|
Rassegna
Stampa
|
|
|
|
|
Arezzo Notizie
Lunedì 19 Ottobre 2009
Fabio BRAY
“…Le mogli sono
anche donne, qualche volta!”
Pirandello al
Festival della Persona di
Confartigianato

Domenica
pomeriggio gradevole quella appena trascorsa al teatro Pietro
Aretino, allietata dalla bravura “per nulla amatoriale” della
Compagnia del Teatro del Sorriso che con destrezza e notevoli
abilità ha rappresentato l’apologo in tre atti, scritto nel 1919
del premio Nobel per la letteratura Luigi Pirandello, dal titolo:
“ L'UOMO, LA BESTIA E LE VIRTÙ ” Il termine attore deriva dal
greco upocrites cioè colui che si stacca dal coro e che risponde
al pubblico. Col passare del tempo, la definizione upocrites si
trasforma in ipocrites che vuol dire ipocrita colui che
finge, inganna gli altri, facendo finta di essere una
persona che in realtà non è, indossando quindi una
maschera. Questa è
la definizione ufficiale dell’attore che dall’antica Grecia è
rimasta sempre la stessa fino ai nostri giorni. E Ipocrites è il
Prof. di latino Paolino, protagonista dell’opera L’ energico uomo
di cultura, tiene la scena con maestria per circa due ore,
modulando timbri di voce e stati d’animo eccitati, messi in
apparente soqquadro a causa di un adulterio, consumato con la
moglie del capitano Perella definito a ragione un: “ omone –
bestiale” latitante nei suoi doveri coniugali, la quale è rimasta
in cinta. L’ipocrisia è il filo conduttore dell’intera opera
teatrale, le persone - maschere appaiono per quello che in realtà
non sono, celando(si) sotto una maschera - persona, ricolma di
atteggiamenti formali. L’innato istinto méntore dell’uomo viene
magistralmente esaltato dall’autore facendo dipanare di volta in
volta ai suoi personaggi una matassa aggrovigliata di situazioni
amare perbeniste, pudiche e di pura facciata. La Virtu’ in scena è
la moglie (amante e madre) che si deve immolare e prostituire alla
Bestia ( il capitano – marito) per la salvezza dell’Uomo ( Paolino
-. Amante ) e sua. Paolino con un falso, straziante dolore, la
definisce : “ Maschera orribile ”! Il capitano, in modo
paradossale e sarcastico, muta il suo ruolo dopo una “drammatica
farsa” sintetizzata nell’ironica esortazione: “le mogli sono anche
donne…qualche volta”! Repentinamente, la situazione è capovolta,
la Bestia si è comportata dopo lunghi anni da Uomo, la Virtu’ –
prostituendosi – ha indossato i panni dell’Ipocrisia, l’Uomo di
conseguenza, coprendo e mentendo spudoratamente sul suo adulterio…
da Bestia! In conclusione, nell’Ipocrisia generale e nel
perbenismo imperante, la gravidanza è stata leggitimata -
consacrata. Il piccolo teatro ha riservato uno scrosciante e lungo
applauso degno di un grande teatro. Atteso ed incontrato
all’interno del cortile, sotto il porticato il sig. Mirco Scavuzzo
alias il capitano Perella, alla mia precisa domanda: “ come ha
trovato il pubblico del Pietro Aretino ?” ha risposto con la sua
imponente stazza fisica: “ Stupendo! Sentivamo che ci seguiva
pedissequamente dai sussulti e dalle risa corrispondenti alle
esclamazioni ”. Aggiungo, mio malgrado, nonostante gli
sgranocchiamenti rumoreggianti di un paio di signore “poco”
educate al teatro. Complimenti a tutti, organizzatori ed attori.
|
|
| |
|
|
Corriere
di Viterbo
Domenica 7 Marzo 2010
In palcoscenico
Pirandello
Al Palarte "L'uomo la
bestia e la virtù"
FABRICA DI ROMA
-
(giu. res.)
Oggi pomeriggio alle 17,30 al Teatro Palarte, terzo appuntamento
con la IV edizione della Rassegna Nazionale di Teatro "Città di
Fabrica di Roma". La Compagnia del Sorriso di Ancona porta in
scena "L'uomo la bestia e la virtù" di Luigi Pirandello. La prima
rappresentazione della commedia si tenne a Milano, al Teatro
Olimpia, il 2 maggio 1919, ad opera della "Compagnia di Antonio
Gandusio". Il testo della commedia fu pubblicato nel settembre del
1919 nella rivista "Comoedia" e successivamente in volume nel 1922
per i tipi dell'editore Bemporad. Il pubblico, che forse non si
aspettava questa commedia di Pirandello dai toni farseschi e
scollacciati, non accolse bene la prima rappresentazione
dell'opera. Successivamente rivalutata dalla critica e dal
pubblico, la commedia ebbe tanto successo in Italia e all'estero,
da essere una delle più rappresentate della produzione teatrale
pirandelliana. Il farsesco tema trattato dall'opera teatrale è ben
rappresentato dal titolo: l'uomo è la prima maschera, quella del
professor Paolino che nasconde sotto il suo ostentato perbenismo
la tresca con la signora Perella, che indossa la maschera della
virtù: quella cioè di una morigerata e pudica madre di famiglia
praticamente abbandonata dal marito, capitano di marina che appare
agli occhi della gente con la maschera della bestia: convive con
una donna a Napoli e, nelle rare occasioni in cui incontra la
moglie rifiuta, con ogni pretesto, di avere rapporti con lei. La
commedia in maschera potrebbe proseguire con piena soddisfazione
di tutti se il destino e il caso non intervenissero a far cadere
le false apparenze. La signora Perella rimane infatti incinta ad
opera del professor Paolino che dovrà, al di là di ogni morale,
rimettere in piedi l'ipocrita buon ordine borghese: dovrà
convincere tutti che la signora Perella è rimasta incinta in una
delle rare occasioni dal marito e quindi dovrà far sì che il
recalcitrante capitano abbia almeno un rapporto sessuale con sua
moglie. Tutto ciò dovrà avvenire in una sola notte perché tanto è
il tempo che il capitano soggiornerà in casa prima di ripartire e
rimanere assente per due mesi. Il professore allora dovrà fare in
modo che la sua pudica amante ceda alle voglie della bestia. Per
essere sicuro del risultato il professore si farà preparare un
afrodisiaco per stimolare i sopiti sensi del capitano e inciterà
la vergognosa amante a mostrare le grazie che tiene virtuosamente
nascoste. Tutto è ormai pronto per la trappola sessuale in cui
dovrà cadere la bestia. Il professore se ne andrà lasciando libero
campo per il capitano rimanendo d'accordo con la signora Perella
che: "Verrò domattina all'alba, davanti alla tua casa. Se è sì
fammi trovare un segno; ecco, guarda, uno di questi vasi di fiori
qua, alla finestra della veranda" è ciò che afferma il professore
all'indirizzo dell'amante. Cosa avverrà la mattina successiva? Un
finale a sorpresa che conferma la capacità di Pirandello di trarre
il massimo dalle sue opere. Molto valida e ben allestita la
rappresentazione della compagnia di Ancona, riesce ad esaltare
tutti i momenti più profondi dell'umorismo pirandelliano. Il
regista cinematografico Steno ne volle fare un film e chiamò per
l'impresa tre mostri sacri, Totò, Orson Welles e Viviane Romance,
tanto riteneva intrigante ed originale la storia. Il film fu fatto
ritirare dagli eredi del maestro ed uscì solo più tardi decaduti i
diritti, purtroppo i colori andarono persi e girò le sale in
bianco e nero. Rimane l'impronta dei grandi attori, tra cui,
appunto un Orson Welles in stato di grazia (assieme
all'inimitabile Totò) e, si può dire, quasi "italianizzato" nella
sua interpretazione "burbera". Quindi un'altra bellissima commedia
al "Palarte" di Fabrica, dove prosegue una stagione teatrale che
sta riscuotendo numerosi consensi e dove anco per oggi pomeriggio,
in occasione della commedia pirandelliana, gli organizzatori si
augurano un nuovo "tutto esaurito".
|
|
| |
Il Resto del
Carlino
Venerdì 11 marzo 2011
SENIGALLIA
OSTRA - Piantadosi porta
Pirandello al teatro 'La Vittoria'
TERZO ed ultimo
spettacolo domani alle 21 al teatro 'La Vittoria' per la rassegna
dedicata a Luigi Pirandello. In programma il testo 'L'uomo, la
bestia e la virtù' messo in scena dalla compagnia 'Teatro del
Sorriso' per la regia di Giampiero Piantadosi che è anche tra gli
interpreti. Biglietto: 8 euro.
|
|
|