Inferno, Canto XXVI
Il viaggio di Ulisse oltre le Colonne d’Ercole apre lo spettacolo e gli dà il titolo: il desiderio di conoscere spinge l’eroe a superare il limite, fino a trasformare la sfida in un «folle volo».
IL FOLLE VOLO · 2020
Dal «folle volo» di Ulisse alle esistenze anonime del presente: i testi dello spettacolo seguono uomini e donne che, per scelta o trascinati dagli eventi, arrivano a oltrepassare un limite. All’eroe consegnato al mito succedono così figure comuni, marginali e quasi trasparenti, nelle quali la follia assume forme diverse: violenza, ribellione, isolamento, desiderio di libertà, autodistruzione. Il percorso si chiude con uno sguardo diverso, affidato alla poesia e alla possibilità di ritrovare, nonostante tutto, bellezza e gratitudine.
Il viaggio di Ulisse oltre le Colonne d’Ercole apre lo spettacolo e gli dà il titolo: il desiderio di conoscere spinge l’eroe a superare il limite, fino a trasformare la sfida in un «folle volo».
La voce di una donna vittima della violenza del compagno: una storia in cui il confine viene oltrepassato da chi trasforma il possesso e il controllo in sopraffazione.
Un operaio specializzato, travolto dalla cassa integrazione e dalle disuguaglianze che osserva intorno a sé, reagisce inventandosi un’improbabile missione da Robin Hood contemporaneo.
Una satira paradossale sulla libertà individuale e sul rifiuto delle regole: il protagonista porta la propria sfida alle convenzioni fino alle conseguenze più estreme.
Un detenuto vive il tempo immobile della reclusione sospeso tra la realtà della prigione e il desiderio di fuga, rivendicando ostinatamente la distanza tra essere folle ed essere «in folle».
Cass, bellissima e fragile, vive sul confine tra desiderio d’amore e autodistruzione. Una storia in cui bellezza, solitudine e dolore convivono fino all’esito più tragico.
Dopo le storie segnate dalla violenza, dalla solitudine e dalla perdita, la poesia riporta lo sguardo alla bellezza delle cose, alla gratitudine per ciò che esiste e alla forza dell’amore.