TRAMA
Una storia dove niente è come appare
In casa Caruccio fervono i preparativi. Margherita sistema con cura una stanza, abbina gli asciugamani alle lenzuola, sceglie l’immagine sacra più adatta e si preoccupa persino del colore della carta igienica. Suo marito Alfonso, ex rapinatore rimasto con una gamba sola dopo una sparatoria e undici anni di carcere, cerca di controllare il nervosismo.
I due attendono con ansia il ritorno del figlio Giorgio. Il ragazzo, cresciuto nel rispetto della tradizione familiare, sta affrontando la sua prima impresa veramente importante: il sequestro della figlia del ricchissimo industriale Poderito.
Con loro c’è Luisa, fidanzata di Giorgio e futura telefonista della banda. Tutti ripongono grandi speranze nell’operazione. Alfonso rimpiange i tempi in cui il mestiere del criminale era ancora artigianale e si lavorava fra amici; Margherita sogna una crociera; Luisa progetta una casa con piscina, sauna e giardino pensile. Il riscatto dovrebbe finalmente garantire alla piccola cooperativa familiare la sicurezza economica.
A turbare l’attesa interviene ripetutamente Giovanni Battista, il vicino di casa: un uomo curioso e invadente, sempre pronto a offrire il proprio aiuto e incapace di accorgersi di non essere desiderato. Ha notato che la porta dei Caruccio rimane socchiusa e insiste per ripararla, proprio mentre la famiglia aspetta il ritorno del sequestratore.
Giorgio arriva infine trascinando in casa una donna priva di sensi. Nel corso dell’azione ha investito un frate, gli ha sottratto la tonaca e, travestito, ha rapito quella che crede essere Emilia Poderito.
L’operazione sembra riuscita. Il vicino, ancora presente nell’appartamento, viene allontanato con difficoltà e la famiglia può finalmente festeggiare. C’è però un problema: la prigioniera si risveglia prima del previsto e vede in faccia tutti i suoi sequestratori. Giorgio, convinto di averle somministrato dei sonniferi, scopre di averle messo in bocca le mentine trovate nella tasca del frate.
La donna, che si fa chiamare Vilda, accoglie la prospettiva di essere eliminata con sorprendente calma. Conversa amabilmente con i suoi rapitori, beve whisky, fa domande sul loro lavoro e cerca di convincerli che ucciderla procurerebbe più problemi che vantaggi. I Caruccio, pur dispiaciuti, ritengono però di non avere scelta: ormai conosce i loro volti, il loro cognome e, grazie all’improvvida Luisa, persino l’indirizzo di casa.
La mattina seguente Vilda è ormai trattata quasi come un’ospite. Fa colazione con Margherita e aiuta Alfonso a registrare i messaggi destinati alla famiglia Poderito. Ma qualcosa non torna: giornali e radio non parlano del rapimento e, quando i sequestratori telefonano per chiedere il riscatto, dall’altra parte riattaccano.
La spiegazione arriva poco dopo. La donna rapita non è Emilia Poderito. Il suo vero nome è Adevilda Ortensi: è una semplice impiegata dell’azienda, orfana e senza parenti facoltosi disposti a pagare per lei. Giorgio ha sequestrato la persona sbagliata. L’impresa che avrebbe dovuto risollevare le finanze della famiglia si trasforma così in un disastro: nessun riscatto, un frate morto e una prigioniera della quale occorre comunque liberarsi.
Vilda, tuttavia, continua a mostrarsi fin troppo tranquilla. Suggerisce che potrebbe tornare al lavoro il lunedì seguente senza raccontare nulla a nessuno: nessuno si è accorto della sua scomparsa e lei, del resto, preferisce tenersi lontana dalla polizia.
A quel punto ricompare Giovanni Battista. Il vicino rivela di aver assistito all’investimento del frate, di aver seguito Giorgio in motocicletta e di sapere tutto del sequestro. Giorgio estrae la pistola, ma anche il vicino è armato.
Quando la situazione sembra precipitare arriva il vero colpo di scena: Vilda e Giovanni Battista si conoscono. Lui è suo zio e l’ha cresciuta dopo la morte dei genitori.
Da tempo i due progettavano a loro volta di sequestrare Emilia Poderito. Avendo notato i movimenti sospetti dei Caruccio intorno all’azienda, avevano deciso di lasciarsi coinvolgere nel loro piano. Vilda si era fatta rapire volontariamente al posto della figlia dell’industriale: l’intera operazione era stata organizzata come una prova sul campo, destinata a verificare capacità e debolezze dei futuri complici prima del sequestro autentico.
Il rapimento fallito diventa così una vera prova generale. Le due famiglie decidono di unire le forze: Vilda conosce la vittima e le sue abitudini, Giovanni Battista è un criminale esperto, mentre i Caruccio metteranno a disposizione la casa e la loro appassionata manodopera.
Resta soltanto un ostacolo: Luisa. Quando la ragazza intuisce che i nuovi soci vogliono emarginarla, decide di denunciare tutti. Bisogna trovare d’urgenza una nuova soluzione al problema.
La prova generale, evidentemente, non è ancora finita.