Zizó de Palumbèla

 

 Rassegna Stampa

 
  Corriere Adriatico Sabato 17 Aprile 1999

L'opera di Panzini allo Sperimentale il 24 e 25 aprile

«Zizó de Palumbèla>> esordisce sulle scene

Zizó de Palumbèla, il dramma in vernacolo anconetano che Mario Panzini ha pubblicato con la casa editrice Fogola, diventa uno spettacolo tratrale; lo porta in scena il Teatro del Sorriso, con l'adattamento e la regia di Giampiero Piantadosi. Data della rappresentazione, il 24 e il 25 aprile allo Sperimentale (ore 21) in concomitanza - casuale ma significativa - con la testa della Liberazione. «Zizó de Palumbèla» racconta un fatto realmente accaduto. Una storia di uomini che si oppongono alla guerra, al fascismo e che certo non mancherà di richiamare alla memoria dei più anziani avvenimenti lontani che pur con la crisi nei Balcani, riportano a tragedie odierne. Il lavoro è prodotto in collaborazione con l'Anpi. Ha il patrocinio della Provincia e dell'Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione.

 

 
  Corriere Adriatico Sabato 24 Aprile 1999

Di Mario Panzini stasera e domani al teatro Sperimentale

ZIZÓ, PER RIFLETTERE ANCORA

Dopo la fortunata <<Butega del caffè>>, versione anconetana della commedia di Goldoni, il Teatro del Sorriso ci riprova. Con la regia e l'adattamento di Giampiero Piantadosi, va in scena stasera e domani al teatro Sperimentale (ore 21) «Zizó de Palumbèla" storia anconetana del tempo di guerra - come recita il sottotitolo - di Mario Panzini. Il progetto è ambizioso. Fare del vernacolo una lingua nobile, adatta a rappresentazioni serie, degne di pathòs come in questo caso. <<Zizó de Palumbèla>> racconta un fatto realmente accaduto. «Una storia - spiega Piantadosi - di amici che cercano di sopravvivere alla guerra, aspettando il passaggio del fronte che ponga fine alle sofferenze della città. Ma è proprio in questa attesa che matura la tragedia". Non racconteremo certo la trama anche se il libretto, edito dalla libreria Fogola e in circolazione da tempo. Sarà per i più anziani l'occasione di rivivere vecchie memorie, per i giovani di imparare. Per tutti, di riflettere in tempi come quelli di oggi che sembrano assurdamente ripercorrere vicende che pensavamo aver lasciato alle spalle. E' un caso, ma significativo, che lo spettacolo vada in scena proprio nell'anniversario del 25 Aprile, giorno della Liberazione. <<E' un lavoro - spiega ancora Piantadosi - che rende estremamente attuale il messaggio di pace, il dire no alla guerra e alla sofferenza. Noi del Teatro del Sorriso non abbiamo soluzioni da dare. Possiamo solo piangere con chi soffre e raccontare a tutti quanto è brutta la guerra". La vicenda è ambientata in un periodo che va dal 24 giugno al 16 luglio 1944. Siamo a Forte Scrima sede precaria dell'Umpa. Qui i volontari si danno da fare come possono. Uno di loro aiuta, di nascosto, i partigiani. <<Ci siamo proposti di far rivivere quegli avvenimenti consapevoli - spiega ancora Piantadosi - che il privilegio di appartenere ad una generazione cresciuta in tempo di pace, sia stato possibile proprio grazie al sacrificio di uomini e donne come Zizó, Matilde, Anita. Cioè dei nostri padri e madri, nonni e parenti vittime spesso innocenti della furia devastatrice, dell'odio e della violenza>>. Il lavoro è prodotto in collaborazione con l' Anpi e la II Circoscrizione. Ha il patrocinio della Provincia e del l'Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione delle Marche.

p.b.

 

 
  Il Resto del Carlino Sabato 24 Aprile 1999

Stasera allo Sperimentale

Dramma in vernacolo di Mario Panzini

ANCONA - Un autore storico del vernacolo anconetano e una giovane compagnia in cerca di trasmettere emozioni. Da questo connubio nasce lo spettacolo «Zizó de Palumbèla» che andrà in scena questa sera alle ore 21 (replica domani) al teatro Sperimentale. I protagonisti di questo lavoro sono Mario Panzini, che ha scritto il testo pubblicato dalla casa editrice Fogola, e la compagnia del Teatro del Sorriso. Un veterano del vernacolo e un «manipolo» di intraprendenti allori. Tutti accomunati dalla volontà di riportare il vernacolo anconetano agli antichi fasti, dopo gli ultimi anni di appannamento. La storia che andrà in scena è realmente accaduta e si svolge, naturalmente ad Ancona tra il 24 Giugno e il 16 Luglio del '44 nell'imminenza della liberazione del capoluogo da parte delle truppe Alleate. Una storia autobiografica, quella raccontata da Panzini, che bene si inserisce nell'attuale momento storico dove il tema principale «è il rifiuto della guerra» come dice lo stesso autore. I protagonisti sono Zizó, Pèpe Recchiafina. Matilde, Anita, «personaggi che - dice il regista e attore Giampiero Piantadosi - grazie al loro sacrificio ci hanno permesso di vivere meglio di loro». Un lavoro ambizioso quello del Teatro del Sorriso, reso possibile anche grazie alla collaborazione dell'Anpi, della seconda circoscrizione del Comune, della Provincia di Ancona e dell'Istituto regionale per la Storia del movimento di Liberazione. Sulla scena troveremo Piantadosi. Fausta Ascoli (insieme nella foto). Maurizio Sabbatini, Paola Pasquini, Giananluca Pianladosi. Riccardo Durazzi, Mirco Scavuzzo, Marco Bernacchia. Francesco Ferrato, Gianluca Bucco, Patrizia Falcioni, Domenico D'Imperio, Stefano Piantadosi, Alessandro Glavina e Simone Scavuzzo.

 

 
  Corriere Adriatico Lunedì 26 Aprile 1999

Panzini e Teatro del Sorriso, miscela vincente

Zizó, che successo

La ricorrenza del 25 Aprile, la guerra nei Balcani e una città come ancona che ha assai sofferto durante l'ultimo conflitto mondiale. Ma soprattutto una compagnia seria e appassionata com'è il Teatro del Sorriso e un autore eccellente come Mario Panzini. Sono questi gli ingredienti che hanno decretato il successo sabato sera (ieri la replica) al teatro Sperimentale di <<Zizó de Palumbèla>>. Un lavoro, tratto dal dramma in cinque atti edito dalla casa editrice Fogola, non facile soprattutto per l'impiego non usuale del vernacolo. Una lingua, il dialetto anconetano, che vuole uscire dalle secche della rappresentazione comica a cui troppo spesso è legata. Un progetto ambizioso - come spiega il regista Giampiero Piantadosi - ma che si è rivelato indovinato e forse arrivato in un momento giusto per il teatro amatoriale. Il Teatro del Sorriso non è nuovo a simili sfide, già misuratesi negli anni scorsi con «La butega del caffè» trasposizione anconetana della commedia di Carlo Goldoni. «Speriamo ora di continuare sulla stessa strada, confessa Piantadosi. Quella cioè della ricerca attenta non solo sul linguaggio ma sui temi e i contenuti. «C'è un grande vuoto da colmare - continua Piantadosi - e fare teatro ad Ancona non è semplice. Mancano gli spazi e ottenerli non è semplice». Gremito in ogni posto, il teatro Sperimentale ha visto esaurire in poco tempo i 420 biglietti a disposizione. Grande cura nel testo, dicevamo, ma da non sottovalutare è anche il buon affiatamento che gli attori sono riusciti a creare sul palco. Vale la pena di ricordarli uno a uno. Sono: Maurizio Sabbatini (Zizó), Giampiero Piantadosi (Pépe Recchiafina), Fausta Ascoli (Matilde), Paola Pasquini (Anita), Gianluca Piantadosi (Mariulì), Riccardo Durazzi (Dùciu), Mirco Scavuzzo (Richètu). Marco Bernacchia (Cianca). Francesco Ferrato (Scùfia), Gianluca Bucco (Pachiarì), Patrizia Felcioni (Mèla), Domenico D'Imperio (graduato della milizia), Stefano Piantadosi (Milite), Alessandro Glavina (Gradualo SS ), Simone Scavuzzo ( soldato SS ). Il lavoro e stato prodotto in collaborazione con l'Anpi e con il patrocinio dell'Istituto di Storia del Movimento di Liberazione delle Marche.

P.b.

 

 
  Testata non disponibile

ZIZÓ DE PALUMBELA

Il 24 e 25 aprile scorsi è andato in scena al Teatro Sperimentale di Ancona il dramma dell'amico Mario Panzini "Zizó de Palumbèla", per l'adattamento e la regia di Giampiero Piantadosi e con l'interpretazione della Compagnia Teatrale "Teatro del Sorriso". Così come abbiamo tra l'altro letto nelle note di regia dello stesso Piantadosi, si annota che "....il testo di Panzini....trasmette emozioni forti, a volte violente, appena stemperate dall'uso del vernacolo, che non mancheranno di richiamare alla memoria dei piu anziani avvenimenti lontani e tragici...". Progetto ambizioso e interessante, sia per la indiscussa autorevolezza di Mario Panzini, studioso e scrittore di vernacolo, sia per la sicura presa che un lavoro come questo può esercitare su quella parte di pubblico anconitano da sempre attenta alla ricerca delle proprie origini e della propria identità...." Note per certi versi profetiche poiché, a parte il fatto che in entrambe le serate il teatro era esaurito e molti pertanto non hanno potuto assistere alle recite (assai probabilmente vi saranno repliche in giugno e luglio), tutti, compreso chi scrive (che è relativamente giovane e non visse quei giorni), ha provato quelle emozioni fortissime in un'altalena tra commedia e dramma, fusi tra loro sapientemente, con l'uso di un Vernacolo a volte dolce, a volte dirompente e dissacrante, a volte perfino insolitamente spirituale, introspettivo; nel 4° e nel 5° atto poi, l'Autore è riuscito a creare anche una speciale atmosfera da thriller da cui poi sono scaturiti, inaspettati, la redenzione ed il sacrificio di Zizó. Dunque un progetto ambizioso ed interessante che si è rivelato una grande novità per il nostro Teatro Vernacolare la quale, da un lato, in nemmeno un paio d'ore di recitazione ha spazzato via come ventata salutare tante e tante foglioline avvizzite quali sono pressocchè tutti i lavori teatrali di autori attuali (per pietà, non ne facciamo i nomi, anche se tra essi una particolare lapidazione metaforica meriterebbero coloro che si sono spinti a "tradurre" nel nostro vernacolo, e male, autori stranieri, e peggio li hanno poi recitati; non è forse manicomiale usare ed abusare della nostra radice linguistica per asservirla a testi francesi e inglesi? Fino a quando costoro avranno un seguito di spettatori?), e dall'altro ci ha convinto che questo Zizó de Palumbèla può certamente stare alla pari con analoghi capolavori quali "L'Imbriago", "Girani rosei", "Tré foje d'edera", "L'unore", "Don Cesare" ed altri, lavori che sono pietre miliari per il nostro Teatro Popolare. Un'altra gradita realtà, il "Teatro del Sorriso". Così come ha pubblicamente detto Panzini dopo la recita del 24, egli si ritiene assai fortunato di essersi "affratellato" con questa Compagnia, l'unica, a suo dire, con "vera base culturale" e l'unica che aveva creduto fortemente sulla bontà del copione. Stima ben riposta poiché tutti gli attori hanno offerto un'ottima recitazione. E' sempre ingrato, per chi scrive critiche teatrali (ma penso anche per lo spettatore), dover fare una graduatoria nei meriti ma tant'è: sugli scudi le interpretazioni dei tre protagonisti, Maurizio Sabbatini (nel ruolo di Zizó cui dovrebbe però dare maggiore energia; ma ci dicono che ha recitato in preda a febbre e mal di stomaco), lo stesso Giampiero Piantadosi (in Rechiafina) e Fausta Ascoli (una Matilde favolosa); veramente notevoli quelle dei ruoli caratteriali, Patrizia Falcioni (in Mèna) e Paola Pasquini (in Anita), Marco Bernacchia (in Cianca), Francesco Ferrato (un eccellente "ciacio" nel ruolo di Scufia), Domenico D'Imperio (sergente della Milizia fascista) e Mirco Scavuzzo (in Richétu); menzione particolare per i due bravissimi bambini Gianluca Piantadosi (in Mariulì, 10 anni) e Riccardo Durazzi (in Dùciu, 3 anni); inusitata, inattesa e piacevolissima la presenza in scena di Garubina, una candida gallina livornese (fetaròla, come la definisce Panzini, poiché all'epoca dei fatti faceva un uovo al giorno, alleviando la fame di tutti i giorni). Estremamente suggestive ed appropriati le' musiche e gli effetti sonori, così come i costumi e le scenografie. Un capolavoro. Per chi non l'ha visto, da non perdere nelle annunciate repliche.

 

 
  Corriere adriatico 14 Luglio 1999

Un successo a Marzocca per <<Zizó de Palumbela>>

Ha riscosso un notevole successo di pubblico la commedia dialettale <<Zizó de Palumbèla>>, primo appuntamento teatrale presentato a Marzocca nell'ambito di <<Scena aperta>>, la prima rassegna del teatro dialettale organizzata dal Centro sociale Adriatico in collaborazione con la Filodrammatica <<La Sciabica>> e il Gat Marche e con il patrocinio del Comune. Messa in scena dal gruppo amatoriale <<Teatro del Sorriso>> di Ancona da un testo dello scrittore M.Panzini, <<Zizó de Palumbèla>> è ambientata nell'estate del 1944 alla vigilia della liberazione della città dorica tra le paure della guerra e le speranze per il futuro. La rassegna teatrale prosegue il 24 alle 21.30 con la compagnia Gy-Tany di Ancona che interpreterà la commedia <<La sora Elvira c'a l'argent>> di Tany.

 

 
  Marche domani 26 Luglio 1999

Al teatro del Sorriso con Zizó de Palumbèla

Ho seguito, con grande interesse, sia il periodo di preparazione, sia la messa in scena delio spettacolo "Zizó de Pulumbèla" che il Teatro del Sorriso ha rappresentato al Teatro sperimentale di Ancona il 24 e 25 aprile scorsi. Come coordinatrice regionale del Gat Marche ho quotidianamente contatti con tutte le realtà amatoriali della regione e sono veramente lieta che questa compagnia faccia parte della nostra associazione per la professionalità dimostrata anche in questo spettacolo, difficile ma pieno di intensità emotiva. Non sono nata ad Ancona, e non ho vissuto la terribile esperienza che ha martoriato questa città, i bombardamenti del 1944, eppure, assistendo allo spettacolo, grazie alla veridicità che si evidenzia da ogni parola del testo, essendo autobiografico, ho provato sensazioni fortissime e una grande commozione, a volte stemperata dall'uso di un vernacolo che nei momenti più tragici riesce, grazie alla caratterizzazione dei personaggi, a sdrammatizzare la situazione. Mario Fanzini, uomo di cultura e autore di testi in vernacolo, ben noto nell'ambiente anconetano, ha fatto rivivere, con grande sensibilità, un momento difficile della sua vita, nel quale tante persone che assistevano allo spettacolo si sono ritrovate, con le problematiche, la paura e la disperazione che opprime il cuore di un popolo in guerra. Un elogio agli attori, bravi tutti, calati a pennello nei personaggi. Permettetemi però un encomio particolare a Fausta Ascoli, che vorrei definire "animale da palcoscenico" per la convinzione che ha saputo infondere al suo personaggio, con la grinta, la dolcezza, la fragilità, l'ilarità che ha profuso a iosa nell'alternarsi delle situazioni. Una coralità densa di significato, guidata dall'ottima regia di Giampiero Piantadosi, che ha saputo evidenziare i momenti più lirici del testo.

Federica Cirilli

 

 
  il Resto del Carlino Venerdì 30 Luglio 1999

Una commedia in vernacolo anconetano

MORRO D'ALBA - Continua la Rassegna teatrale all'interno di Morro d'Alba Estate: sconda serata di spettacolo domani alle ore 21,30, il gruppo Teatro del Sorriso presenta <<Zizó de Palumbèla>> di Mario Panzini, per la regia di Giampiero Piantadosi. In scena la vicenda, tra il drammatico e l'ironico, ma sempre toccante, ispirata alla vita reale di Panzini durante i bombardamenti del 1942; una storia nella Storia dei partigiani, dei fascisti e dei tedeschi, tutta in vernacolo anconitano, che con la sua spontaneità riesce a dare quel pizzico di comicità ad ogni situazione, per drammatica che sia. La rassegna continua e termina mercoledì 4 agosto con la Compagnia Varano e la commedia dialettale <<El riò è piccolo... la gente mormora...>> per la regia di Alfonso Napolitano.

 

 
  Articolo Tratto dal periodico:

"Il Comune di Ancona" Sezione Cultura  Agosto-Settembre 1999

TORNA "ZIZÓ DE PALUMBELA"
di Federica Cirilli
coordinatrice regionale del G.A.T. Marche

Ho seguito, con grande interesse, sia il periodo di preparazione, sia la messa in scena dello spettacolo "Zizó de Palumbèla" che il "Teatro del Sorriso" di Ancona ha rappresentato, qualche tempo fa, allo Sperimentale "Lino Arena". Non sono nata ad Ancona e non ho vissuto la terribile esperienza che ha martoriato questa città, i bombardamenti del 1943-44; eppure, assistendo allo spettacolo, grazie alla veridicità che si evidenzia da ogni parola del testo, essendo autobiografico, ho provato sensazioni fortissime e una grande commozione, a volte stemperata dall'uso di un vernacolo che nei momenti più tragici riesce, grazie alla caratterizzazione dei personaggi, a sdrammatizzare la situazione. Mario Panzini, uomo di cultura e autore di testi in vernacolo, ha fatto rivivere, con grande sensibilità un momento difficile della sua vita nel quale tante persone che assistevano alla rappresentazione si sono ritrovate con le problematiche, la paura e la disperazione che opprime il cuore di un popolo in guerra. Un elogio agli attori, bravi tutti, calati a pennello nei personaggi. Permettetemi però un encomio particolare a Fausta Ascoli, che vorrei definire "animale da palcoscenico", per la convinzione che ha saputo infondere al suo personaggio (Matilde, nella realtà la madre di Panzini) con la grinta, la dolcezza, la fragilità, l'ilarità che ha profuso a iosa nell'alternarsi delle situazioni. Una coralità densa di significati, guidata dall'ottima regia di Giampiero Piantadosi che ha saputo evidenziare i momenti più onirici del testo. Per tutti nuovo appuntamento con "Zizó de Palumbèla" il 24 ottobre '99, allo Sperimentale. Il 23 ottobre, sempre al "Lirio Arena", spettacolo per le scuole.

 

 
 

Corriere Adriatico Sabato 4 Settembre 1999

Festival a gonfie vele

Il freddo non frena VARANO

Nonostante la serata fredda di giovedì il pubblico anconitano non a fatto mancare la propria partecipazione e il calore per lo spettacolo teatrale della compagnia <<Firmum>> di Fermo. <<Galletti a spasso>> commedia brillante in due atti di Hennequin e Duval per la regia di Sergio Soldani ha dimostrato il livello raggiunto dagli interpreti fermani: Angelo Ciuccarelli, Franco Ciucani, Vittorio Girotti, Piero Agostinelli, Fabrizio Mezzabotta, Gabriella Mangani, Maria Grazia Bondini, l'impareggiabile Elvira Parlatoni, Maria Grazia Palmieri. Scene comiche, tipiche della commedia francese di fine '8OO, intrise di equivoci, tradimenti e giochi sentimentali hanno dato ritmo e vivacità ricevendo copiosi applausi. Molto curate le scene e i costumi di Giancarlo Mancini, Giovanni Mariani e Annamaria Ercoli. A fine spettacolo visita agli stand allestiti nella piazzetta adiacente a quella delle feste di Varano dove è possibile ammirare la mostra di pittori anconitani allestita da Lanfranco Santini. Finale all'insegna del tutto esaurito come dimostra la serata di ieri per la compagnia di Villa Musone. Il festival chiuderà i battenti domani con le premiazioni della compagnia vincitrice della Rassegna Dialettale Marchigiana votata dal pubblico. Nel menu il ballo in piazza «condito» con gli gnocchi fatti a mano dalle cuoche varanesi. Questa sera alle 21 in scena l'ultima compagnia partecipante «Il Murello» di Montelparo nella commedia in dialetto ascolano <<Nun simo fatti p'u paradisu>>. Domani sera premiazioni anche per il concorso di pittura che ha riscosso successo di pubblico e di critica. Quest'anno sarà la gente a scegliere il pittore più bravo tra i venti partecipanti che sono Clarice Anselmi, Giuliana Pastene, Carlo Buglioni, Sauro Santarelli, Arturo Leone, Rosanna Stronati, Umberto Micucci, Valentina Pasqualini Valentini, Lanfranco Santini, Massimo Bolognini, Silvano Sangiorgi, Anna Giammarchi, Roberto Schiavoni, Maria Teresa Miccoli, Zanivan Zlatka, Clelia Biagiotti, Guido Portaleoni, Aldo Candelari, Grabriella Malacari e Lucilla Tittarelli.

Mauro Paolinelli

 
  Corriere Adriatico Sabato 4 Settembre 1999

Week end teatrale a Falconara
La stagione continua

FALCONARA - Interessante week-end teatrale a Falconara. Gli appuntamenti del cartellone estivo hanno fatto registrare una marea di consensi. Per questo ne sono stati proposti altri anche allo scopo di valorizzare l'opera delle compagnie teatrali locali che da anni svolgono la loro attività dando il meglio di loro stesse. Stasera la sinergia Iom-Comune di Falconara renderà possibile l'allestimento al teatro comunale di Chiaravalle dell'opera «Il Falco» diretta da Paolo Bucci. L'incasso della serata sarà devoluto allo Iom. E da Miller al vernacolo anconitano il passo è breve. Domani la compagnia teatrale «Oggi e Domà» porterà in scena alla Corte del Castello «Bombete e fiori d'arancio», un lavoro di Alfredo B. Cartocci, uno dei maggiori autori del vernacolo anconitano. E, tanto per restare in tema di successi del teatro dialettale, da ricordare ilsuccesso registrato dall'opera «Zizó de Palumbèla» di Mario Panzini allestita alla Corte del Castello di Falconara allestita dal <<Teatro del Sorris>> in collaborazione con l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia e la II Circoscrizione del Comune di Ancona.