Il tutto è falso
Una riflessione amara e disillusa sulla società contemporanea, dove verità e falsità si mescolano in un caos inestricabile.
CORTOCIRCUITI · 2025
Canzoni, monologhi e letture compongono un mosaico di storie diverse, unite dalla stessa scintilla: il momento in cui il reale incontra l’assurdo e la logica si spezza, lasciando emergere contraddizioni, fragilità e verità scomode. La musica dal vivo accompagna e amplifica queste fratture emotive, creando uno spazio sospeso tra parola e suono, riflessione e vertigine.
Una riflessione amara e disillusa sulla società contemporanea, dove verità e falsità si mescolano in un caos inestricabile.
Camminando di notte in una città deserta, un uomo si confronta con le proprie paranoie e con la tendenza a temere l’ignoto.
Il racconto grottesco e tragicomico di una donna assassinata che osserva la polizia incapace di risolvere il suo caso.
Un monologo intimo sull’amore, qualcosa di concreto e tangibile che da emozione fugace si trasforma in patto eterno.
Un uomo osserva il mondo dalle persiane di casa e racconta la propria scelta di isolamento, tra paura e rifiuto del contatto umano.
La confessione drammatica, in dialetto romanesco, di un giovane operaio sopraffatto dal dolore e dall’ira, tra legami familiari e rimorso.
Un viaggio surreale e ironico attraverso luoghi comuni e contraddizioni del socialismo reale, nello scontro tra idealismo e realtà.
La trasformazione di un individuo attraverso identità, generi e ruoli sociali: una ricerca personale che sfida le convenzioni.
Un ragazzo confessa una macabra ossessione, fino a incontrare una vittima capace di sorprenderlo in un finale surreale e inatteso.
Una donna ossessionata dalla sicurezza osserva un operaio al lavoro sui fili elettrici: ne nasce un confronto grottesco tra paura e leggerezza.
Una satira vivace e irriverente costruita su incomprensioni e doppi sensi, dove l’arrivo di un uccellino sconvolge le dinamiche tra i presenti.
Un giovane precario lotta contro ingiustizia e conformismo, rievocando lo spirito dei nativi americani in una battaglia ideale contro il potere.
Una satira feroce contro l’ipocrisia del linguaggio usato per giustificare la violenza e contro l’immobilismo morale di fronte all’orrore.
Un inno poetico e malinconico agli emarginati, a chi vive ai margini e trova bellezza e libertà nella propria diversità.