Il Pantografo
Racconto per voci e suoni
La prima locandina, realizzata per il debutto del 29 aprile 2022 al Pub Santa Monica, poneva al centro il pantografo e il mondo della ferrovia attraverso l’immagine suggestiva di un locomotore.
Per la replica del 10 giugno al Teatro Panettone scegliemmo invece di passare dalla macchina agli uomini. La nuova immagine mostra alcuni ferrovieri davanti a un treno, insieme alle loro famiglie e ai bambini. Nei loro volti si legge l’orgoglio di appartenere a quella che allora era sentita come la grande famiglia delle Ferrovie. Essere ferroviere significava avere un mestiere riconosciuto, una posizione sociale, un’identità della quale andare fieri.
Era anche questo il mondo umano che avevamo cominciato a vedere dentro Il Pantografo. E ci sembrò giusto che, dalla seconda locandina, fossero gli uomini, e non più la macchina, a rappresentare lo spettacolo.
Il Pantografo nasce da un’esigenza precisa. Nei mesi in cui i teatri erano chiusi per il COVID e la possibilità stessa di tornare in scena rimaneva incerta, continuammo a lavorare, cercando forme nuove attraverso le quali continuare a fare teatro.
L’esperienza de Il Folle Volo ci aveva già portato verso scelte più essenziali, affidate soprattutto alla parola e alla capacità del racconto di generare immagini. Fu così che, cercando nelle Teche RAI, ci capitò di ascoltare Il Pantografo di Luigi Squarzina. Ci colpì molto e così decidemmo di metterlo in scena: uno sceneggiato radiofonico — o radiodramma —, genere nuovo per noi ma popolarissimo negli anni in cui le famiglie italiane si riunivano ad ascoltare la radio e la televisione non era ancora entrata in tutte le case.
Questa pagina raccoglie la storia e i materiali dello spettacolo.
TRE SPETTACOLI, UN UNICO PERCORSO