L’allestimento
Lo spettacolo fu concepito all’insegna della semplicità: un unico ambiente, nessun cambio di scena e pochi effetti sonori. Il primo atto si svolge di sera, in una luce calda; il secondo la mattina seguente, con un’illuminazione più netta. Un controluce dalla finestra e due speciali bianchi, all’inizio e nel finale, completavano un disegno luci volutamente essenziale.
La prima scenografia ricostruiva con cura il soggiorno di una casa borghese degli anni Settanta. Vecchi pannelli provenienti da altri spettacoli furono recuperati, ridipinti e trasformati; Paola Pasquini curò la scelta dei colori, degli arredi e dei particolari d’epoca, dai mobili ai costumi fino al manifesto femminista appeso alla parete.
Nel corso delle repliche l’allestimento venne ulteriormente semplificato. Le pareti di fondo scomparvero e il nero del palcoscenico divenne parte della scena: rimasero mobili, quadri e oggetti, quasi sospesi nel vuoto. La soluzione rese l’immagine più suggestiva e ridusse sensibilmente i tempi di montaggio e smontaggio, un vantaggio importante per una compagnia abituata a occuparsi direttamente di ogni fase del lavoro.
La ricerca minimalista non impoveriva la scena, ma ne metteva in evidenza l’essenziale: i personaggi, l’intreccio e il ritmo della commedia. Nella replica di Mordano del 1º marzo 2025 questa misura trovò una delle sue espressioni più felici.


