Lo spazio scenico è suddiviso in due ambienti contemporaneamente visibili: da una parte lo studio del direttore Terzani, con la scrivania e l'archivio; dall'altra il giardino dell'ospedale, delimitato dalle mura, dalle colonne e dal cancello e dominato dalla grande magnolia.
SCHEDA ARTISTICA
Storie del Manicomio di Ancona – 1939/1943
PERSONAGGI E INTERPRETI
| PERSONAGGIO | RUOLO | INTERPRETE |
|---|---|---|
| Giovanni Terzani | nuovo direttore del manicomio | Giampiero Piantadosi |
| Giulio Malfatti | vicedirettore | Sergio Armani |
| Suor Agnese | Madre Superiora | Paola Pasquini |
| Pietro Niccolini | ispettore del personale | Ettore Budano |
| Emilio Carletti (Miglio) | un ricoverato | Fabrizio Ilacqua |
| Silvana Bartolucci (Nina) | una ricoverata | Martina Sulpizi |
| Paolo Leonardi | un infermiere | Riccardo Rossi |
| Eleonora Luzi | un'infermiera | Eva Ricciardi |
| Graduato della Milizia | fascista | Giovanni Ninivaggi |
| Enrico Montironi | tenente del Regio Esercito | Alessandro D'Elia |
COLLABORAZIONE ARTISTICA E TECNICA
LA MESSINSCENA
La scenografia è stata costruita recuperando e trasformando anche elementi provenienti da precedenti produzioni del Teatro del Sorriso. In particolare, le mura dell'ospedale, le colonne e il cancello erano già stati utilizzati nello spettacolo Alles Kaputt! Storie della Resistenza. La magnolia, elemento centrale e simbolico dell'allestimento, è stata invece ideata e realizzata appositamente dalla compagnia.
Un ruolo fondamentale nella realizzazione dell'allestimento è stato svolto da Paola Pasquini, che ha curato in particolare la ricerca e la preparazione dell'attrezzeria e dei costumi, oltre a collaborare alle scene e alla regia.
LUCI, MUSICHE E DOCUMENTI SONORI
La luce ha una funzione narrativa fondamentale. Studio e giardino vengono alternativamente isolati o fatti emergere dal buio; tagli, controluce e special accompagnano lo spostamento dell'azione e sottolineano alcuni elementi scenici, fino alla magnolia stessa.
Nel finale, lampi, vampe e strobo accompagnano il bombardamento, insieme alle sirene e al rombo degli aerei, mentre le mura e i cancelli crollano.
Alla costruzione dell'atmosfera contribuisce un articolato paesaggio sonoro, composto da musiche e canzoni che attraversano gli anni della vicenda: da Vivere alle canzoni della propaganda, fino a Fischia il vento e Bella ciao.
Alle musiche si affiancano documenti sonori storici. La voce di Mussolini, con la dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940, e quella di Badoglio, con l'annuncio dell'armistizio dell'8 settembre 1943, fanno irrompere gli avvenimenti della Storia direttamente nella vita dei personaggi.
La complessa costruzione luministica dello spettacolo è stata affidata a Luca Lazzaro, che ha curato con grande precisione i numerosi cambi di luce necessari a separare, collegare e trasformare i diversi spazi scenici.
Altrettanto determinante è stata la presenza in consolle di Alessandra Centanni, alla quale era affidato l'inserimento delle numerose tracce audio nei momenti stabiliti dalla regia. Musiche, voci, documenti storici ed effetti sonori dovevano entrare in scena con assoluta precisione: un anticipo o un ritardo avrebbe potuto compromettere il ritmo e, in alcuni passaggi, la stessa continuità dello spettacolo.
Luca Lazzaro e Alessandra Centanni hanno quindi svolto un ruolo prezioso e delicatissimo, assicurando alla rappresentazione precisione e affidabilità.