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2022

Il Pantografo

Racconto per voci e suoni

di Luigi Squarzina

TRAMA

Dopo quarantadue anni di servizio nelle Ferrovie, Quinto va in pensione. Durante la festa organizzata per salutarlo, ritorna con la memoria a quando aveva sedici anni e lavorava in prova allo scalo ferroviario di San Lorenzo, a Roma.

Qui era stato accolto da Attanazzi, caposquadra delle Ferrovie e vecchio amico di suo padre, un muratore morto da poco in un incidente sul lavoro, che lo aveva preso sotto la sua protezione. Per il ragazzo quell'uomo è molto più di un superiore: è una figura di riferimento, alla quale guarda con ammirazione e si affida ciecamente.

Un pomeriggio Quinto parte con Attanazzi e con l'elettricista Ostinelli per uno di quei lavoretti extra con cui la squadra è solita arrotondare lo stipendio. Un secondo lavoro fatto clandestinamente durante l'orario di servizio, utilizzando per un'attività privata il furgoncino, il materiale e il tempo delle Ferrovie, all'insaputa dei superiori.

Questa volta devono montare alcuni scaldabagni elettrici in una palazzina ancora in costruzione. Lungo la strada raccolgono anche Giuffré, un vecchio ferroviere ormai in pensione ma ancora partecipe di quelle uscite. Per Quinto, giovane e inesperto, quel mondo è ancora tutto da scoprire, e considera normale ciò che vede fare dai colleghi più anziani.

Giunti sul posto, iniziano il lavoro. È tardi, si sta facendo buio e devono sbrigarsi per rientrare al deposito entro la fine del turno. La luce ormai è scarsa. Ostinelli si lamenta di non riuscire più a vedere bene, ma poi commette un errore fatale: mentre sta lavorando all'impianto elettrico, mette il piede in una caldarella bagnata lasciata lì dagli imbianchini, provocando un corto circuito e morendo folgorato sul posto.

Per la sua famiglia, alla tragedia si aggiunge un'altra conseguenza: Ostinelli non è morto in servizio e quindi la vedova e i figli rischiano di perdere le tutele previste per un ferroviere vittima di un incidente sul lavoro.

È allora che Giuffré ricorda un collega morto tempo prima su un pantografo, il dispositivo posto sul tetto delle locomotive elettriche che le mette in contatto con la linea ad alta tensione e sul quale una disattenzione può avere conseguenze mortali.

Nella mente di Attanazzi nasce un progetto temerario: far apparire la morte di Ostinelli come un incidente ferroviario avvenuto durante il servizio. Per riuscirci dovranno cambiare gli abiti del morto, affrontare la moglie ancora ignara della tragedia, attraversare mezza Roma con il corpo nascosto nel furgoncino, superare controlli e guardiani, rientrare nello scalo e trascinare Ostinelli tra binari e treni in manovra fino a un locomotore della manutenzione. Là dovranno ricostruire una scena abbastanza credibile da far pensare a una vera disgrazia sul pantografo.

È un'impresa rischiosissima, nella quale ogni incontro e ogni imprevisto possono tradirli. Attanazzi sa perfettamente di trascinare i compagni in qualcosa di molto più grave dei lavoretti clandestini ai quali erano abituati, ma è convinto che sia l'unico modo per non abbandonare la vedova e i figli di Ostinelli. È la solidarietà della famiglia ferroviaria che arriva fino all'illecito.

Giuffré ha paura, ma accetta. Quinto segue Attanazzi con la fiducia e l'incoscienza dei suoi sedici anni. È affascinato da quell'uomo capace di assumersi una responsabilità così enorme e, quando comprende che non lo fa soltanto per salvare se stesso, arriva a dirgli che vorrebbe diventare «un uomo come lui».

Il piano viene portato avanti. Ma una morte presentata come incidente ferroviario non può non finire davanti a una Commissione d'inchiesta, chiamata a ricostruire quanto è accaduto. Anche Quinto dovrà rispondere alle domande degli ispettori.

Quarantadue anni dopo, nel giorno della pensione, Quinto torna con la memoria a quella notte, all'inchiesta che ne seguì e a un segreto che non ha mai raccontato a nessuno.