CORTOCIRCUITI · 2025
SCHEDA ARTISTICA
Interpreti
Realizzazione
Lo spazio scenico
La scena di Cortocircuiti è stata concepita come uno spazio unico capace di trasformarsi continuamente senza veri cambi di scenografia.
I diversi elementi — balaustra, persiane chiuse, lampione, poltroncina, sedia e leggii — sono distribuiti sul palcoscenico in posizioni precise e scelti appositamente per i singoli pezzi. Non costituiscono quindi una scenografia realistica complessiva, ma piccoli nuclei scenici che acquistano significato quando vengono raggiunti dall’attore e isolati dalla luce.
A collegare visivamente questi mondi intervengono i fili di lana, che attraversano lo spazio e contribuiscono a costruire un’immagine di connessioni, interferenze e “cortocircuiti”.
Una posizione specifica è riservata al musicista, collocato su una pedana dedicata e dotato di una propria illuminazione. La sua presenza non rimane nascosta ai margini della rappresentazione: entra visivamente nel ritmo dello spettacolo e viene alternativamente portata in luce o lasciata nel buio insieme agli altri elementi della scena.
Le luci e la consolle
Il disegno luci è costruito come una vera partitura. Lo spettacolo procede attraverso una continua alternanza di luce e buio: di volta in volta emergono il lampione, la poltroncina, la balaustra, una zona del proscenio, le persiane, i leggii o la pedana del musicista. Le diverse aree vengono accese e spente seguendo il succedersi dei brani e gli spostamenti degli interpreti.
Alla consolle Alessandra Centanni e Luca Lazzaro hanno avuto un compito particolarmente delicato. Non si trattava semplicemente di richiamare una sequenza prestabilita di luci: occorreva seguire lo spettacolo in tempo reale, coordinandosi soprattutto con il musicista, i cui interventi avevano una componente assolutamente improvvisata. Bisognava quindi comprendere quando lasciare la luce a lui e quando invece trasferirla all’attore pronto a iniziare il monologo successivo, quale elemento scenico dovesse emergere dal buio e in quale momento far partire le tracce delle canzoni e gli altri effetti sonori.
La consolle diventava così un altro luogo “vivo” dello spettacolo: luce, musica, basi registrate, effetti e ingresso degli interpreti dovevano incontrarsi ogni sera con precisione, pur conservando la capacità di adattarsi a ciò che stava accadendo sul palcoscenico.
Frammenti dallo spettacolo — dalla parola al momento musicale di Cortocircuiti.
Dal disegno alla scena
La disposizione degli elementi scenici e delle zone di luce venne studiata prima ancora di poterla verificare sul palcoscenico. Schizzi e disegni preparatori di Giampiero Piantadosi fissavano la posizione degli oggetti, degli interpreti, della pedana del musicista e delle diverse aree luminose, diventando una vera mappa per il successivo allestimento.
Era un lavoro particolarmente importante perché la Compagnia non disponeva di uno spazio nel quale poter montare preventivamente l’intera scenografia e provare lo spettacolo nelle condizioni reali del teatro. Il progetto doveva quindi essere immaginato, disegnato e organizzato in anticipo, per poi prendere concretamente forma sul palcoscenico.
Dal progetto alla scena — lo schema delle posizioni sceniche e luminose e la loro realizzazione sul palcoscenico.