizzatori – spiega Giampiero Piantadosi, regista del Teatro del Sorriso di Ancona – per il successo avuto e la richiesta delle persone”. E così Zebibo Paccalossi, alias l’imbriago, sarà protagonista assoluto della memoria popolare, alle prese con gli atteggiamenti, i modi di dire e di fare e la lingua che si modifica nel tempo, ma ricorda sempre le origini. Indimenticabile quando il personaggio era interpretato da Mario Fuligna, oltre 20 anni fa, “era lui”, l’imbriago. La rappresentazione attuale è stata criticata perché c’è una donna nel ruolo del Pretore; ai tempi di Giangiacomi, infatti, i giudici potevano essere solo uomini. Sul palco Francesco Ferrato (Zebibo), Sergio Armani (Besciga), Mirco Scavuzzo (Nespola), Pierangelo Piantadosi, fratello di Giampiero (un passante), Tommaso Filippini (lo scozzese), Alessandro Sordoni (pizzardone), Giampiero Piantadosi (brigadiere), Gianluca Piantadosi, figlio di Giampiero (carabiniere), Pierpaolo Ionna (avvocato), Ettore Budano (Camperio Campi), Orietta De Grandis (pretore). La farsa in due quadri era stata scritta nel 1909 circa da Giangiacomi, (Ancona 1877-1939, fu scrittore e direttore della Biblioteca comunale) e nel 1909 è stata rappresentata per la prima volta con Silvano Petrucci. Replicato più volte nel corso degli anni, L’Imbriago era stato messo in scena a Varano nel 1989, interpretato da Mario Fuligna che poi scomparve due anni dopo. Morto l’attore, per anni nessuno si confrontò più con quel personaggio, fino al 2001 quando Piantadosi lo riportò sulla scena, “mi sembrava un peccato che la commedia non venisse più riproposta – dice il regista – si tratta di un classico del teatro dialettale anconetano”. E così con coraggio, gli anconetani e non, potranno riassaporare umori e sapori di quel mondo che va scomparendo ma che rimane una parte delle tradizioni della città. Ingresso libero,

 

 

  

Corriere Adriatico Domenica 22 agosto 2010

 

Varano torna la capitale del dialetto

 

IL FESTIVAL – L’Imbriago torna in scena a Varano al Festival del dialetto

Roberto Senigalliesi

 

ANCONA – Una vera e propria kermesse del vernacolo marchigiano. Dove gli idiomi di diverse zone delle Marche si sposeranno in un crogiolo di slang, sensazioni, spettacolo e buona cucina. Una manifestazione, il Festival del dialetto di Varano, oramai collaudata e consolidata nel tempo, quella che prenderà il via giovedì prossimo per concludersi domenica 5 settembre. Una grande rassegna diventata, nel tempo, la più importante passerella dialettale a livello marchigiano, meta ambita da tante compagnie dialettali che aspettano con ansia la “chiamata” del direttore artistico Orietta De Grandis. Perché solo il fatto di superare le selezioni, di poter calcare il palco della piccola frazione del Conero, diventa motivo di orgoglio per chi si dedica al teatro vernacolare con passione amatoriale ma anche con estrema professionalità. Saranno 11 serate, tutte da vivere e da gustare (in ogni senso) che vedrà la piccola piazzetta di Varano, sempre troppo stretta ed incapace di contenere gli oltre mille spettatori per sera (con punte sui 2.000) diventare un palcoscenico importante e di prestigio. Otto le compagnie in gara, con tre serate fuori concorso, compresa quella inaugurale in cui la Compagnia “Teatro del Sorriso” di Ancona riproporrà il celebre “L’Imbriago” di Palermo Giangiacomi, in dialetto anconetano, vera e propria pietra miliare nella storia del vernacolo della città, per la regia di Giampiero Piantadosi. Serate piene di allegria e comicità, di gente entusiasta che salirà a Varano, a giusto titolo ribattezzato dall’Amministrazione comunale di Ancona “paese dei dialetti”, armata di tanta voglia di divertirsi e di assaggiare le prelibate pietanze delle cuoche varanesi, visto che prima dello spettacolo c’è l’altrettanta gustosa cena. Parallelamente ci sarà il concorso di poesia e prosa dialettale, curato dal poeta Fabio Serpilli. Il Festival ha origini antiche e semplici, legate alla voglia della gente del posto di creare qualcosa di originale. L’idea iniziale venne sviluppata dall’allora parroco don Celso Battaglini e trovò terreno fertile in tutti i varanesi.

 

 

 

Corriere Adriatico Giovedì 26 agosto 2010

ANCONA RIVIERA del CONERO

Parte il Festival del Dialetto a Varano

Stasera c’è L’Imbriago

Ancona

Scatta stasera l’edizione numero 36 del Festival del Dialetto di Varano: partenza in grandissimo stile con la rappresentazione de “L’Imbriago” di Palermo Giangiacomi. La più importante rassegna del teatro comico dialettale marchigiana vedrà quindi un bagno di folla per la replica numero 51 dal 2001. Il regista Piantadosi ci scherza su: “Tranquilli, non abbiamo nessuna intenzione di metterla nel cassetto, visto che è continuamente richiesta e continueremo a portarla sulle scene”. La Compagnia del Sorriso ha ripreso il capolavoro 9 anni fa, dopo che l’ultima rappresentazione risaliva al 1989, quando Zebibo Paccalossi era il grande Mario Fuligna.

 

 

 

Il Messaggero Giovedì 26 agosto 2010

 

SCATTA IL FESTIVAL DEL DIALETTO

Varano, L’Imbriago fa gli onori di casa

Fuori concorso il classico di Giangiacomi

 

ANCONA – Con L’Imbriago di Palermo Giangiacomi si apre stasera il 36° festival del Dialetto di Varano. Alle 21,15 il teatro del Sorriso di Ancona diretto da Giampiero Piantadosi riproporrà la farsa dopo il successo dello scorso anno. Con qualche modifica, alcuni attori sono cambiati, come Tiberio Fiori che impersonava il ruolo di Besciga, sostituito da Sergio Armani. Questo, a seguito dei malumori di Fiori (miglior attore caratterista 2009 per Il fantasma di Arturo) per i verdetti della giuria e altri aspetti della rassegna. Reciteranno anche Francesco Ferrato, nel ruolo dell’imbriago, Pierangelo, Giampiero e Luca Piantadosi, Mirco Scavuzzo, Tommaso Filippini, Alessandro Sordoni, Pierpaolo Ionna, Ettore Budano e Orietta De Grandis. La festa delle tradizioni linguistiche inizia alle 16,15 con la premiazione dei poeti del Concorso dialettale a San Venanzio, prosegue alle 18 con l’inaugurazione delle mostre dei pittori e del Rosso Conero; alle 250,45 premiazione del Concorso poesia dialettale marchigiana e premio al personaggio d’Ancona. Domani la prima compagnia in concorso, la Cretarola di Porto Sant’Elpidio che porterà in scena Con tutto il bene che ti voglio di Luciano Longhi, adattamento dialettale di Cretarola, regia di Paolo Malaspina, alle 21,15. Ingresso libero, solo chi cena ha il posto a sedere prenotato.

Fr. Sant.

 

 

 

Il Messaggero Sabato 28 agosto 2010

 

FESTIVAL DEL DIALETTO  

L’imbriago parla un po’ “ITALIANO”, ma Varano ride lo stesso

Comicità irresistibile

Il classico di Giangiacomi con “licenze” e modernizzato

 

Varano di Ancona

E L’Imbriago ha fatto il pieno. Circa 2000 persone, assiepate dappertutto, hanno partecipato, giovedì, alla prima serata del 36° festival del Dialetto di Varano, tra risate a crepapelle e nuove luminarie. Lunghe code per cenare e i posti a sedere esauriti alle 21, quando la farsa è iniziata alle 22,15 con un’ora di ritardo dopo le premiazioni del concorso dialettale marchigiano vinto da Luca Talevi di Ancona con Randagio, poesia scelta all’unanimità dalla giuria. Domenica Vernassa, ligure trapiantata ad Ancona da 23 anni, ha cantato la sua canzone, incisa in un Cd, con Samuele Garofoli alla tromba, dedicata a Umbertì, l’ultimo re di Ancona e la prima persona che ha conosciuto quando ha messo piede per la prima volta in città. A Umbertì piaceva “el ” come all’imbriago di Palermo Giangiacomi. Commedia del 1909 messa in scena da Giampiero Piantadosi che ha diretto il Teatro del Sorriso con Francesco Ferrato nel ruolo di Zebibo. In arte si può fare tutto, cambiare le cose a piacimento e magari divertire di più. Ma si è mai visto un imbriago d’Ancona con la barba? (si intendono i veri ubriaconi di una volta). E una pretoressa “isterica”, personaggio assolutamente irreale? Tra un “due” al posto di “do”, un “da solo” al posto di “da per me”, questo imbriago parlava anche italiano. Sarà l’effetto dei tempi, ora che tutti parlano la lingua italiana? E poi Zebibo conosceva anche Nureyev, quando il noto ballerino è nato nel 1938; quando si dice un imbriagoaggiornarto” ai tempi di oggi e pure più colto. Tantissime risate per Ettore Budano che impersonava Camperio Campi “el ciacio”, ma in conclusione si ha l’impressione di un Imbriago spettacolarizzato, con l’accento sul “ridicolo” per far divertire di più. Alla gente è piaciuto lo stesso. Ma il tempo che non tornerà, come certi personaggi di Ancona, realmente esistiti, con quei modi di dire e di fare (come è giusto che sia, perché la vita cambia e si rinnova), lascia la nostalgia parzialmente insoddisfatta. Stasera alle 21,15 Chi è più lesti… se la guadagna di Gabriele Mancini, che dirige la compagnia La Nuova di Belmonte Piceno. Domani Birb e Gagiotttel domellacenteott! Di La Piccola Ribalta di Pesaro. Bus navetta dal Del Conero.

Fr. Sant.